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<title>PD Buccinasco</title><link>http://www.pdbuccinasco.it/dblog/</link>
<description>PD Buccinasco</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[MA IL SARCASMO DEI TECNICI NON COLPISCE A CASO]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">di Michele Prospero</span><br style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" /><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"> L&rsquo;Unit&agrave;, 3 febbraio 2012</span><br /> Ma perch&eacute; neppure i tecnici resistono al fascino della tv e non riescono a trattenersi dalla seduzione di battute populiste sfornate prima contro gli sfigati e ora contro quegli annoiati dal posto fisso che vanno resi pi&ugrave; allegri con la frizzante flessibilit&agrave; in uscita? <span id="more"></span>Si avverte, <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">dietro le metafore infelici di una certa accademia, anche un movimento, per ora sottotraccia, avviato per favorire un repentino passaggio di fase</span>. Messa da parte la paura della bancarotta incombente che imponeva pi&ugrave; sobriet&agrave;, si lavora gi&agrave; per il dopo. I tecnici scrutano oltre l&rsquo;emergenza e <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">le loro parole in libert&agrave; forse non colpiscono a caso</span>. <br /> <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">Sindacato e partiti</span>, il poco che ancora resta in piedi di essi, sono in questi giorni <span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;">sotto assedio</span>. La posta in gioco della contesa &egrave; chiara, bisogna coglierla in tempo nella sua gravit&agrave; per non lasciarsi sorprendere e spiazzare dagli eventi. Si stanno ponendo le basi della cosiddetta Terza Repubblica e avanza un esplicito desiderio di <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">rimuovere gli intralci pi&ugrave; sgraditi</span> al trionfo del novello spirito dell&rsquo;epoca. In questa lotta sui fondamenti della nuova politica, si profila nitido il disegno di colpire in maniera definitiva la malferma costituzione materiale della repubblica <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">spazzando via i residui dei vecchi soggetti del pluralismo</span>. <br /> Ormai ammaccata la destra politica, che per vent&rsquo;anni &egrave; stata egemone ma che appare come un ostacolo provinciale all&rsquo;innovazione, i settori molto forti dell&rsquo;economia, della finanza, della burocrazia, coltivano il sogno di <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">allestire in fretta una macchina pi&ugrave; snella</span> per imporre un&rsquo;alternativa dinamica e manageriale alla crisi del sistema della stagnazione. Il governo tecnico, nato per fronteggiare una cruda emergenza, per talune forze influenti dei media e dell&rsquo;economia (che in Italia sono la stessa cosa) deve tramutarsi assai presto nell&rsquo;espressione di una durevole coalizione politica chiamata a imprimere il marchio definitivo al nuovo ciclo storico. <br /> Disorientato il blocco immobilistico cementato dalla vecchia destra populista, occorre ricostruire i pilastri del sistema. Il linguaggio della competenza con lo stile della misura si infrange per&ograve; al cospetto di una coalizione sociale come quella della destra. Essa aveva trovato la sua soggettivit&agrave; politica proprio nelle forme alienate del populismo e quindi non pare molto attratta dal nuovo verbo del rigore, delle liberalizzazioni e della competitivit&agrave;. Se qualcuno calcolava di avvalersi dell&rsquo;apporto di spezzoni dell&rsquo;esecutivo tecnico per rimpiazzare nel futuro mercato elettorale l&rsquo;antica destra stagnante e corporativa ha sbagliato grossolanamente i conti. Nessun tecnico o abile portavoce dei poteri forti, per quanto sorretto dai media, con ampie scorte di denaro al seguito, e con credenziali internazionali, potr&agrave; mai offrire delle sponde politiche alla coalizione sociale che ha finora sostenuto le destre. <br /> &Egrave; per questo evidente che la sfida della tecnica non &egrave; destinata a riassorbire una regressiva destra populista ventilando delle ragionevoli istanze modernizzatrici per attrarre il microcapitalismo dei territori. <span style="color: rgb(0, 0, 0);">Il sasso della tecnica &egrave; scagliato soprattutto contro la sinistra che viene stuzzicata proprio con affondi studiati per lacerare le sue roccaforti simboliche e materiali. Nella grande stampa che sorregge questa operazione (<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">scardinare i soggetti del pluralismo residuali</span>) le imbarazzanti derive affaristiche della politica sono afferrate al volo per racimolare nuove munizioni da usare nella battaglia finale contro la casta. </span><br style="color: rgb(0, 0, 0);" /> Riaffiora cos&igrave; un&rsquo;antica pretesa degli influenti ambienti culturali ed economici di <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">annichilire i soggetti organizzati e di ridurre la politica a mera amministrazione</span>. Il colpevole ritardo con cui l&rsquo;obiettivo di ricostruire un moderno partito politico &egrave; stato rilanciato, e posto come obiettivo strategico prioritario, agevola la micidiale campagna che grida contro la casta ma in realt&agrave; vorrebbe <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">sbarazzarsi dell&rsquo;autonomia della politica in quanto tale</span>. <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">Il cedimento definitivo dei partiti in via di ristrutturazione e l&rsquo;umiliazione del sindacato visto come un inciampo concertativo frapposto alla rapidit&agrave; della decisione tecnica costituiscono i tasselli di una miope ma aggressiva strategia per immettere i codici dell&rsquo;economia nel cervello della politica</span>. <br /> I tecnici in modo strabico guardano a ci&ograve; che accade dopo la congiuntura e gettano il provocatorio guanto della contesa anche contro chi li sostiene in aula. Sfidata nella sua stessa sopravvivenza come forza rilevante, la sinistra deve approfittare del breve momento di tregua per tessere in fretta dei pensieri lunghi indispensabili per progettare l&rsquo;altro che si spalanca dopo il governo tecnico e i suoi limiti strutturali. <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">La durezza del confronto svela l&rsquo;illusione della politica ridotta a operazione neutrale</span> <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">e invoca una contesa sulle grandi opzioni culturali</span>. Guardare al di l&agrave; della tregua siglata con la guida tecnica significa riannodare il <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">nesso ideale tra partiti e robusti interessi sociali</span>, e comporta quindi la convincente ricollocazione del partito nella prospettiva storica della nazione.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/ma-il-sarcasmo-dei-tecnici-non-colpisce-a-caso-1649.asp]]></link>
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	<dc:date>2012-02-05T12:04:28+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
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	<title><![CDATA[SINISTRI LIBERISMI]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">di Michele Prospero</span><font size="4" style="color: rgb(255, 0, 0);">*</font><br style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" /><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"> L&rsquo;Unit&agrave;, 01 febbraio 2012</span><br /> Con durezza Eugenio Scalfari bacchetta &ldquo;la Camusso&rdquo; (<a href="javascript:void(window.open('http://www.repubblica.it/politica/2012/01/31/news/sindacato_marsigliese-29051997/','','resizable=yes,location=no,menubar=yes,scrollbars=yes,status=yes,toolbar=no,fullscreen=no,dependent=no'))"><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">leggi qui</span></a>) che non avrebbe alcuna visione dell&rsquo;interesse generale, e quindi navigherebbe alla cieca e con una ben scarsa &laquo;intelligenza politica&raquo;. A corto di una &laquo;strategia politica realistica&raquo;, la Cgil viene dipinta come una sigla estremista che mostra &laquo;rigidit&agrave; su tutti i piani&raquo;.<span id="more"></span><br /> Eppure, proprio in nome della responsabilit&agrave; nazionale, ci sono state poche ore di sciopero dopo manovre economiche devastanti. Accusata di ricorrere a slogan degni della deteriore &laquo;tattica sindacalese&raquo;, Susanna Camusso viene contrapposta a Luciano Lama, che al contrario merita ancora oggi di sedere sugli allori per essere stato lui s&igrave; un interprete del generale e non uno schiavo del vile particulare. <br /> Ha un senso storico per&ograve; questo paragone? <br /> Lama era il capo di un sindacato che veniva da un glorioso trentennio di conquiste. La moderazione salariale era discussa in anni che convivevano con un tasso di inflazione superiore al 20%. E, comunque, erano moneta sonante le grandi contropartite pubbliche ottenute in cambio dei sacrifici richiesti ai lavoratori, protetti dal meccanismo della scala mobile: il servizio sanitario nazionale, l&rsquo;equo canone, le norme per l&rsquo;occupazione giovanile. Insomma, se si trattava di una ritirata, era ben ripagata con inedite conquiste di cittadinanza.<br />Camusso guida invece un sindacato che ha sul corpo le cicatrici provocate da un ventennio di arretramenti. Mentre i redditi di impresa e di lavoro autonomo si sono rigonfiati, i salari sono fermi ai livelli del 1991. Con l&rsquo;euro le retribuzioni hanno perso almeno il 40 per cento del loro valore. L&rsquo;inflazione programmata, ben al di sotto di quella reale, ha poi mangiato altri 20 punti del magro reddito. Il prelievo fiscale sul lavoro ha infine raggiunto vette inusitate. I beni pubblici sono nel frattempo del tutto appassiti. Il costo dei ticket per ricevere le prestazioni del servizio sanitario si avvicina ormai alla tariffa della azienda privata. Nelle citt&agrave; il canone di un monolocale chiede l&rsquo;intero ammontare mensile di un salario. Di politiche attive in favore dell&rsquo;occupazione giovanile neanche a parlarne. <br /> Le diseguaglianze, le incertezze, le precariet&agrave; per Scalfari non hanno nulla a che fare con la crisi perch&eacute; invece &laquo;le cause della crisi sono l&rsquo;esplosione del debito, la finanziarizzazione dell&rsquo;economia&raquo;. E quindi, asserisce, &laquo;Camusso sbaglia radicalmente&raquo; quando lamenta la strutturale contrazione della capacit&agrave; di consumo dei lavoratori e decide di &laquo;arroccarsi&raquo; o peggio di contrastare i processi economici con una dannosa &laquo;politica ideologico-sindacale&raquo;.<br /> Stanno davvero cos&igrave; le cose?<br />Un lavoratore che ha perduto il 60 per cento del valore reale del salario non &egrave; la principale causa della crisi? <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">I mercati sono saturi di macchine e merci che non trovano pi&ugrave; acquirenti</span>. Proprio a questa carenza organica si cercava un illusorio rimedio con la proliferazione delle carte di credito. <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">Meno salari e pi&ugrave; consumo drogato con il diabolico congegno del credito, questa &egrave; la radice vera, cio&egrave; sociale della crisi. </span><br /> <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">Per essere &laquo;il protagonista della nuova modernit&agrave;&raquo; il lavoro viene invitato ad accettare ulteriori sacrifici per ripristinare le condizioni di accumulazione del capitale</span>.<br />Camusso invoca giustamente nuove politiche pubbliche perch&eacute;, malgrado le privatizzazioni e liberalizzazioni, <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">l&rsquo;Italia ha il tasso di minore crescita e il pi&ugrave; basso livello salariale</span>. Resta poco da spremere e per&ograve; dinanzi a politiche pubbliche per la crescita Scalfari storce la bocca e le reputa costose. Eppure <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">un fiume di denaro pubblico &egrave; gi&agrave; stato versato per salvare le banche e abbeverare il mercato in sofferenza</span>. Nessuno vuole scherzare con le famiglie che possiedono il 17 per cento del debito pubblico e con le banche che ne coprono il 40 per cento. Ma i lavoratori con le manovre perdono con gli anni decine di migliaia di euro. Perch&eacute; mai inoltre <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">l&rsquo;intervento statale non desta scandalo se serve per rassicurare gli investitori, mentre diventa un colossale mostro se introduce ammortizzatori sociali</span>, difende l&rsquo;occupazione, progetta politiche industriali nei settori strategici che vedono il mercato in grande affanno? <br /> Nella rubrica &laquo;lotta agli sprechi e ai privilegi&raquo; Repubblica inserisce la auspicata guerra santa del governo tecnico per la rapida riforma del mercato del lavoro. Sembra per&ograve; una lotta contro i mulini a vento che nulla porta in termini di competitivit&agrave;. Scalfari si commuove con la Marsigliese e non apprezza le note di Bandiera rossa. Questione di gusti, ma se la prospettiva &egrave; quella di un governo che assume il sindacato come una &laquo;controparte&raquo; e dipinge i lavoratori come dei privilegiati allora si preparano lugubri scenari, in cui ben pi&ugrave; tristi note accompagneranno le marce dei nuovi barbari pronti ad agitare capri espiatori contro cui scagliare il risentimento, la ribellione, l&rsquo;odio. Il vuoto di rappresentanza sociale non aiuta la crescita e annuncia quasi sempre il crepuscolo della democrazia. <br />  <br /> <font size="4" style="color: rgb(255, 0, 0);">*</font><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">Michele Prospero</span> insegna Scienza politica e Filosofia del diritto presso la Facolt&agrave; di Scienze politiche sociologia comunicazione dell'Universit&ograve; di Roma &quot;La Sapienza&quot;. Dirige la rivista &quot;Democrazia e diritto&quot;.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/sinistri-liberismi-1648.asp]]></link>
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	<dc:date>2012-02-05T11:38:07+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
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	<title><![CDATA[DISINFORMAZIONE E INGENUITÀ]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"><img align="left" alt="" style="width: 170px; height: 249px;" src="/public/LeCarre_Latalpa.jpg" />di Giambattista Maiorano</span><br />Ieri, 2 febbraio 2012, erano passati pochi minuti dalla pubblicazione di un mio articolo in cui parlando alla Coalizione di Centrosinistra dicevo tra l&#8217;altro «in modo coeso e determinato lavorare per smascherare la macchina della disinformazione che, come insegna la scorsa tornata elettorale amministrativa buccinaschese (2007), ma anche milanese (2011), il Centrodestra &egrave; solito mette in campo» che mi &egrave; immediatamente capitata l&#8217;opportunit&agrave; di dimostrarmi profetico.<span id="more"></span> <br />  Che cosa &egrave; capitato? Il grave infortunio del Consigliere comunale milanese, nonch&eacute; presidente della Commissione Consiliare antimafia, David Gentili, il quale inserisce nella mia pagina facebook un discutibilissimo commento. <br /> Non so e non mi interessa indagare chi sia il suo confidente/informatore. Non conosco il consigliere comunale di Milano che, per altro, le cronache mi dicono particolarmente attento. L&#8217;ho incontrato casualmente due volte. La prima a Corsico, al teatro di via Verdi, esattamente la sera prima che Cereda fosse arrestato in occasione della serata sulla legalit&agrave;. La seconda in via Ferrera a Milano in una pubblica assemblea di presentazione delle osservazioni fatte dal PD Barona (Zona 6) sul PGT targato Moratti. Le mie conoscenze di Gentili finiscono qui. <br /> Su facebook egli mi chiede di smentire affermazioni che a lui risultano essere state fatte da me. Francamente non so di cosa parli il consigliere. Fa riferimento all&#8217;Architetto Gregoria Stano che conosco e con cui ho lavorato durante la mia esperienza amministrativa, e poi rivela di concorsi (da truccare?) non capisco se a Buccinasco o altrove, e di dipendenti del Comune di Sesto San Giovanni. Parla di rimozioni che non devo avallare qualora dovessi diventare Sindaco. Smentire? Non posso smentire ci&ograve; che lui afferma. Non posso smentire ci&ograve; di cui non ho mai parlato. Ma&#8230; che dire? Sono esterrefatto e dispiaciuto in primo luogo della poca o nulla prudenza con cui ha affrontato simili argomentazioni. In questi casi accortezza, buon senso e adeguata percezione della responsabilit&agrave; del ruolo, impongono di fare accertamenti e cercare riscontri. <br /> Confermo e non smentisco, invece, quanto sostenuto in pubbliche assemblee nella fase di preparazione alle primarie e confermo i concetti riaffermati nell&#8217;intervista a radio Hinterland di Binasco. Qualora dovessi diventare Sindaco sento l&#8217;urgenza di rimettere mano agli aspetti organizzativi della struttura burocratica del Comune attribuendo a persone affidabili e di mia fiducia talune posizioni delicate e particolarmente critiche in un territorio come il nostro. Il tutto nel rispetto delle competenze e degli ambiti definiti dalla legge 267 Testo Unico degli Enti Locali che, certamente David Gentili conosce. Forse qualcuno che non vuole bene al Consigliere Gentili ha voluto interpretare con &#8220;grande liberta&#8221; e una buona dose di malafede le mie parole. Qualcuno ha pensato che io alludessi, ma io non alludevo. <br /> Mi spiace per Gentili. Mi attendo da lui quantomeno delle scuse per l&#8217;improvvida uscita che ritengo fatta in totale buona fede. Anche ai migliori pu&ograve; capitare una scivolata. Non ho nulla da nascondere n&eacute; a lui n&eacute; ad altri. Potr&agrave; facilmente reperire il mio numero di cellulare o venirmi a trovare, se vuole un chiarimento faccia a faccia. <br /> Colgo infine l&#8217;occasione per riprendere la considerazione iniziale. Dal giorno stesso in cui il Centrosinistra mi ha scelto come candidato &egrave; partita velocissima la macchina della disinformazione. Molti i corvi che si sono levati in volo. Parecchie le raccomandazioni e ancor peggio l&#8217;uso di un linguaggio non certo beneaugurante. Basta leggersi i siti locali. <br /> Stupisce che persone teoricamente competenti o che ricoprono ruoli importanti possano abboccare a iniziative che sono evidentemente tattiche di &#8220;intossicazione della comunicazione&#8221;. <br /> Non sar&agrave; l&#8217;ultima. Prepariamoci a sentirne delle belle. Non mi meraviglierei se dovessi trovarmi su un bel fotomontaggio a trastullarmi con le escort rapite dal talamo di Arcore. Mia moglie &egrave; avvisata. Ha gi&agrave; capito tutto e sta gi&agrave; preparando le carte per la separazione dopo oltre 41 anni di in &#8230; FELICE matrimonio. <br /> La cosa in s&eacute; non mi sconcerta. Mi rende anzi pi&ugrave; certo delle mie ragioni e mi sprona ad andare avanti a fronte alta. La pelle &egrave; dura e chiunque avr&agrave; pane per i suoi denti. Avanti il prossimo!<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/disinformazione-e-ingenuita-1647.asp]]></link>
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	<dc:date>2012-02-03T17:26:55+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
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	<title><![CDATA[MORALITÀ POLITICA: RITORNIAMO AI VALORI DELLA RESISTENZA]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"><img align="left" alt="" style="width: 242px; height: 160px;" src="/public/Resistenza-fedeli.jpg" />Beppe Fenoglio</span><br /> Ho mandato Riccio dal Capitano a prendere la tua sentenza. <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">E il Capitano &egrave; uno che ci tiene alla bandiera pulita ed &egrave; pi&ugrave; facile faccia la grazia a uno della repubblica che a uno dei suoi che ha rubato</span>. <span id="more"></span><br /> Blister aveva trasalito. &ndash; Hai mandato Riccio dal Capitano? Ah, Morris, non mi hai mica trattato bene. Dovevi dirmelo che mandavi Riccio dal Capitano, cos&igrave; io prima parlavo a Riccio. Non gli dicevo mica niente di segreto, gli dicevo solo di spiegare bene al Capitano chi sono io. Il Capitano ne comanda tanti che non pu&ograve; ricordarsi di tutti. Al Capitano io ho parlato una volta sola, ma quella volta il Capitano m&rsquo;ha detto bravo Blister. Questa &egrave; una cosa di cui vorrei che il Capitano si ricordasse. Io l&rsquo;avrei detto a Riccio. <br /> Morris scosse la testa. &ndash; Stai sicuro che anche stavolta il Capitano ti dice bravo Blister, ma in una maniera che te ne accorgerai. <br /> Rientr&ograve; Gym col mestolo d&rsquo;acqua, Blister lo prese con due mani e bevve, ma si sbrodolava tutto. <br /> Set stette a guardarlo per un po&rsquo; e poi fece: &ndash; Pfuah! Non fare il teatro, Blister. <br />  [...]<br /> Blister disse calmo: &ndash; Ma io non sono persuaso d'essere un delinquente e se me lo dici tu ne sono ancora meno persuaso. <br /> [...]<br /> Diceva Morris: &ndash; Cosa fa Riccio che non torna? Riccio &egrave; di quelli che ce l'hanno di pi&ugrave; con Blister per quello che ha fatto.  Set diceva: &ndash; Fammelo fucilare da me, che io gli sparer&ograve; come se fosse un repubblicano. <br /> E Morris: &ndash; Bisogna stare a vedere. Se Riccio torna con le guardie del corpo, sei tu che vai a toglierlo di mano alle guardie del corpo? <br /> &ndash; Ma se deve essere uno di noi, quello voglio essere io. E dov'&egrave; che lo facciamo? <br /> &ndash; Ho pensato a Madonna del Rovere. &Egrave; un po' lontano come posto ma &egrave; sicuro. <br /> Set non pareva interessato al posto e disse solamente: &ndash; Davvero, Morris, io mi sento di sparargli senza nessuno scrupolo, colla sigaretta in bocca. <br /> Blister non aveva perso una parola e alla fine pens&ograve;: &laquo;L'hanno fatto apposta a farsi sentire da me. &Egrave; tutto teatro. Vogliono solo farmi prendere uno spavento e poi lasciano correre. Vogliono farmi provare l'agonia, ma adesso io so come regolarmi&raquo;.<br /> Cominci&ograve; a sorridere e sorrideva ancora quando nel cortile s'alz&ograve; un vocio e da questo apprese che era tornato Riccio. <br /> Si port&ograve; di fronte alla porta e aspett&ograve; i due giri di chiave. Adesso tutto dipendeva da che Riccio fosse tornato solo e non colle guardie del corpo. Il presidio di Cossano faceva tutto teatro, ma le guardie del corpo difficilmente si adattavano a fare solo teatro, non si scomodavano per cos&igrave; poco, sotto questo aspetto era gente tremendamente seria. <br /> Ma quando la porta si apri, erano tutti suoi compagni quelli che si accalcarono dietro Morris e Riccio e stavano a fissarlo come affascinati. <br /> Morris spieg&ograve; un foglietto da taccuino e nel silenzio fece lettura d'una condanna a morte mediante fucilazione. <br /> <br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;"> Beppe Fenoglio, I ventitr&egrave; giorni della citt&agrave; di Alba, Einaudi, Torino 1970</span><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/moralita-politica-ritorniamo-ai-valori-della-resistenza-1646.asp]]></link>
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	<dc:date>2012-02-03T11:33:02+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
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	<title><![CDATA[LA SQUADRA DEL CETROSINISTRA: CHE COSA È COME SI FA A FARLA]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"><img align="left" src="/public/giunta.jpg" alt="" />di Giambattista Maiorano</span><br />Sono diventato ufficialmente candidato Sindaco del Centrosinistra e subito dopo sono iniziate le manovre: si tratta di saggiare il terreno a proposito della creazione della squadra di giunta. Tizio, Caio, Sempronio, ci deve essere quello perch&eacute;..., ci deve essere quell&#8217;altro perch&eacute;..., non si pu&ograve; non tener conto dei candidati alle primarie &#8230; Non mi scandalizzo, sia chiaro. Certi ruoli comportano necessariamente l&#8217;essere oggetto di &#8220;pressioni&#8221;, richieste, implorazioni e consigli tutt&#8217;altro che disinteressati.<span id="more"></span> <br />  C&#8217;&egrave; chi addirittura ha l&#8217;ardire di farmi &#8220;l&#8217;esame di saggezza&#8221; secondo parametri direi personalissimi e tutti suoi: se voglio superare l&#8217;esame l&#8217;asticella &egrave; posta, guarda caso, alla misura di un suo consiglio. L&#8217;abc della politica peraltro insegna che se si vuol bruciare un nome lo si fa a tempo indebito, in un luogo improprio e magari con una comunicazione fatta dalla persona sbagliata. <br /> <br /> Facciamo chiarezza sulla base di quel concetto di seriet&agrave; che un po&#8217; tardivamente qualcuno mi ha accreditato e rispetto al quale ho l&#8217;obbligo morale e politico di non transigere. <br /> Un antico detto recitava: ad ogni giorno la sua pena. Un altro raccomandava prudenza assoluta nel voler vendere la pelle dell&#8217;orso ancor prima di averla nel sacco. Qualcuno dimentica che, tutto sommato, le nostre possono essere definite disquisizioni solo teoriche. Le elezioni, quelle vere e significative, si svolgeranno il 6 maggio prossimo! <br /> Non vi pare, amici e compagni, di voler anticipare una soluzione ancor prima della verifica degli esiti e della valutazione accorta delle tante variabili che potranno presentarsi solo a elezioni concluse, e mi auguro ovviamente vincenti? <br /> E i consigli disinteressati che in questo momento si stanno cumulando non hanno forse il sapore di una voglia di applicare il tanto vituperato &#8220;manuale Cencelli&#8221;, da tutti disprezzato e dichiarato morto e sepolto, ma che poi ricompare ogni volta e di nuovo come uno zombie mai morto? <br /> Insomma, mi ritrovo con la giunta gi&agrave; bella e fatta, e per di pi&ugrave; a mia completa insaputa. Viva la legge, le norme, la legalit&agrave;. La legalit&agrave;, ce la ricordiamo tutti, vero? <br /> I miei competitori alle primarie, nessuno escluso, sono persone capaci e degnissime di occupare un posto nella nuova giunta per qualit&agrave; e competenze che certo a nessuno difettano. Lo si &egrave; visto durante la competizione delle primarie. Ma, quelli che tanto si affrettano a confezionare il futuro, non considerano alcune piccole questioncelle. <br /> <br /> La prima. È interesse di tutti allargare il perimetro della coalizione a eventuali ulteriori soggetti che in itinere o, in fase di ballottaggio, vorranno accogliere e sottoscrivere il nostro programma. Pur con la massima fiducia, credo di non peccare di eccessivo realismo se dico che &egrave; molto difficile una nostra vittoria gi&agrave; al primo turno. L&#8217;ipotesi prospettata, quindi, a me sembra pi&ugrave; che probabile. <br /> <br /> La seconda. Se dovessi accettare tutti gli abbondanti consigli, non ci sarebbe pi&ugrave; neppure la necessit&agrave; di riflettere e discutere per presentare la giunta. Il prezzo, per&ograve;, diventerebbe buttare alle ortiche una serie di criteri di cui mi sembra opportuno, nella misura del possibile, tenere conto: equilibrio di genere, esperienze e competenze, attenzione alle istanze della societ&agrave; civile al mondo delle associazioni. Il comportamento, poi, sarebbe l&#8217;opposto delle affermazioni che ciascuno dei candidati ha fatto in fase di campagna delle primarie, cos&igrave;... tanto per dimostrare, ancora una volta, ai cittadini che un conto &egrave; il dire altro &egrave; il fare, e che alla fine non si applica coerentemente quello che pomposamente si &egrave; detto. Insomma, demagogia a gog&ograve; e capacit&agrave; di affabulazione come specchietto per le allodole! Non ci sto! <br /> <br /> La terza. È pur vero e va giustamente ribadito il principio della pari dignit&agrave;. Tutte le forze che mi sostengono si presentono nelle stesse condizioni ai nastri di partenza e tutte, credo, parimenti desiderose di conquistare il maggior numero di elettori possibile. Ma alla fine, il consenso elettorale assegner&agrave; una diversa ed articolata capacit&agrave; di rappresentanza democratica. Qualcuno pu&ograve; realisticamente pensare che questo sia un elemento del tutto secondario, che di questo non si deve tener conto? <br /> <br /> Per finire. Fermo restando il principio pi&ugrave; volte da me ribadito nelle assemblee pubbliche del diritto/dovere del Sindaco di scegliersi i collaboratori, riaffermo ancora una volta che tutte le formazioni, a partire dal mio partito, dovranno indicare possibili candidati al ruolo di assessore nella forma di una terna di nominativi, e tenendo conto di alcuni indispensabili requisiti di competenza, esperienza, entusiasmo, affidabilit&agrave;, capacit&agrave; di stare in squadra. E non &egrave; detto che tutto si risolva all&#8217;interno dei partiti e delle liste. <br /> <br /> Come ciascuno pu&ograve; constatare, visto che i posti di giunta non sono pi&ugrave; di cinque, l&#8217;offerta, senza farne una questione di alta economia, &egrave; notevolmente inferiore alla domanda. Nessuno &egrave; escluso in partenza. Nei confronti di nessuno potr&agrave; esserci ostracismo o valere una sorta di pregiudiziale resa dei conti. Ci&ograve; che deve essere esercitata &egrave; l&#8217;intelligenza politica da parte mia e dell&#8217;intera compagine. La sfida &egrave; troppo grande per essere giocata da commensali affamati di posti, in una cena tra addetti ai lavori, e soprattutto a prescindere dal bene comune della nostra citt&agrave;! <br /> Oggi e per i prossimi mesi l&#8217;ordine del giorno &egrave; il seguente: <br /> a) in modo coeso e determinato lavorare per guadagnare la fiducia dei buccinaschesi, per essere individuati, e non soltanto percepiti, come vera alternativa di qualit&agrave; e non solo numerica; <br /> b) in modo coeso e determinato lavorare per smascherare la macchina della disinformazione che, come insegna la scorsa tornata elettorale amministrativa buccinaschese (2007), ma anche milanese (2011), il Centrodestra di solito mette in campo. <br /> Solo cos&igrave;, accompagnati da una sana sobriet&agrave; e da un&#8217;etica dei comportamenti, saremo in grado di mettere riparo al disastro combinato da un centrodestra straccione, pasticcione e&#8230;, inutile perfino aggiungere ulteriori aggettivi, dopo i fatti che ci hanno portato alla gestione commissariale.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/la-squadra-del-cetrosinistra-che-cosa-e-come-si-fa-a-farla-1645.asp]]></link>
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	<dc:date>2012-02-02T11:22:23+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[BUCCINASCO CASTELLO: CHE NE SARÀ?]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"><img align="left" src="/public/BuccinascoCastello.gif" alt="" />di Giambattista Maiorano</span><br />&Egrave; terminata la fase di inoltro e di raccolta delle osservazioni relativamente al Piano di Recupero su Buccinasco Castello. <br />  All&rsquo;adozione della delibera del Commissario n. 79 del 22 settembre 2011, il Partito Democratico giudic&ograve; negativamente la decisione, prendendo nettamente le distanze da un atto che radica le sue motivazioni nel PRG vigente introducendo di fatto una variante urbanistica con la trasformazione in edificabile di un&rsquo;area considerata agricola.<span id="more"></span> Un atto che abbiamo ritenuto in primo luogo politicamente inopportuno e, in seguito, dopo un esame pi&ugrave; approfondito, a nostro modesto avviso viziato da illegittimit&agrave;. <br /> Si da il caso, &egrave; questa la lettura che ne diamo, che la legge regionale n. 12/2005 e sue successive modifiche ed integrazioni, riconosce soltanto allo strumento del PGT (Piano di Governo del Territorio)  la potest&agrave; di tali operazioni nel quadro di una programmazione generale del territorio. <br /> <br /> &Egrave; noto che Buccinasco, nonostante sia stato tra i primi comuni in Lombardia a cimentarsi con le norme che lo regolano, non ha ancora il suo PGT. Tanto quello approvato sotto la Giunta Carbonera che quello modificato ed approvato dall&rsquo;Amministrazione Cereda, seppur con diverse motivazioni, furono entrambi annullati dal TAR (Tribunale Amministrativo Regionale). <br /> Si &egrave; trattato quindi di una fuga in avanti concepita fuori da una valutazione complessiva sullo sviluppo e la crescita urbana di Buccinasco. <br /> <br /> La portata della decisione ci sorprese poich&eacute;, come gi&agrave; sottolineammo in altra sede, la stessa dr.ssa Francesca Iacontini, in incontri informali dopo il suo insediamento, assicur&ograve; che non si sarebbe addentrata in scelte urbanistiche ritenendole campo specifico e proprio della politica. La pensavamo e la pensiamo tuttora allo stesso modo. In virt&ugrave; di questo presupposto, il Partito Democratico si &egrave; rifiutato di entrare nel particolare del piano di recupero ed ha rinunciato per principio a presentare qualsivoglia osservazione. Non si voleva in alcun modo che un&rsquo;eventuale presentazione potesse essere interpretata come disponibilit&agrave; a valutare l&rsquo;argomento, verificarne punti di forza e di debolezza, in qualche modo negoziarne la sua fattibilit&agrave;. Eravamo e siamo contrari senza se e senza ma. <br /> <br /> Volendo considerare il Commissario, con buona pace di tutti, non espertissima del nostro territorio, ci siamo fatti l&rsquo;opinione che si sia trattato di un abbaglio, un abbaglio dovuto a una quantomeno parziale conoscenza della nostra realt&agrave;, un'iniziativa attuata sulla spinta di poteri e interessi sempre molto vivaci e presenti in casa nostra, interessi coperti da un atto formalmente ineccepibile disposto dagli uffici, ma del tutto incoerente rispetto alla pi&ugrave; sensata e coerente interpretazione del quadro normativo definito della legge regionale 12/2005. <br /> <br /> E comunque, singoli cittadini e associati, hanno presentato osservazioni e di questo non possiamo non tenere conto. A tutti costoro, che immaginiamo essere fortemente contrari alla realizzazione di questo piano di recupero, rivolgiamo un invito pressante e molto serio: uniamo le nostre forze e insieme ricorriamo al TAR assolutamente convinti delle nostre buone ragioni. <br /> <br /> &Egrave; nostra ferma intenzione assicurare a Buccinasco un futuro ampiamente condiviso con la cittadinanza e soprattutto la garanzia di non fare scempio di quella caratteristica ambientale che fa del nostro territorio un unicum a pochi chilometri da piazza del Duomo. <br /> Qui non si tratta di coltivare un pio desiderio bucolico di qualche ambientalista un po&rsquo; vaneggiante, ma della domanda sempre pi&ugrave; insistente e pressante di un&rsquo;intera citt&agrave; che ha compreso il dovere di preservare un territorio dalle scorribande cementizie e di doverlo lasciare in eredit&agrave; ai propri figli quale elemento di tutela e di difesa della propria salute.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/buccinasco-castello-che-ne-sara-1644.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.pdbuccinasco.it/public/post/buccinasco-castello-che-ne-sara-1644.asp</guid>
	<dc:date>2012-02-01T13:45:30+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[I MILLE DELLA PRIMARIE DEL PD E IL RISULTATO DELLE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"><img align="left" src="/public/primarie_leopolda.jpg" alt="" />di David Arboit</span><br />Tra le varie considerazioni politiche che ho ascoltato a caldo dopo i risultati della primarie di coalizione, ne prendo una; dice: «Maiorano ha perso 630 voti rispetto ai famosi Mille delle primarie del PD, bel risultato!». Su questo vorrei riflettere con calma.<span id="more"></span> <br />  Con le primarie, che siano di partito o di coalizione non cambia molto, &egrave; ormai storicamente provato che il PD si divide. È un partito che tiene insieme sensibilit&agrave;, storie e culture diverse, differenze che stanno faticosamente misurandosi e discutendo per liberarsi del passato e raggiungere una sintesi nuova. Il PD &egrave; un work in progress, un&#8217;opera aperta, e proprio per questo l&#8217;unica vera novit&agrave; del panorama politico italiano. Ecco allora che &egrave; ragionevole pensare che chi ha votato Gusmaroli sia, tra gli elettori del PD, di quelli che pensano &#8220;un democristiano meglio di no&#8221;. Per questo motivo &egrave; ragionevole sommare ai voti di Gianni quelli di Pietro, il che porta il PD al 52,96% dei votanti. <br /> A questo poi si deve aggiungere il fattore Carbonera, ex Sindaco di Buccinasco. Uscito dal PD nell&#8217;aprile del 2011 ha certamente conservato la stima di una parte dell&#8217;elettorato del PD. Quanto ha pesato la sua presenza sui 290 voti assegnati a Pruiti? Personalmente stimo il lavoro politico di Pruiti e quindi mi sento di ipotizzare che 150 dei 290 voti siano esclusivamente farina del sacco di Rino. A Carbonera ne attribuisco 140. È molto poco per un ex sindaco, ma il PD non &egrave; il partito dei personalismi e chi vota PD segue pi&ugrave; il progetto politico, le politiche sui temi specifici, che l&#8217;individuo. Concordo con chi ha commentato affermando che il risultato &egrave; pi&ugrave; una sconfitta di Carbonera che di Pruiti. Ecco allora che al 52,96 ritengo sensato aggiungere anche un altro 13% per arrivare a un 66%.<br /> Dei Mille ne mancano comunque ancora parecchi: 300. Forse queste persone volevano un candidato pi&ugrave; &#8220;nuovo&#8221;, forse un candidato pi&ugrave; &#8220;giovane&#8221;. A questi che con la loro astensione ipotizzo abbiano espresso un forte desiderio di rinnovamento offro due considerazioni. <br /> a)	Non &egrave; facile avviare alla politica dei &#8220;giovani&#8221; o dei &#8220;nuovi&#8221; che abbiano una sufficiente competenza per affrontare, senza &#8220;affogare&#8221;, le acque a volte complicate o tempestose della politica. Il PD preferisce preparare le persone offrendo un periodo di formazione, che &egrave; il lavoro politico e le iniziative attuate nei circoli. È meglio che le persone siano &#8220;testate&#8221; e preparate. <br /> b)	Sull&#8217;onda dell&#8217;antipolitica si denuncia da tutte le parti, con grande forza, il professionismo della politica, senza per&ograve; riflettere adeguatamente su quanto si sta dicendo. Provate a immaginare voi stessi, trentenne, quarantenne o cinquantenne, operaio, libero professionista o piccolo imprenditore: avete il vostro lavoro. Qualunque esso sia, immaginate in questo momento storico-economico, di mollare tutto per 5 anni per fare il Sindaco, e poi magari ritrovarsi alle prossime amministrative, per esempio bocciato dagli elettori, o anche premiato ma soltanto per altri 5 anni. Che cosa pu&ograve; fare dopo un lavoratore che, per esempio, lasciando la sua professione, dai 40 ai 50 anni ha fatto il sindaco? Pu&ograve; rientrare senza problemi nel circuito produttivo secondo voi? <br /> Se mi sono spiegato a sufficienza allora appare chiaro che chi parla di rinnovamento degli uomini, chi va cianciando di &#8220;politica giovane&#8221; non ha pensato a sufficienza a quello che dice.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/i-mille-della-primarie-del-pd-e-il-risultato-delle-primarie-del-centrosinistra-1643.asp]]></link>
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	<dc:date>2012-01-31T13:10:52+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[UN GRAZIE A TUTTI, UN RESPIRO PROFONDO... E SI RIPARTE!]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">Giambattista Maiorano</span><br style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" /><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"> Candidato Sindaco del centrosinistra</span><br /> Il mio primo dovere, ancor prima dell&rsquo;esprimere soddisfazione, &egrave; un grazie sentito a tutti i 1.067 elettori che hanno voluto partecipare a questa esperienza di democrazia diretta. <span id="more"></span><br />  In un momento di cos&igrave; ampia sfiducia nelle istituzioni e nelle forze politiche in generale, avere ottenuto a Buccinasco un risultato, percentualmente pi&ugrave; apprezzabile di quello di analoghe iniziative appena svolte in altri contesti regionali (Monza, Sesto S.G., Lissone) &egrave; indicativo della voglia di riscatto e di pulizia che sempre pi&ugrave; insistentemente &egrave; richiesto dalla nostra gente. &Egrave; questo in realt&agrave; il nostro maggior banco di prova: il recupero della fiducia nelle istituzioni perch&eacute; sia vero ed efficace il rapporto con i cittadini nella dimensione di una riconosciuta legalit&agrave; dell&rsquo;agire. <br /> <br /> Un secondo grazie va a tutti i miei contendenti ai quali riconosco lealt&agrave; in una battaglia che &egrave; stata vera che, pur nell&rsquo;asprezza del confronto, ha sempre mantenuto toni civili. <br /> <br /> Un terzo grazie all&rsquo;impegno dimostrato da tutte le forze partecipanti alle primarie. &Egrave; stato uno sforzo encomiabile che &egrave; premessa di un nuovo e pi&ugrave; arduo percorso che ci aspetta. La competizione che ci attende ci vedr&agrave; &ldquo;in campo&rdquo; con la coesione e la determinazione di una squadra di rugby, coesione che dovr&agrave; caratterizzare i diversi passaggi della prossima campagna elettorale e risultare, poi, se i cittadini ce lo consentiranno, valore aggiunto dell&rsquo;azione di rinnovamento che la nuova amministrazione dovr&agrave; intraprendere. <br /> <br /> Un ultimo e particolare grazie va all&rsquo;impegno assiduo e alla grande fiducia espressami dal Partito Democratico che resta il perno fondamentale della coalizione di centrosinistra. Con questa forza continuer&agrave; a essere inscindibile il mio rapporto, ma da questo momento dovr&ograve; e sapr&ograve; essere il garante dell&rsquo;intera compagine. <br /> <br /> Una compagine che non avr&agrave; paura di allargare i propri confini sulla base di una discussione politica e della convergenza programmatica, e che sapr&agrave; essere aperta alle istanze della societ&agrave; civile e del mondo associativo, attenta a cogliere, valutare ed eventualmente fare proprie proposte positive che dovessero provenire dalle forze a noi alternative senza alcuna compromissione e confusione di ruoli. &Egrave; mia precisa intenzione sviluppare un confronto rispettoso con gli avversari evitando gli eccessi posti in essere nel recente passato dalle forze dell&rsquo;ex maggioranza di centrodestra pi&ugrave; preoccupate di crearsi ogni giorno il &ldquo;nemico&rdquo; che vedere l&rsquo;esigenza di rispondere al bene comune. <br /> Richiamo il dovere di tutti a coagulare e mettere insieme i nostri sforzi perch&eacute; alla nostra battaglia interna possa veramente seguire la vittoria finale della conquista dell&rsquo;Amministrazione e capitalizzare la stima, la fiducia, l&rsquo;affidabilit&agrave; che ci sono state riconosciute ed espresse in questa grande occasione di democrazia. Oggi, 30 gennaio 2012, &egrave; un altro giorno, la musica cambia e la storia dobbiamo scriverla INSIEME.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/un-grazie-a-tutti-un-respiro-profondo-e-si-riparte-1642.asp]]></link>
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	<dc:date>2012-01-30T14:56:56+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA: VINCE IL CANDIDATO DEL PD GIANNI MAIORANO]]></title>
	<description><![CDATA[<img src="/public/risultato-primarie.jpg" style="width: 480px; height: 182px;" alt="" /><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/primarie-del-centrosinistra-vince-il-candidato-del-pd-gianni-maiorano-1641.asp]]></link>
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	<dc:date>2012-01-29T23:23:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Primarie del centrosinistra: IL PARTITO DEMOCRATICO DI BUCCINASCO VOTA GIANNI MAIORANO]]></title>
	<description><![CDATA[<img alt="" src="/public/io_voto_maiorano1.jpg" /><br /><img src="/public/io_voto_maiorano2.jpg" alt="" /><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/primarie-del-centrosinistra-il-partito-democratico-di-buccinasco-vota-gianni-maiorano-1639.asp]]></link>
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	<dc:date>2012-01-28T10:17:01+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[27 GENNAIO 2012 GIORNATA DELLA MEMORIA]]></title>
	<description><![CDATA[<br />
<div style="text-align: center;"><img src="/public/memoria_27_01_12.jpg" alt="" /><br /></div>
<br />
<div style="text-align: center; color: rgb(255, 0, 0);"><font size="3"><span style="font-weight: bold;">http://www.deportati.it/</span></font></div><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/27-gennaio-2012-giornata-della-memoria-1638.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.pdbuccinasco.it/public/post/27-gennaio-2012-giornata-della-memoria-1638.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-27T15:03:31+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[DI PIETRO E VENDOLA APRONO AL PD]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"><img align="left" alt="" style="width: 251px; height: 184px;" src="/public/vendola_dipietro.jpg" />MARIA ZEGARELLI</span><br style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" /><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"> L&rsquo;Unit&agrave; 27, gennaio 2012</span><br /> Antonio Di Pietro arriva con la sua agenda piena di appunti e prende posto vicino a Nichi Vendola. Si &egrave; portato dietro alcuni passaggi dell&rsquo;intervista che il segretario Pd Pier Luigi Bersani ha rilasciato ieri a l&rsquo;Unit&agrave;.<span id="more"></span> L&rsquo;ha letta con grande attenzione il leader Idv, &laquo;perch&eacute; il segretario non ha parlato in un corridoio, ha scelto l&rsquo;Unit&agrave;&raquo; e perch&eacute; a lui, soprattutto, era diretto l&rsquo;ultimatum del leader Pd: mai pi&ugrave; accuse di &ldquo;inciucio&rdquo;, basta &ldquo;tirarmi per la giacca&rdquo;. Ed ecco, allora, che oggi ogni parola oggi viene pesata con il bilancino.<span id="more"></span><br />  &Egrave; Vendola ad aprire la conferenza stampa: Sel e Idv vogliono aprire il cantiere per gettare la fondamenta dell&rsquo;alleanza,ma&laquo;speriamo che ci sia soprattutto il Pd, il pi&ugrave; grande partito del Paese&raquo;. L&rsquo;artigiano della parola cesella mentre scandisce: &laquo;A prescindere dalla posizioni che i singoli partiti assumono qui dentro, in Parlamento, rispetto al governo Monti&raquo;.<br /> <br /> IL CANTIERE &laquo;&Egrave; l&rsquo;Italia&raquo;, aggiunge il leader di Sel, &laquo;a chiedere al centrosinistra di aprire il suo cantiere&raquo; e l&rsquo;intervista di Bersani &egrave; &laquo;una riapertura importante &raquo;, ragion per cui Di Pietro e Vendola sono &laquo;pi&ugrave; sereni&raquo;, consapevoli che &laquo;la foto di Vasto non era una coalizione compiuta, erano tre leader di partito, ma una coalizione ha bisogno di qualcosa di pi&ugrave;, di partiti e di societ&agrave;&raquo;.<br /> Di Pietro legge il passaggio in cui Bersani dice di essere &laquo;disposto a riaprire i tavoli programmatici ma sui temi di cui parliamo oggi, dal lavoro alle riforme&raquo;. E poi ancora quello in cui ripercorre il profilo dell&rsquo;alleanza a cui lavora: &laquo;di centrosinistra aperta anche alle forze civiche e ai moderati&raquo;. Bene, benissimo, dice l&rsquo;ex magistrato, ma &laquo;bisogna passare dalle parole ai fatti con i tavoli programmatici, per ricostruire il futuro e una coalizione&raquo;.<br /> Nessun veto al Terzo Polo, &laquo;non ho mai detto no a Casini&raquo;, dice Vendola, ma questo atteggiamento deve essere reciproco perch&eacute; &egrave; evidente che la foto di Vasto va &laquo;allargata, non ristretta &raquo;, ma si parte dai programmi. E se il segretario Pd avverte l&rsquo;ex pm che per il futuro conter&agrave; anche il posizionamento in Parlamento rispetto al governo, Di Pietro risponde che per l&rsquo;Idv non potr&agrave; esserci un appoggio a prescindere dai contenuti; &laquo;valuteremo di volta in volta&raquo;, certo, aggiunge Vendola, &laquo;siamo compiaciuti che i professori hanno sostituito le Olgettine &raquo;, ma non &laquo;va bene che si sia onestamente feroci, che le politiche dei professori abbiano il segno della dismissione del welfare&raquo;.<br /> E a chi fa notare che a Vasto nella foto erano in tre e oggi in conferenza stampa sono in due, Vendola risponde che il tempo &laquo;che ci separa da allora sono i tempi di un&rsquo;epoca intera&raquo;, &egrave; cambiato tutto e c&rsquo;&egrave; chi, nel Pd, spera di trapiantare pezzi dell&rsquo;attuale governo in uno futuro con nuovi assetti politici. &laquo;Ma oggi Bersani - aggiunge Vendola - con la sua intervista si rimette in primissimo piano, non &egrave; il convitato di pietra&raquo;. Di Pietro sa quanto diversi siano stati i toni usati da Bersani nei suoi confronti rispetto a quelli riservati a Vendola che, secondo il segretario Pd, ha mostrato un &laquo;atteggiamento consapevole&raquo;.<br /> A Bersani, ma anche alla stragrande maggioranza del partito, non piacciono i toni che usa Di Pietro, le sue tentazioni populiste, il suo aver votato la fiducia a Monti la prima volta e essersi sfilato subito dopo. Per questo Tonino assicura che no, &laquo;mai pi&ugrave;&raquo;, lancer&agrave; accusa di inciucismo, che ci sar&agrave; &laquo;massimo rispetto&raquo;. Bersani prende atto, &laquo;mi piacciono i buoni propositi, vedremo che succeder&agrave;&raquo; ma ecco che poco dopo in Aula i dipietristi tornano a suonare le note a loro pi&ugrave; care: il loro voto contrario al Milleproroghe &laquo;non &egrave; alla fiducia, ma alla maggioranza che sostiene il governo&raquo;. Facile a dirsi, pi&ugrave; difficile a realizzarsi questa foto-famiglia definitiva. <br /> Vendola mette le mani avanti: se non parte il cantiere col Pd, Sel e Idv non ci stanno a fare &laquo;testimonianza&raquo;, si preparano ad essere un polo alternativo. Non il Quarto, ma &laquo;il&raquo; polo, punto.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/di-pietro-e-vendola-aprono-al-pd-1637.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.pdbuccinasco.it/public/post/di-pietro-e-vendola-aprono-al-pd-1637.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-27T14:37:35+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[INTERVISTA A BERSANI: «A DI PIETRO DICO: PER COSTRUIRE L&#8217;ALLEANZA BASTA GRIDARE ALL&#8217;INCIUCIO»]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"><img align="left" alt="" style="width: 237px; height: 184px;" src="/public/bersani6_8_10.jpg" />MARIA ZEGARELLI</span><br style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" /><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"> L&rsquo;Unit&agrave;, 26 gennaio 2012</span><br /> Anch&rsquo;io vorrei mandare un messaggio&raquo;. Pier Luigi Bersani entra nel suo ufficio a Montecitorio durante una pausa della discussione sulle mozioni per la politica europea, si siede sulla poltrona di cuoio scuro e inizia a parlare. &laquo;Adesso basta tirarmi per la giacca, meglio chiarire alcuni concetti&raquo;.<span id="more"></span> Il &laquo;messaggio&raquo; &egrave; per Antonio Di Pietro ma anche per Nichi Vendola, che oggi terranno insieme una conferenza stampa per rilanciare l&rsquo;alleanza di centrosinistra e rispolverare un po&rsquo; la foto di Vasto. <br /> <br /><span style="font-weight: bold;"> Segretario, Di Pietro sostiene che di fatto si sta creando una nuova alleanza. Quella del Pd con Pdl e Terzo Polo. </span><br /> &laquo;Se non mi sbaglio quando si tratt&ograve; di superare il governo Berlusconi e salvare l&rsquo;Italia l&rsquo;operazione che fu fatta fu sostenuta anche da Di Pietro e ben compresa da chi era fuori dal Parlamento, cio&egrave; Sel. L&rsquo;alternativa non era quella di andare al voto, ma di andare avanti con Berlusconi fino al disastro. Per questo ho detto che non si poteva andare al voto sulle macerie&raquo;.<br /> <br /><span style="font-weight: bold;"> Ma dopo quella fiducia l&rsquo;Idv ha preso le distanze dal governo e accusa voi di votare qualunque provvedimento. </span><br /> &laquo;Qui nessuno pretende che le forze di centrosinistra suonino ogni volta la stessa nota o che ci sia il pensiero unico, quello del Pd. Questa &egrave; una fase politica impegnativa per tutti, sia perch&eacute; l&rsquo;Italia &egrave; nei guai, sia perch&eacute; dalle relazioni politiche che si determinano in questo passaggio pu&ograve; venire fuori un&rsquo;ipotesi credibile di un centrosinistra di governo. Per questo &egrave; richiesto a tutti senso di responsabilit&agrave;&raquo;.<br /> <br /><span style="font-weight: bold;"> E invece? </span><br /> &laquo;A Di Pietro lo dico amichevolmente, malgrado qualche volta si sia lasciato andare a termini come &ldquo;inciucio&rdquo;: sia chiaro, noi questo atteggiamento ad un alleato non lo consentiamo. Ciascuno si prenda le sue responsabilit&agrave; per quello che dice. Aggiungo anche, e lo dico con il sorriso sulle labbra, che invece di tirare per la giacca me e lavarsene le mani, sarebbe meglio se si impegnasse anche lui in Parlamento. Se tutti dicessimo &ldquo;voto solo quello che mi piace&rdquo; saremmo al punto di partenza. Io accetto tutto,ma non le furbizie e all&rsquo;Idv sottolineo che noi in Parlamento votiamo anche il loro documento sull&rsquo;Europa&raquo;.<br /> <br /><span style="font-weight: bold;"> Eppure su alcuni quotidiani la mozione unitaria &egrave; stata letta come un assaggio di grande coalizione. </span><br /> &laquo;Se dico &ldquo;l&rsquo;Italia prima di tutto&rdquo; intendo davvero che l&rsquo;Italia viene prima di tutto. E se dico &ldquo;alleanza dei progressisti aperta alle forze moderate&rdquo; intendo dire esattamente questo. Un&rsquo;alleanza di centrosinistra aperta anche alle forze civiche e ai moderati: questa &egrave; la nostra strategia di fondo per la ricostruzione del Paese. Dunque, sono gli altri a dover dire se ci stanno. Oggi siamo il pi&ugrave; grande partito del Paese che, per senso di responsabilit&agrave; verso l&rsquo;Italia, non ha dato vita ad una nuova maggioranza,mail proprio sostegno ad un governo di impegno nazionale&raquo;.<br /> <br /><span style="font-weight: bold;"> Vendola le dice: subito l&rsquo;alleanza e il cantiere del programma. </span><br /> &laquo;A Vendola riconosco che ha compreso le ragioni della scelta del Pd e con questo spirito gli dico che sono disposto a riaprire tavoli programmatici ma sui temi di cui parliamo oggi, dal lavoro alle riforme. Il rapporto lo si avvia partendo da questo, dai temi che sono oggi sull&rsquo;agenda dell&rsquo;emergenza. Basta con i tatticismi, nessuno pu&ograve; pensare di prenderci alle spalle&raquo;.<br /> <br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;"> Bersani, i temi di oggi sono quelli pi&ugrave; spinosi. Dall&rsquo;ipotesi di cancellare la cassa integrazione straordinaria all&rsquo;articolo 18... </span><br /> &laquo;Questi sono temi fuori corda, fuori luogo nel momento in cui si perdono migliaia di posti di lavoro&raquo;.<br /> <br /> <span style="font-weight: bold;">Si riferisce al ministro Fornero? </span><br /> &laquo;Penso che non serva evocare l&rsquo;articolo18 e che la prospettiva di riordino del sistema degli ammortizzatori sociali non possa prescindere dalla drammatica crisi industriale che &egrave; in corso. Noi sosteniamo lealmente questo governo ma continueremo a dire la nostra sulle misure che vanno adottate. Rimarremo il partito del lavoro, dell&rsquo;equit&agrave;, della giustizia sociale e che combatte le rendite di posizione. Su questo fronte credo che il centrosinistra possa muoversi in modo collegato e Vendola ha mostrato un atteggiamento consapevole&raquo;.<br /> <br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;"> Secondo lei sull&rsquo;equit&agrave; questo governo ha corretto la linea? </span><br /> &laquo;Sull&rsquo;equit&agrave; ci sono state alcune novit&agrave; che non vanno sottovalutate, mabisogna avere pi&ugrave; coraggio. E bisogna dire con chiarezza che questo Paese non far&agrave; pi&ugrave; manovre correttive ma soltanto manovre per la crescita. La cosa che dobbiamo chiedere al governo oggi &egrave; di rendersi conto che l&rsquo;esigenza di riforme si deve muovere tenendo conto del contesto di emergenza sociale che c&rsquo;&egrave;&raquo;.<br /> <br /><span style="font-weight: bold;"> Non teme che il Pd possa pagare un prezzo altissimo nel sostenere misure difficile da spiegare ai propri elettori? </span><br /> &laquo;So bene quanto sia difficile per il Pd, ma come potrebbe essere altrimenti? Questo &egrave; un momento difficile per tutti gli italiani, come potrebbe un partito come il nostro pensare &ldquo;io speriamo che me la cavo&rdquo;? Ma &egrave; in momenti come questo che un grande partito riformista non pu&ograve; perdere la bussola e per questo ho chiesto a tutti i democratici di tenere duro, di restare uniti, perch&eacute; il 2012 sar&agrave; un anno difficile. Dico questo proprio mentre i sondaggi dicono che andiamo bene perch&eacute; so che potrebbero essere momenti critici&raquo;.<br /> <br /><span style="font-weight: bold;"> Teme per la tenuta interna? </span><br /> &laquo;Noi stiamo lavorando al nostro progetto, sono convinto che le scelte che abbiamo finora fatto alla fine saranno vincenti. Abbiamo una certa idea di democrazia e di leadership. Dopo Bersani ci sar&agrave; il Pd e sar&agrave; un grande partito solido&raquo;.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/intervista-a-bersani-a-di-pietro-dico-per-costruire-l8217alleanza-basta-gridare-all8217inci-1636.asp]]></link>
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	<dc:date>2012-01-27T14:34:42+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
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	<title><![CDATA[«MARX AVEVA CAPITO TUTTO, VINCE L&#8217;AVIDITÀ ECONOMICA». INTERVISTA A GIORGIO RUFFOLO]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">BRUNO GRAVAGNUOLO</span><br style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" /><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"> L&rsquo;Unit&agrave;, 27 gennaio 2012</span><br /> Ci vogliono riforme profonde, rivoluzionarie, per tirarsi fuori da questa crisi. Che ha un nome ben preciso: crisi del capitalismo manageriale monetario&raquo;. Allarme radicale, persino impensato, quello di Giorgio Ruffolo, economista ed esponente di punta del riformismo italiano.<span id="more"></span> Che fa corpo con un&rsquo;analisi anticipata nel finale del suo ultimo libro: Testa e croce. Una breve storia della moneta (Einaudi, pp. 176, Euro 17). La tesi: la liquidit&agrave; finanziaria, in moneta e titoli, si autoalimenta, e &laquo;scommette &raquo; su di s&eacute;. Divaricandosi dai beni e dai servizi reali. Fino al crollo e al contagio dopo la vertigine. Ch einghiottono in un vortice globale risparmiatori, economia e stati. Inclusa la crisi del debito italiano. <br />  Bene, come raddrizzare la barra? Quali contromisure anticicliche? E poi: va bene Monti? O ci vuole dell&rsquo;altro? E sinistra e centrosinistra, come devono muoversi in questo scenario? Sentiamo Ruffolo.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Ruffolo, tutti parlano di crisi del capitalismo, dall&rsquo;Economist a Tremonti, passando per una selva di economisti. Per&ograve; le politiche sono sempre quelle: rigore e correttivi finanziari. Dunque solo geremie moralistiche?</span> <br /> &laquo;Attenzione, c&rsquo;&egrave; una crisi di legittimazione e di consenso sociale. Sicch&eacute; anche l&rsquo;aspetto etico conta, come un tempo nelle dispute tra gli avversari cristiani del capitalismo avido e i suoi apologeti settecenteschi. Il punto &egrave; che l&rsquo;avidit&agrave; economica fine a se stessa ha preso oggi il sopravvento. Ma senza mostrare i benefici della prosperit&agrave;, come nel capitalismo industriale di un tempo, e nel capitalismo manageriale successivo....&raquo;. <br /> <br /><span style="font-weight: bold;"> Un&rsquo;inversione mezzi-fini. &Egrave; questo che &egrave; accaduto? </span><br /> &laquo;Esatto. Prima la finanza convogliava i risparmi verso gli investimenti. Con l&rsquo;avvento del terzo capitalismo, quello monetario, la finanza si rivolge a s&eacute; stessa, cresce e scommette su di s&eacute;. E il circuito risparmi- investimenti si capovolge in impieghi speculativi. Un circolo vizioso, che penalizza la produzione, crea impoverimento e genera fenomeni simili alla grande depressione del 1929. Con una fondamentale differenza...&raquo;. <br /> <br /><span style="font-weight: bold;"> Quale? </span><br /> &laquo;Allora la crisi fu causata dalla sfasatura tra sovrapproduzione e sottoconsumo. Con crollo dei titoli azionari, aumento dei prezzi e inflazione. Oggi, ad accendere la miccia &egrave; stata l&rsquo;inflazione finanziaria. Cio&egrave; l&rsquo;aumento della liquidit&agrave; totale, comprensiva di moneta e titoli. Nel 2007 tale ammontare di liquidit&agrave; eccedeva di ben 12 volte il Pnl mondiale! Non sono aumentati i prezzi dei beni, bens&igrave; i prezzi dei titoli, sopravavalutati all&rsquo;eccesso. Fino allo scoppio finale della bolla negli Usa&raquo;.<br /> <br /><span style="font-weight: bold;"> Si &egrave; inventata e venduta ricchezza per accorgersi che non c&rsquo;era? </span><br /> &laquo;Gi&agrave;. In passato l&rsquo;aumento dei prezzi frenava la domanda, ristabilendo un possibile equilibrio tra massa di prodotti e prezzi. L&rsquo;inflazione era una spia. Con la finanza globale tutto &egrave; molto pi&ugrave; pericoloso. Perch&eacute; quando il prezzo dei titoli cresce, pompato dalle agenzie di rating e dalle banche, la gente acquista in massa titoli sul nulla. Titoli sorretti da credito al consumo e mutui, dunque da debiti. Che vengono rinnovati e crescono. Fino all&rsquo;impossibilit&agrave; di onorarli e al crollo, annunciato da vendite al ribasso che travolgono tutti: risparmiatori, imprese e proprietari di case ipotecate. Altro che distruzione creatrice!&raquo;. <br /> <br /><span style="font-weight: bold;"> Colpa del capitalismo liberista giunto all&rsquo;acme finanziario, o anche di welfare states troppo indebitati? </span><br /> &laquo;La colpa &egrave; stata delle disuguaglianze, alimentate da un capitalismo che per ricostruire i suoi margini di profitto s&rsquo;&egrave; liberato di lacci e lacciuoli. Ristrutturandosi, e comprimendo salari e occupazione. E cos&igrave;, dopo gli anni 70, invece di redistribuire senza sprechi e rilanciare gli investimenti, si &egrave; scelta la strada dell&rsquo;indebitamento pubblico e privato. Per ricostruire la domanda e sostenerla. La conseguenza &egrave; stata il debito sovrano incontrollato. E il ruolo egemone della finanza mondiale nel valutarlo e gestirlo&raquo;.<br /> <br /> <span style="font-weight: bold;">Un certo Marx lo aveva detto: a un certo punto il capitalismo si indebita, invoca la finanza e vi si mescola. E scarica tutto sulle spalle dello stato... </span><br /> &laquo;Marx aveva capito quasi tutto. Incluso il passaggio dal capitalismo industriale e manageriale, a quello finanziario, con le sue logiche autodistruttive. Aggiungerei un certo Braudel, che parla di autunno del capitalismo nella fase finanziaria&raquo;.<br /> <br /> <span style="font-weight: bold;">Veniamo al che fare. Nel suo ultimo libro Lei parla addirittura di &ldquo;decumulo monetario&rdquo;,in chiave anti-finanza.Che cos&rsquo;&egrave;?</span><br />&laquo;Significa fermare la bolla. E ripristinare l&rsquo;equilibrio tra beni e moneta. Penalizzando l&rsquo;accumulo di titoli e denaro, e riconducendo quest&rsquo;ultimo a mezzo di pagamento e investimento. Vuol dire Tobin Tax, far costare di pi&ugrave; le transazioni, e ricondurre le banche alla loro funzione di sostegno alla crescita e alla creazione di posti di lavoro. Insieme per&ograve; ci vuole una politica in grado di indicare obiettivi generali. La piena occupazione innanzitutto. E il rilancio della domanda di beni e servizi non effimeri. Con particolare attenzione all&rsquo;ambiente, che non &egrave; un vincolo ma un moltiplicatore di crescita. Sia in termini di qualit&agrave; della vita, che come innovazione tecnologica ad alto valore aggiunto&raquo;.<br /> <br /> <span style="font-weight: bold;">Lei auspica una sorta di comando politico sull&rsquo;accumulazione economica. Quasi a plasmare il capitalismo oltre se stesso. Ma come si fa con &laquo;questa&raquo; Europa? </span><br /> &laquo;Il problema &egrave; l&igrave;. Manca l&rsquo;Europa. Manca la Banca centrale in funzione anticiclica. Mancano gli Eurobond. Manca un vero parlamento sovrano. In una parola, manca l&rsquo;Europa politica&raquo;.<br /> <br /><span style="font-weight: bold;"> E Monti, rispetto a tutto questo, sta facendo bene o male? </span><br /> &laquo;Ha fatto nell&rsquo;immediato, le uniche cose possibili. Frenare l&rsquo;indebitamento e ricostruire l&rsquo;onorabilit&agrave; dell&rsquo;Italia in Europa. Ma non si vedono ancora le scelte nuove ed essenziali: rilancio della domanda e redistribuzione. &Egrave; su questo che Monti deve concentrarsi&raquo;.<br /> <br /><span style="font-weight: bold;"> Chiede cose di sinistra a un governo che non lo &egrave;... </span><br /> &laquo;&Egrave; un paradosso. Ma lo uso per esortare la sinistra a sostenere questo governo in autonomia. E a battersi al suo interno oggi, per le cose da fare domani&raquo;.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/marx-aveva-capito-tutto-vince-l8217avidita-economica-intervista-a-giorgio-ruffolo-1635.asp]]></link>
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	<dc:date>2012-01-27T14:10:21+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[SICUREZZA, PATTO A SEDICI CON LA PROVINCIA]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">di FRANCESCA SANTOLINI</span><br style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" /><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"> Il Giorno, 26 gennaio 2012 </span><br />  SEDICI amministratori locali e la Provincia di Milano, rappresentata dall&rsquo;assessore alla sicurezza Stefano Bolognini hanno sottoscritto una convenzione che garantisce ai vari comandi di collaborare su progetti specifici legati alla sicurezza urbana. &laquo;&Egrave; fondamentale riuscire a unire le forze &ndash; sottolinea la <span style="font-weight: bold;">sindaca di Corsico Maria Ferrucci</span> - per assicurare una presenza costante degli agenti, ma soprattutto attivare forme di collaborazione su progetti specifici. <span id="more"></span>Per questo ho voluto cogliere l&rsquo;occasione dell&rsquo;incontro di oggi per sottoporre alle diverse amministrazioni comunali gi&agrave; sensibili al tema un protocollo con il quale coinvolgeremo la Prefettura affinch&eacute; tutti insieme si vigili contro ogni tentativo di infiltrazione della criminalit&agrave; organizzata, garantendo il massimo della trasparenza sia negli appalti sia nelle azioni di amministratori, funzionari e impiegati&raquo;. In sostanza, attraverso questo documento la cui stesura ha chiesto richiesto un lungo lavoro, i vari comandi potranno aiutarsi l&rsquo;un l&rsquo;altro, sanando eventuali carenze. Per esempio, potranno essere messi a disposizione uomini e professionalit&agrave; durante le feste patronali oppure durante appositi servizi mirati a combattere fenomeni criminosi particolari. Ma non solo: le polizie locali potranno condividere strumentazioni e attrezzature o, ancora, scendere in campo congiuntamente al fine di reprimere alcuni fenomeni. Iniziative che in passato sono gi&agrave; state effettuate e hanno dato risultati concreti come ha sottolineato il comandate di Corsico, Pierina Gismonti, ricordando l&rsquo;operazione Smart per la sicurezza stradale. La convenzione durer&agrave; tre anni e, mettendo in rete le forze, permetter&agrave; di promuovere interventi di sicurezza anche in quei Comuni piccoli che altrimenti non sarebbero in grado di assicurare un presidio costante per i propri cittadini. &laquo;Un&rsquo;intesa importante per la sicurezza della provincia di Milano per la cui riuscita &egrave; fondamentale un coordinamento e una condivisione degli obiettivi &ndash; ha detto l&rsquo;assessore alla sicurezza Stefano Bolognini presente con il comandante Riccardo Perini &ndash; Attraverso la collaborazione potremo anche mettere un freno a fenomeni come l&rsquo;abusivismo o i reati di natura ambientale. <br />  IN QUESTO la polizia provinciale ha un alta competenza e sar&agrave; ben lieta di mettere a disposizione dei comuni le sue risorse, umane e strutturali&raquo;. Ad esempio, un importante percorso &egrave; stato intrapreso dalla polizia provinciale nei controlli della movimentazione di rifiuti ma anche nello smaltimento degli oli o ancora nel controllo delle officine meccaniche e dello smaltimento dei loro rifiuti. Intanto, &egrave; fissato per il mese di aprile, un incontro con assessori, sindaci e i rappresentanti della provincia per rivedere i piani comunali di emergenza.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/sicurezza-patto-a-sedici-con-la-provincia-1634.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.pdbuccinasco.it/public/post/sicurezza-patto-a-sedici-con-la-provincia-1634.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-26T14:19:26+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[BUCCINASCO, ASILO PARROCCHIALE: LA VERITÀ SECONDO LA TOTALITÀ DEI FATTORI]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">di Giambattista Maiorano</span><br />«Non ci voleva questa bega sotto le primarie, per i candidati progressisti. Dopo aver sollevato questioni di principio (senza costrutto) tipo la parrocchia che porta via soldi ai servizi sociali, o peggio, adesso in qualche modo qualcosa dovrebbero avere il coraggio di dire». Questa frase la si legge nel primo commento a una articolo sull&#8217;Asilo parrocchiale che si trova nel blog del signor Saccavini (http://buccinasco.cittaideale.cerca.com/). Il cittadino Saccavini invita i Partiti di Buccinasco a discutere sulla questione dopo averli apostrofati come deficienti<span id="more"></span> (nel senso del &#8220;deficere&#8221;). I partiti, afferma in sostanza, sollevano questioni di principio senza costrutto, menano il can per l&#8217;aia, evitano i problemi concreti, non hanno il coraggio di esprimersi perch&eacute; orientati solo dal meschino calcolo elettorale. Che schifo, vien da dire, che razza di uomini, codardi e/o volgari strumentalizzatori! <br />  Va bene, siamo o non siamo in campagna elettorale? Un po&#8217; di polemica ci vuole, perbacco, bisogna soprattutto cavalcare l&#8217;antipolitica e quindi dare addosso ai partiti come fa Beppe Grullo (non &egrave; un refuso io lo scrivo cos&igrave;), serve al lucro elettorale, serve per accaparrarsi i voti di quelli che &#8220;i partiti sono tutti uguali, i partiti fanno tutti schifo&#8221;. Benissimo, viviamo nel mondo del marketing, ed esiste anche il marketing elettorale. <br /> Aggiungiamoci un&#8217;altra questione di principio, di quelle che il Saccavini battezza appunto come «senza costrutto». In Italia siamo ancora sull&#8217;orlo del baratro. Via Berlusconi, restano i problemi e nel tentativo di risolvere, come fa Monti (facendo proposte concrete), ovunque metti mano sollevi polveroni, gineprai e vespai. È chiaro che si vanno a toccare interessi e rendite di posizione pi&ugrave; o meno antiche e consolidate: i notai no, questo non si tocca, gli avvocati no, questo non si tocca, i taxisti no, questo non si tocca, le banche no, questo non si tocca... Al partito del NO, quello che una volta era solo della CGIL, si iscrivono rapidamente in molti, direi quasi tutti. Nessuno che dica s&igrave;, noi rinunciamo a qualcosa per contribuire alla salvezza del paese. Al partito del &#8220;io rinuncio a qualcosa&#8221; non si &egrave; ancora iscritto nessuno, tutti rivendicano diritti, ma solo quando a parlare &egrave; la CGIL che dice No sul diritto del lavoro allora partono i fulmini e la saette dei moderati modernizzatori. <br /> <br /> E veniamo all&#8217;Asilo parrocchiale. <br /> Mi sono pi&ugrave; e pi&ugrave; volte occupato dell&#8217;argomento &#8220;Asilo parrocchiale&#8221;. L&#8217;ho fatto nella mia vecchia qualit&agrave; di assessore. Ho ribadito successivamente fino alla noia le posizioni del mio partito, ma la polemica, si sa, cancella la memoria. <br /> Non ne ho mai fatto una questione di tipo ideologico. I miei figli hanno frequentato l&#8217;asilo ospitato nei locali della parrocchia. La seconda delle mie nipoti lo sta ancora facendo e con ampia soddisfazione per quanto riguarda il progetto educativo e il rapporto con questa realt&agrave;. Dico anche che quest&#8217;opera &egrave; stata fondamentale nella storia della nostra citt&agrave; e si inserisce a pieno titolo nel capitolo della sussidiariet&agrave; che, non dimentico e ricordo a tutti, ha avuto piena legittimit&agrave; e veste costituzionale su iniziativa del Centrosinistra. <br /> Fare dell&#8217;Asilo parrocchiale l&#8217;argomento di una guerra tra guelfi e ghibellini sarebbe stupido e antistorico. Respingo quindi qualunque provocazione. Mi interessa poco anche rivangare quanto successo nel mio passato amministrativo: le falsit&agrave; come le accuse sulla presunta eliminazione del contributo (qualcuno forse vuole ripeterle?), la raccolta copiosa di firme, il rifiuto di ogni discussione che andava aperta con pi&ugrave; serenit&agrave;, preveggenza e saggezza. <br /> Ho constatato con soddisfazione che i problemi che all&#8217;epoca avevo posto sia sotto il profilo squisitamente giuridico, sia sotto il profilo della revisione dell&#8217;entit&agrave; e della modulazione del contributo, sono stati oggetto di discussione non solo nell&#8217;ambito della vecchia amministrazione Cereda, ma anche all&#8217;interno di quel mondo considerato prossimo e addirittura sovrapponibile all&#8217;esperienza dei gestori della cooperativa che amministra la scuola. Su questi argomenti c&#8217;&egrave;, credo, una nuova maturit&agrave; e consapevolezza di cui va tenuto debito conto. <br /> Certo, la drastica riduzione dei contributi proposta dal Commissario pone problemi non indifferenti che si ripercuoteranno sulle famiglie dei frequentanti. Mi risulta che l&#8217;esito della decisione commissariale &egrave; stato determinato certamente dalle ristrettezze economiche non disgiunte per&ograve; da un particolare della convenzione che richiama la necessit&agrave; di definire l&#8217;entit&agrave; della &#8220;retta&#8221;. Operazione in realt&agrave; mai fatta. Qualcuno potrebbe eccepire dando, come al solito, la colpa ai partiti o solo ed esclusivamente ai partiti. <br /> La &#8220;politica&#8221; avrebbe affrontato il problema con maggior circospezione e sicuramente con una gradualit&agrave; che non si pu&ograve; pretendere da un commissario. Per lei i conti sono i conti e due pi&ugrave; due fa quattro. In politica, pi&ugrave; della matematica, vale l&#8217;algebra che non nega il raggiungimento del risultato all&#8217;interno di un quadro pi&ugrave; complessivo. <br /> <br /> Ancora una questione di principio di quelle «senza costrutto». Ne &#8220;Il senso religioso&#8221; Don Luigi Giussani afferma che la ragione, la ragionevolezza, &egrave; capacit&agrave; di afferrare e affermare la realt&agrave; secondo la totalit&agrave; dei fattori: «Per me la ragione &egrave; apertura alla realt&agrave;, capacit&agrave; di afferrarla nella totalit&agrave; dei suoi fattori» perch&eacute; quello che conta per l&#8217;uomo «il problema interessante per l&#8217;uomo &egrave; aderire alla realt&agrave;, rendersi conto della realt&agrave;». La menzogna, quella pi&ugrave; scaltra (non la falsit&agrave;, la balla) &egrave; sempre una visione parziale della realt&agrave; affermata come totalit&agrave;. E oggi in Italia &egrave; proprio la ragione che manca perch&eacute; ciascuno rimane chiuso nella sua parzialit&agrave;, nella &#8220;sua verit&agrave;&#8221; (taxisti, avvocati, notai...), ed &egrave; quindi incapace di comprendere quel &#8220;bene comune&#8221; che &egrave; proprio la ragionevolezza politica che tiene conto della totalit&agrave; dei fattori. Ma guardare alla realt&agrave; secondo la totalit&agrave; dei fattori &egrave; un esercizio complesso, &egrave; una forma di «ascesi» dice Giussani, di purificazione dei pregiudizi. E se si vuole tirare in ballo il caso Nova Terra &egrave; clamorosamente evidente come i cittadini che hanno avviato l&#8217;impresa si siano ben guardati dal considerare «la realt&agrave; secondo la totalit&agrave; dei fattori».<br /> Concretamente: non &egrave; accettabile, per esempio, non distinguere la fiscalit&agrave; generale da quella propria del Comune. Oggi il cittadino di Buccinasco paga di fatto due volte lo stesso servizio, l&#8217;una con il prelievo fiscale operato dallo Stato, l&#8217;altra con le tasse che paga al Comune che interviene con proprie risorse sulla parte negata dallo Stato. Non solo. Nella Convenzione il Comune &egrave; tenuto a sopperire e conguagliare l&#8217;eventuale differenza (togliamoci pure l&#8217;eventuale nelle presenti circostanze) che deriva dai mancati o ridotti contributi che Stato e Regione versano annualmente all&#8217;Asilo. In sostanza la logica applicata &egrave; il pagamento a pie&#8217; di lista che, immagino, tutti valutiamo incoerente e soprattutto, ormai, insostenibile. <br /> Cosa dovr&agrave; fare la nuova Amministrazione? Potr&agrave; e dovr&agrave; ridiscutere e affrontare il problema nel quadro delle compatibilit&agrave; economiche invitando la materna a definire quote di compartecipazione dei genitori su base reddituale. Dovr&agrave; sfuggire sia alle sirene di quanti vorrebbero che nulla cambiasse sia a quelle che vorrebbero eliminare l&#8217;aggettivo &#8220;pubblica&#8221; alla funzione che la scuola materna ha svolto e continua a svolgere. La sua &egrave; una funzione pubblica e come tale va riconosciuta. <br /> Se i cittadini mi sceglieranno come candidato Sindaco e poi come Sindaco, la linea &egrave; questa. <br /> Chi mi conosce sa chi sono, da dove arrivo, cosa ho sostenuto e cosa sostengo, cose che sono ben diverse da quello che qualcuno in malafede vorrebbe mettermi in bocca, farmi dire ed affermare. <br /> L&#8217;obiettivo non pu&ograve; che essere quello di perseguire un durevole ed equilibrato rapporto tra pubblico e privato sociale nel solco del dettame costituzionale. <br /> <br /> E per finire un&#8217;altra questione di principio e «senza costrutto»: progressista, conservatore, riformista, moderato, moderno, sono parole che andrebbero cancellate dal vocabolario politico perch&eacute; non indicano nulla. Sono parole senza referente, sono &#8220;parole&#8221; senza le &#8220;cose&#8221; corrispondenti.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/buccinasco-asilo-parrocchiale-la-verita-secondo-la-totalita-dei-fattori-1633.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.pdbuccinasco.it/public/post/buccinasco-asilo-parrocchiale-la-verita-secondo-la-totalita-dei-fattori-1633.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-26T09:04:32+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[BUCCINASCO AMMINISTRATIVE: NASCE IMPEGNO CIVICO «LEGALITÀ E TRASPARENZA SARANNO I NOSTRI FARI»]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">di Francescas Santolini</span><br style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" /><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"> il Giorno, 25 gennaio 20012</span><br /> A POCHI MESI dalle elezioni amministrative si cominciano a scoprire i giochi a Buccinasco. &Egrave; nata una nuova lista civica, &laquo;Impegno civico per Buccinasco&raquo;.<span id="more"></span> &laquo;La nostra lista - spiega<span style="font-weight: bold;"> Rocco Lo Cascio</span>, uno dei fondatori - &egrave; nata con l&rsquo;obiettivo di creare una linea di frattura con il passato e in particolar modo con il sistema politico che negli ultimi decenni ha governato Buccinasco portandola per pi&ugrave; volte al commissariamento. Tre sono i valori su cui ci basiamo: legalit&agrave;, giustizia e trasparenza&raquo;. Pi&ugrave; cura del territorio, candidati che non hanno ricoperto incarichi pubblici nell&rsquo;ultima legislatura, lotta ai giochi di palazzo e pi&ugrave; attenzione alle potenzialit&agrave; o alle necessit&agrave; della citt&agrave; sono i punti fermi del programma della nuova lista civica. <br />  <br /> &laquo;NON CI PRESENTEREMO ai buccinaschesi con un libro dei sogni &ndash; spiegano &ndash; ma con un percorso che si basa su solide fondamenta e che, solo strada facendo, sapr&agrave; colmare i vuoti lasciati dal passato e tracciare la strada che conduce al futuro&raquo;. Intanto gli elettori di centrosinistra voteranno il loro candidato alle primarie di domenica prossima nei seggi di Cascina Fagnana, Cascina Robbiolo e piazza Cavalieri di Vittorio Veneto. Dalle 8 alle 21 si potr&agrave; scegliere tra Gianni Maiorano del Pd, Pietro Gusmaroli, indipendente Pd, Vittorio Ciocca di Rifondazione Comunista, Rino Pruiti della lista civica &laquo;Per Buccinasco&raquo; e Gloriana Venturini di Sinistra Ecologia Libert&agrave;.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/buccinasco-amministrative-nasce-impegno-civico-legalita-e-trasparenza-saranno-i-nostri-fari-1632.asp]]></link>
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	<dc:date>2012-01-26T07:56:07+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[COMUNE DI MILANO, PARTECIPATE: STOP ALLE POLTRONE PER I POLITICI]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">di MASSIMILIANO MINGOIA</span><br style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" /><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"> Il Giorno, 25 gennaio 2012</span><br /> SOCIET&Agrave; PARTECIPATE dal Comune, la bozza del nuovo regolamento sulle nomine &egrave; pronta. Quattro le principali novit&agrave;, rispetto al regolamento precedente, contenute nella delibera di iniziativa consiliare che dovrebbe essere licenziata dalle commissioni Affari istituzionali e Partecipate marted&igrave; prossimo. Operazione bipartisan. S&igrave;, perch&eacute; il presidente della prima commissione &egrave; Marilisa D&rsquo;Amico (Pd), il presidente della seconda &egrave; Giulio Gallera (Pdl). Il punto di partenza &egrave; stato un testo predisposto dal costituzionalista Valerio Onida. <span id="more"></span><br />   LA NOVIT&Agrave; pi&ugrave; delicata &egrave; contenuta nell&rsquo;articolo 4 del nuovo regolamento, che parla di &laquo;cause di incompatibilit&agrave; e di esclusione&raquo; dalle nomine nelle societ&agrave; comunali. Sono dichiarati incompatibili i consiglieri comunali, provinciali e regionali, gli assessori comunali, provinciali e regionali, i parlamentari e i ministri. Che significa? Che se le nuove regole saranno approvate dal Consiglio comunale, diventer&agrave; impossibile per i consiglieri comunali, in particolare, arrotondare lo stipendio accumulato con i gettoni di presenza a Palazzo Marino (circa 1.300 euro al mese) con lo stipendio preso nelle Spa comunali. Un forte segnale di discontinuit&agrave; rispetto a quanto accadeva durante l&rsquo;amministrazione Moratti. La nomina dei consiglieri di maggioranza nei consigli di amministrazione delle societ&agrave; partecipate, infatti, era pratica diffusissima. <br /> La seconda novit&agrave; &egrave; altrettanto dirompente. S&igrave;, perch&eacute; le scelte del sindaco sulle nomine nelle Spa comunali saranno sottoposte al vaglio dei partiti. Se ne parla nell&rsquo;articolo 10 del nuovo regolamento, dove si spiega che il primo cittadino dovr&agrave; comunicare al presidente del Consiglio comunale chi intende nominare o designare nelle Spa. A quel punto &egrave; previsto che le commissioni competenti del Comune possano far richiesta di sentire i soggetti che il primo cittadino intende nominare. L&rsquo;obiettivo? Sventare la designazione di soggetti inadeguati quanto a curriculum o, ad esempio, a conflitto di interessi. Con questo iter, con molta probabilit&agrave;, Felice Besostri non sarebbe mai stato nominato nel cda di Sogemi. <br /> Gli altri due punti qualificanti del nuovo regolamento? Pubblicazione on line di tutti i curricula dei soggetti dichiarati ideonei alle nomine nelle Spa e l&rsquo;equilibrio di genere tra uomini e donne nei cda. <br /> La D&rsquo;Amico &egrave; soddisfatta: &laquo;Abbiamo condotto un lavoro bipartisan, in Consiglio spero vengano presentati pochi emendamenti&raquo;. Gallera apre: &laquo;Il regolamento va nella direzione di una maggior trasparenza e meritocrazia. &Egrave; importante che le scelte del sindaco possano essere discusse in Commissione. L&rsquo;incompatibilit&agrave; dei consiglieri e degli assessori? Su questo punto restano perplessit&agrave;. Potremmo presentare emendamenti&raquo;.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/comune-di-milano-partecipate-stop-alle-poltrone-per-i-politici-1631.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.pdbuccinasco.it/public/post/comune-di-milano-partecipate-stop-alle-poltrone-per-i-politici-1631.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-25T08:47:55+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[CONTRATTI UNICI E CAPITALE UMANO]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">di CHIARA SARACENO</span><br style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" /><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"> La Repubblica, 23 gennaio 2012</span><br /> LA RIDUZIONE dei circa 40 tipi diversi di contratto di lavoro legalmente possibili oggi in Italia, e l&rsquo;introduzione di un contratto unico con tutele progressive, &egrave; sicuramente una proposta attraente dal punto di vista della civilizzazione dei rapporti di lavoro e della riduzione delle disuguaglianze tra lavoratori. <br />  Non &egrave; affatto sicuro che riduca la temporaneit&agrave; di fatto dei contratti, che &egrave; uno degli obiettivi espliciti dei proponenti. <br /> &Egrave; vero, infatti, che il contratto unico sarebbe a tempo indeterminato. <span id="more"></span><br /> Ma in cambio di un periodo di prova di fatto allungato fino a tre anni. Durante questo periodo, secondo le proposte in circolazione, il lavoratore pu&ograve; essere licenziato senza vincoli di alcun tipo, salvo quelli che puniscono il comportamento discriminatorio da parte del datore di lavoro. In caso di licenziamento con motivazioni diverse dalla giusta causa, il datore di lavoro &egrave; tenuto a pagare un indennizzo, pari a 15 giorni di stipendio ogni trimestre lavorato, secondo la proposta di Boeri e Garibaldi ripresa nel disegno di legge Nerozzi e messa ufficialmente sul tavolo della trattativa. Al lavoratore licenziato senza giusta causa allo scadere dei tre anni spetterebbe un&rsquo;indennit&agrave; pari a sei mesi di stipendio. <br /> Questo obbligo di indennizzo, oltre ad offrire un cuscinetto di protezione per il lavoratore che perde il lavoro e il reddito, dovrebbe costituire un deterrente ai licenziamenti, divenuti costosi per il datore di lavoro. La proposta prevede anche l&rsquo;impossibilit&agrave; di ricorrere al trucco, molto utilizzato da diversi imprenditori, di licenziare e riassumere, per impedire sia la maturazione dei tre anni, sia di raggiungere il massimo dell&rsquo;indennit&agrave;. Ad ogni riassunzione si parte dal livello di anzianit&agrave; di servizio raggiunto prima del licenziamento. <br /> In un Paese con una classe imprenditoriale matura, che investe nella propria forza lavoro e che considera uno spreco di risorse un turn over troppo accentuato della propria forza lavoro, questo modello contrattuale apparirebbe ragionevole ed equilibrato. Le aziende, avendo un periodo di prova lungo in cui valutare, ma anche formare, chi hanno assunto, a meno che proprio non ne abbiano pi&ugrave; bisogno per motivi economici e di mercato, se li terrebbero per non vanificare l&rsquo;investimento fatto. <br /> Proprio i comportamenti delle imprese di questi anni inducono invece ad un po&rsquo; di pessimismo. <br /> Si pensi all&rsquo;uso sfrenato che &egrave; stato fatto di ogni opportunit&agrave; di utilizzo usa e getta della forza lavoro, anche di quella pi&ugrave; qualificata, alla rincorsa che c&rsquo;&egrave; stata alle forme contrattuali pi&ugrave; precarie, al punto che in alcune zone oggi non si fa pi&ugrave; neppure il contratto a tempo determinato, o stagionale, ma si utilizzano i buoni lavoro, che non richiedono nessun contratto. Il rischio &egrave; che i contratti unici a tempo indeterminato vengano utilizzati invece come contratti a tempo determinatissimo, cortissimo, con un turn over ancora maggiore di quello cui abbiamo assistito negli ultimi anni: invece di rinnovare brevi contratti a termine alle stesse persone faranno contratti unici che dureranno poco a persone sempre diverse. <br /> Questo pessimismo non deve indurre ad abbandonare la strada del contratto unico. Piuttosto dovrebbe suggerire la necessit&agrave; di introdurre un vincolo al rapporto tra numero di contratti rescissi e avviati nell&rsquo;arco di un anno, oltre a qualche controllo su iniziative ben note di imprenditoria creativa, quali la scomposizione di una societ&agrave; in societ&agrave; diverse, in modo che i lavoratori licenziati da una possano essere riassunti da un&rsquo;altra, figliata dalla prima, interrompendo ogni vincolo di continuit&agrave;. <br /> E gi&agrave; successo per fruire di misure di fiscalit&agrave; di vantaggio o di incentivi. Pu&ograve; succedere di nuovo per aggirare i vincoli del contratto unico.<br /><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">Se la creativit&agrave; della classe imprenditoriale italiana si applicasse ai prodotti e ai processi produttivi con altrettanta intensit&agrave; di quella sfoggiata nell&rsquo;utilizzare le possibilit&agrave; offerte dai contratti di lavoro per non investire nel capitale umano, forse avremmo minori problemi di competitivit&agrave; in Europa e nel mondo</span>.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/contratti-unici-e-capitale-umano-1630.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.pdbuccinasco.it/public/post/contratti-unici-e-capitale-umano-1630.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-25T08:31:48+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[COMUNE DI MILANO: OK ALLA COMMISSIONE ANTIMAFIA. INSORGE IL PDL, LEGA VIA DALL'AULA]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">Il giorno, 23 gennaio 2012 </span><br />  Dopo sette mesi di attesa prende vita la Commissione Antimafia del Consiglio comunale di Milano. Anche nell'ultima seduta di oggi, prorogata ad oltranza e alla presenza del sindaco Giuliano Pisapia, non sono mancate le polemiche tra centrosinistra e centrodestra.<span id="more"></span> Alla fine pero' il parere favorevole di 28 consiglieri (la maggioranza, insieme al 'terzopolista' Manfredi Palmeri), sui 36 presenti, ha dato l'ok definitivo all'organismo. Il voto ha visto l'astensione del Pdl e del Movimento 5 Stelle, mentre la Lega aveva gia' da tempo lasciato l'aula. A movimentare la discussione e accendere la 'bagarre' e' stato il voto che ha bocciato un emendamento del Pdl che chiedeva ''condivisione'' tra i futuri presidente e vicepresidente dell'organismo (il primo dovrebbe essere il Pd David Gentili, mentre il secondo era stato offerto alle minoranze) per tutto quanto concernesse il programma dei lavori e ogni altra iniziativa, comprese le dichiarazioni agli organi di stampa. <br /> Per questo, durante le dichiarazioni di voto, mentre il centrosinistra festeggiava ''finalmente dopo 7 mesi'' l'avvio&#8232;della commissione, il capogruppo Pdl Carlo Masseroli ha liquidato l'organismo, al pari del Comitato di esperti voluto dal sindaco, come ''strumenti totalmente inutili e di parte''. La Commissione, formata da 18 consiglieri (10 di maggioranza e 8 di opposizione) collaborera' con il Consiglio regionale e con quello della Provincia, oltre&#8232;alle altre commissioni permanenti del Comune. In particolare, la Commissione contribuira' alla valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, indichera' ''regole, indirizzi, buone prassi'' in relazione alle convenzioni attuative dei piani territoriali e urbanistici e alle concessioni d'uso di beni immobili, rivolgendo attenzione anche ai lavori in area Expo. <br /> E' inoltre prevista anche la possibilita' di proporre convenzioni e protocolli d'intesa con Prefettura, Camera di&#8232;Commercio, pubbliche amministrazioni, ordini professionali, sindacati, enti e associazioni per la raccolta di dati utili nella lotta al riciclaggio e per la creazione di fondi e sportelli di sostegno alle vittime del racket, dell'usura, di&#8232;minacce o atti intimidatori. L'organismo potra' promuovere percorsi di formazione per amministratori pubblici e favorire iniziative di educazione alla legalita'.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/comune-di-milano-ok-alla-commissione-antimafia-insorge-il-pdl-lega-via-dall-aula-1629.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.pdbuccinasco.it/public/post/comune-di-milano-ok-alla-commissione-antimafia-insorge-il-pdl-lega-via-dall-aula-1629.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-24T08:51:27+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[ALESINA, GIAVAZZI E L'ARTICOLO 18: MENZOGNE SERVILI]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"><img align="left" alt="" style="width: 121px; height: 176px;" src="/public/art18.jpg" />di David Arboit</span><br />E questi qui sarebbero due esimi professori grandi &#8220;dotti, medici e sapienti&#8221; della scienza economica italiana? A me ricordano piuttosto &#8220;Monsieur Purgon&#8221;, il dottore protagonista de &#8220;Il malato immaginario&#8221; di Moliere. <span id="more"></span><br />  Abbiamo parlato a lungo in Italia di come i politici rubassero la scena ai comici. Ora abbiamo anche i professori che rubano la scena ai comici. S&igrave; perch&eacute; la loro veemente invettiva contro l&#8217;articolo 18 apparsa domenica 22 sul Corriere della Sera ha suscitato tre reazioni: <br /> a)	rabbia in quelli che dall&#8217;articolo diciotto sono protetti; <br /> b)	rabbia in quelli che dall&#8217;articolo diciotto vorrebbero essere giustamente protetti; <br /> c)	risate da sbellicarsi in chi &egrave; dotato di buon senso e di un minimo di competenza economica e politica. <br /> Resta comunque difficilmente comprensibile come ci si possa ridurre a fare ragionamenti simili scrivendo un&#8217;articolo che &egrave; un&#8217;accozzaglia di falsit&agrave;, banalit&agrave; e luoghi comuni. Un insulto alla nostra intelligenza, da far cascare le braccia, da far perdere perfino la voglia della confutazione. Comunque ripetere fa sempre bene. <br /> In un momento in cui la domanda di beni diminuisce ogni giorno di pi&ugrave; e in cui molte aziende chiudono per mancanza di ordinativi non si capisce proprio come facilitare i licenziamenti avrebbe come conseguenza un aumento della domanda e quindi una ripresa economica, e quindi un aumento dei posti di lavoro. Rendere pi&ugrave; facili i licenziamenti favorisce la crescita? No di certo, e nemmeno in un periodo di grande espansione economica, perch&eacute; rende i lavoratori pi&ugrave; ricattabili e quindi riduce i salari distruggendo la domanda aggregata. Figuriamoci poi in un periodo di recessione. <br /> In Italia non si pu&ograve; licenziare per motivi economici? È falso, la cosa &egrave; evidente per tutti. <br /> Ci sarebbe molto altro da dire, ma fermiamoci qui che tanto il punto cruciale non &egrave; una confutazione razionale, scientifica, che in fondo non serve, perch&eacute; il punto &egrave; un altro. <br /> <br /> E allora perch&eacute; tanto accanimento contro l&#8217;articolo 18? <br /> 1) Quando qualcuno considera se stesso vessillifero di qualcosa pu&ograve; capitare che si identifichi totalmente con la bandiera e che per questo abdichi all&#8217;uso della ragione per dedicarsi esclusivamente all&#8217;attivit&agrave; dei sventolarsi, cio&egrave; di sventolare se stesso come una bandiera. Per Alesina e Giavazzi la bandiera &egrave; quella del liberismo, la religione &egrave; il liberismo, e loro due, appena possono, si sventolano furiosamente ben al di l&agrave; del limite del buon senso. Siete liberisti? I paladini del liberismo? Va bene, lo sappiamo, lo abbiamo capito. <br /> 2) Traspare in modo smaccato la volont&agrave; di tirare la giacca a Monti, di esibirsi come capaci di determinare le scelte politiche del governo Monti. Non &egrave; la prima volta. Tentativo respinto al mittente con grande garbo e discrezione da Mario domenica durante l&#8217;intervista dell&#8217;Annunziata. <br /> 3) Traspare in modo palese e smaccata la partigianeria confindustriale, una partigianeria che fa dell&#8217;interesse (economico) di parte un idolo, e mostra una sovrana indifferenza, se non disprezzo, per l&#8217;interesse (economico) di altri, per il bene comune del sistema economico italiano, di tutta l&#8217;Italia e dell&#8217;umanit&agrave; intera. <br /> 4) L&#8217;obiettivo occulto di questo reiterato e furioso attacco all&#8217;articolo 18 &egrave; allora la volont&agrave; di consegnare nelle mani delle imprese un&#8217;arma preziosa da usare contro i lavoratori: <br /> a) per affrontare l&#8217;anno di crisi durissimo che si prospetta; <br /> b) per poter sostituire lavoratori &#8220;vecchi&#8221; che costano di pi&ugrave;, sono meno efficienti e pi&ugrave; sindacalizzati con lavoratori giovani, precari, malpagati, non sindacalizzati e pi&ugrave; ricattabili. <br /> E provate infine a immaginare che cosa potrebbe accadere ai lavoratori &#8220;vecchi&#8221;, quelli attorno ai sessant&#8217;anni, a causa del combinato disposto di abolizione dell&#8217;articolo 18 e pensionamento dopo i 65 anni&#8230; senza salario e senza pensione per 5 o 6 anni, una vacanza di reddito. <br /> <br /> Nella Prefazione al primo volume de &#8220;Il capitale&#8221; Karl Marx scriveva nel 1867: «Nel campo della economia politica la libera ricerca scientifica non incontra soltanto gli stessi nemici che incontra in tutti gli altri campi di ricerca. La natura peculiare della materia da trattare, chiama in battaglia contro di essa [la libera ricerca scientifica] le passioni pi&ugrave; ardenti, pi&ugrave; meschine e pi&ugrave; odiose del cuore umano, le furie dell&#8217;interesse privato».<br /> E nella postfazione alla seconda edizione del 1873 osserva come dal momento in cui i lavoratori hanno cominciato a reclamare i loro diritti, la scienza economica &egrave; cambiata, ha abbandonato il rigore scientifico per trasformarsi in uno strumento di offesa, di lotta di classe: «Ora non si trattava pi&ugrave; di vedere se questo o quel teorema era vero o no, ma se era utile o dannoso, comodo o scomodo al capitale. [&#8230;] Ai ricercatori disinteressati subentrarono i pugilatori a pagamento, all&#8217;indagine scientifica senza pregiudizi subentrarono la cattiva coscienza e la malvagia intenzione apologetica». Ecco qua  Alesina e Giavazzi pre-visti da Marx nel 1873.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/alesina-giavazzi-e-l-articolo-18-menzogne-servili-1628.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.pdbuccinasco.it/public/post/alesina-giavazzi-e-l-articolo-18-menzogne-servili-1628.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-24T06:00:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L’ARTICOLO 18 NON È UN TABÙ: È SOLO CIVILTÀ]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">Luigi Mariucci</span><br style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" /><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"> L&rsquo;Unit&agrave;, 23 gennaio 2012</span><br /> Tab&ugrave; nella lingua polinesiana allude a una proibizione fondata su motivi sacrali, misterici e quindi irrazionali. &Egrave; perci&ograve; singolare questo vezzo, di matrice pi&ugrave; giornalistica che accademica, di accostare il termine tab&ugrave; all&rsquo;art.18 dello Statuto, talora variandolo con espressioni similari, tipo totem o dogma.<span id="more"></span> <br />  Ancora ieri il presidente Monti ha usato questa espressione, riferendosi all&rsquo;imminente incontro con le parti sociali. &Egrave; bene allora tentare ancora una volta di chiarire che l&rsquo;art. 18 (quello che dispone la reintegrazione del lavoratore illegittimamente licenziato) non &egrave; n&eacute; un tab&ugrave;, n&eacute; un totem, n&eacute; un dogma. &Egrave; semplicemente un principio di civilt&agrave; giuridica. Stabilisce che un atto illegittimo (come il licenziamento ingiustificato) deve essere rimosso, come accade normalmente nel diritto privato, ad esempio per gli atti lesivi del diritto di propriet&agrave;. <br /> &Egrave; bene, in genere, e specie nella fase di crisi che stiamo attraversando, difendere i principi conquistati con decenni se non secoli di progresso della civilt&agrave; giuridica. &Egrave; una scelta razionale, non un pregiudizio feticistico di tipo tribale. Vale la stessa cosa per altre fondamentali dichiarazioni di principio. Ci ricordiamo di quando qualcuno proponeva di riformare l&rsquo;art. 1 della Costituzione (quello che dice che &laquo;l&rsquo;Italia &egrave; una Repubblica democratica fondata sul lavoro&raquo;) usando guarda caso la stessa espressione: &laquo;L&rsquo;art. 1 della Costituzione non &egrave; un tab&ugrave;&raquo;.<br /> Quando poi si parla di uno specifico oggetto normativo bisognerebbe anzitutto conoscerlo. Ignorantia iuris non excusat, dicevano gli antichi. <br /> Questo vale anche per gli economisti. Ad esempio per Alesina e Giavazzi che in un fondo pubblicato ieri sul Corriere della Sera (<a href="http://www.pdbuccinasco.it/public/Alesina_giavazzi_22_01_2012.pdf"><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">clicca qui</span></a>) hanno fondato il loro ragionamento sulla seguente e clamorosa castroneria: secondo loro l&rsquo;art. 18 sancirebbe &laquo;l&rsquo;illicenziabilit&agrave; per motivi economici&raquo;. Occorre avvertire i due autorevoli editorialisti che in Italia l&rsquo;illicenziabilit&agrave; non esiste, come non esiste, da qualche tempo, l&rsquo;imponibile di manodopera. Tant&rsquo;&egrave; che negli ultimi anni molti lavoratori (compresi i cosiddetti &laquo;garantiti&raquo;, quelli con il contratto a tempo indeterminato) hanno perso il posto di lavoro, appunto per motivi economici, e molti altri rischiano di perderlo nei prossimi mesi. Bisogna avere pazienza e spiegare ancora una volta che l&rsquo;art.18 non dispone alcuna supposta &laquo;illicenziabilit&agrave;&raquo;: si limita a stabilire che se il licenziamento &egrave; ingiustificato il giudice dispone le reintegrazione (nelle unit&agrave; produttive con pi&ugrave; di 15 dipendenti), mentre gi&agrave; la legge del 1966 stabiliva che il licenziamento era ammesso solo per giusta causa o giustificato motivo (soggettivo o oggettivo, cio&egrave; per motivi economici). <br /> Questo significa che se il motivo economico esiste davvero il licenziamento &egrave; legittimo e del tutto praticabile. Se il motivo economico &egrave; fasullo, e le ragioni economiche sono solo un pretesto per liberarsi dei lavoratori scomodi, il licenziamento &egrave; illegittimo. <br /> Forse gli economisti citati vorrebbero tornare a quanto previsto dal codice civile del 1942, quando era ammesso il cosiddetto licenziamento ad nutum (vale a dire, a un cenno), dalla sera alla mattina. Come accade negli Usa dove per lo pi&ugrave; questa &egrave; la regola: l&igrave; il licenziamento libero lo chiamano employment at will, e il risultato &egrave; fantastico, si calcola in circa 20 milioni di disoccupati. <br /> Meglio lasciar perdere quindi metafore improbabili. <br /> Dell&rsquo;art.18 solo due cose vanno ragionevolmente modificate: il campo di applicazione, essendo il limite dei 15 dipendenti non pi&ugrave; credibile (ma questo vale anche per tante altre norme del lavoro, dalla Cassa integrazione alle assunzioni degli invalidi) e i tempi di durata delle controversie. Per il resto si torni a parlare di cose serie: l&rsquo;estensione degli ammortizzatori sociali (ovvero di una significativa indennit&agrave; di avviamento o riavviamento al lavoro) per tutti coloro, giovani, donne, lavoratori maturi che il lavoro lo cercano davvero, l&rsquo;innnalzamento del costo per i lavori precari, spesso utilizzati in termini puramente speculativi e illegali, l&rsquo;incentivazione fiscale per le assunzioni a tempo indeterminato, il disboscamento della giungla dei contratti atipici, il potenziamento dell&rsquo;apprendistato e di un nuovo contratto di inserimento come forme privilegiate di accesso al lavoro. Il resto sono chiacchiere e parole al vento.<br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/larticolo-18-non-e-un-tabu-e-solo-civilta-1627.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.pdbuccinasco.it/public/post/larticolo-18-non-e-un-tabu-e-solo-civilta-1627.asp</guid>
	<dc:date>2012-01-23T23:00:32+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[MONZA E A SESTO SAN GIOVANNI&#8232; ALLE PRIMARIE TRIONFA IL PD]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">Federico Berni e Ferdinando Baron</span><br style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" /><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"> Il Corriere della Sera, 23 gennaio 2012 </span><br />  MILANO - A Monza e a Sesto San Giovanni il centro-sinistra ha scelto due candidati del Pd per la corsa alle elezioni comunali. Sar&agrave; Roberto Scanagatti a sfidare il centro-destra per la poltrona di primo cittadino nel capoluogo brianzolo. A Sesto San Giovanni ha trionfato Monica Chitt&ograve;, assessore uscente alla cultura. <span id="more"></span><br /> <br /> MONZA - Remo Scanagatti, favorito della vigilia, conquista dunque Monza. Politico di lungo corso, grande tifoso del Monza Calcio, Scanagatti, 57 anni, consulente d&rsquo;azienda, &egrave; in consiglio comunale dal &lsquo;92. &Egrave; stato vicesindaco nella giunta Faglia dal 2002 al 2007. Da ottobre, &egrave; assessore al bilancio a Sesto San Giovanni. Sette erano i nomi in lizza: Egidio Longoni, Marco Riboldi, Donatella Paciello, Francesco Beretta, Silvano Appiani, Armando Pioltelli e appunto Scanagatti. Beretta, rappresentava la Federazione della sinistra, Appiani la lista civica Citt&agrave; persone, gli altri cinque, il Partito democratico. Il centro-sinistra aveva governato Monza dal 2002 al 2007. Sull'altro versante, quello del centro-destra, regna ancora l'incertezza sul candidato che correr&agrave; per la poltrona di primo cittadino, oggi occupata dal leghista Marco Mariani. <br /> <br /> SESTO SAN GIOVANNI - A Sesto Monica Chitt&ograve;, 49 anni, assessore uscente alla Cultura della giunta Oldrini, esponente del Pd, ha vinto le primarie del centrosinistra con 1.671 voti (61%). Moreno Nossa (Sel), &egrave; giunto secondo con 571 voti; il vicesindaco Demetrio Morabito (Prc) ha raccolto 297 voti e l&rsquo;indipendente Vito Romaniello, che ha toccato quota 204 preferenze. Complessivamente si sono recate alle urne 2.785 persone (per le primarie nazionali del Pd, a Sesto si erano arrivati a quota 4mila) nei 9 seggi allestiti per l&rsquo;occasione. Quattro erano i candidati: oltre alla Chitt&ograve;, Demetrio Morabito (Prc), Moreno Nossa (Sel) e Vito Romaniello (indipendente). A questo elenco mancavano l'Italia dei Valori e i Verdi. L'Idv ha deciso di stare alla finestra, dopo l'avvio dell'inchiesta della Procura di Monza su un giro di presunte tangenti che avrebbero riguardato l'ex sindaco Filippo Penati, il suo ex braccio destro Giordano Vimercati e della giunta uscente, l'ex assessore Pasqualino Di Leva, sfiorando anche il sindaco Giorgio Oldrini.<br />]]></description>
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	<dc:date>2012-01-23T09:01:40+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
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	<title><![CDATA[21 GENNAIO 2012. ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PD: CONCLUSIONI DEL SEGRETARIO DEL PD]]></title>
	<description><![CDATA[<iframe id="yd" src="http://www.youdem.tv/v/229516" width="475" height="340" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true"></iframe><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/21-gennaio-2012-assemblea-nazionale-del-pd-conclusioni-del-segretario-del-pd-1624.asp]]></link>
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	<dc:date>2012-01-22T23:18:51+01:00</dc:date>
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	<title><![CDATA[21 GENNAIO 2012. ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PD: INTERVENTO DI BRUNA DINI]]></title>
	<description><![CDATA[<iframe id="yd" src="http://www.youdem.tv/v/229508" width="475" height="340" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true"></iframe><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/21-gennaio-2012-assemblea-nazionale-del-pd-intervento-di-bruna-dini-1621.asp]]></link>
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	<title><![CDATA[20 GENNAIO 2012. ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PD: INTERVENTO DI ANTONIO PANZERI]]></title>
	<description><![CDATA[<iframe id="yd" src="http://www.youdem.tv/v/229469" width="475" height="340" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true"></iframe><br />]]></description>
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	<dc:date>2012-01-22T22:40:28+01:00</dc:date>
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	<title><![CDATA[20 GENNAIO 2012. ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PD: INTERVENTO DI SERGIO COFFERRATI]]></title>
	<description><![CDATA[<iframe id="yd" src="http://www.youdem.tv/v/229463" width="475" height="340" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true"></iframe><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/20-gennaio-2012-assemblea-nazionale-del-pd-intervento-di-sergio-cofferrati-1622.asp]]></link>
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	<dc:date>2012-01-22T22:30:33+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
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	<title><![CDATA[20 GENNAIO 2012. ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PD: INTERVENTO DI MASSIMO D'ALEMA]]></title>
	<description><![CDATA[<iframe id="yd" src="http://www.youdem.tv/v/229473" width="475" height="340" frameborder="0" scrolling="no" allowtransparency="true"></iframe><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pdbuccinasco.it/public/post/20-gennaio-2012-assemblea-nazionale-del-pd-intervento-di-massimo-d-alema-1619.asp]]></link>
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	<dc:date>2012-01-21T00:48:48+01:00</dc:date>
	<dc:creator>redazione</dc:creator>
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