di Giambattista MaioranoIl 2010 non inizia nel modo migliore per il nuovo PGT (Piano di Governo del Territorio) che la Giunta Cereda e la maggioranza di Centro-destra intendono proporre per lo sviluppo e il futuro assetto urbanistico di Buccinasco.
Il fatto che vado a commentare potrà sembrare ad alcuni piccola cosa, questione non rilevante rispetto all’entità della questione reale (il PGT), ma è comunque emblematico perché manifesta uno stile, una mentalità.
Non pago delle figuracce incorse con l’annullamento del precedente PGT, il Sindaco sul blog del sito del Comune risponde con strafottenza a un cittadino che chiedeva l’opportunità di discutere pubblicamente il nuovo progetto in modo da capire e avanzare eventuali ipotesi, idee, proposte.
Non si permetta mai più signor Luis (questo il nickname del malcapitato richiedente nel blog comunale) di fare paragoni con il passato. Né lui né altri richiamino quei vecchi e superati strumenti come incontri con la popolazione, tavoli tematici ed assemblee di quartiere. Non servono a nulla se non a ingenerare equivoci, distillare demagogia pura, organizzare interessi particolaristici. Parola di Cereda.
E perché mai poi discutere con chi dimostra di avere poche idee e soprattutto confuse? E così, in quattro e quattr’otto, è sistemato Luis e quanti come lui hanno richieste così balzane. Bravo, signor Sindaco, non perdere tempo. Il tuo compito è altro: è applicare la legge.
Già, la legge! Peccato che la legge non definisca metri cubi, non indichi come e dove realizzare servizi, non dia indicazioni sul bene comune della la città. Certo la legge richiede prassi e modalità da rispettare, ma non genera idee, non formula proposte, non garantisce spazi e collocazioni logistiche, non vincola a parametri rigidi, non stabilisce la fruizione del verde per abitante, non …, si potrebbe andare avanti all’infinito.
Insomma la legge, correttamente, non prevede i bisogni dei cittadini; e meno male, ci manca solo che lo Stato per legge definisca le esigenze dei cittadini.
La Legge, le procedure, ecco il paravento dietro cui ripararsi per non mettersi in discussione, per stroncare qualsiasi richiesta di condivisione, per non ascoltare, per non prendere in considerazione chi umilmente tenta di farsi ascoltare, di fare sentire la propria voce.
C’è il Consiglio Comunale, dice il Sindaco; i suoi atti sono pubblici e l’Amministrazione è la migliore e la più trasparente di quelle succedutesi fino ad ora. Bhà, se lo dice lui …!
PGT? Chiunque lo desidera può mandare il suo contributo, scrivere un bel tema di fantasia. L’importante che sia succinto, sintetico, possibilmente nudo e comunque non superiore alla quarantina di righe, inoltrarlo al protocollo e poi … vedrai che vedremo. Già, vedrai che vedremo! È questo purtroppo il modo di relazionarsi ai cittadini del nostro amato Sindaco. Non soggetti di diritti, non persone pensanti, non portatori di idee. No, ignoranti, scarsi, confusi, rompi palle. Mi avete votato, adesso basta, non rompete le scatole, ci penso io a governare la città, lo so io qual è il bene della città.
Il sapere, la conoscenza, le competenze sono patrimonio esclusivo evidentemente di una parte, anzi neppure di tutta, ma solo di una ristretta cerchia illuminata dall’unico faro: lui, il Sindaco, con tutta la sua presunzione di manager prestato alla politica.
Straordinariamente comica, o forse tragica, l’affermazione ad effetto buttata lì per stroncare le velleità di Luis: «pensa [signor Luis] che con gli enormi interessi in gioco i “poteri forti” farebbero molta fatica a costituire un "comitato di cittadini indipendenti" che condizionerebbe le scelte a loro favore?». Sì, il nostro sindaco crede proprio che i cittadini siano scemi, crede che i cittadini non sappiano che lui i poteri forti li riceve, ci parla, e certamente li ascolta attentamente, altrimenti... Gli altri, la gente normale, no. Zitto, mosca e pedala.