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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Corriere della Sera, 1 settembre 2010
MILANO - «Expo Milano addio, spunta Smirne»: non poteva non far discutere l'articolo uscito mercoledì su «Italia Oggi». Secondo il quotidiano economico la città turca, battuta «sul filo di lana» a Parigi, sarebbe pronta a subentrare al capoluogo lombardo nell’organizzazione dell’Expo 2015, in cambio di accordi economici tra le due città e tra Italia e Turchia. La prima reazione arriva dal consigliere regionale del Pd Franco Mirabelli, che chiede una pronta smentita da parte di Comune e Regione. «Le indiscrezioni contenute nell’articolo di Italia Oggi su Expo - dichiara Mirabelli - secondo cui sarebbe in corso una discussione che potrebbe portare alla rinuncia di Milano ad organizzare l’esposizione internazionale ci preoccupano molto e attendiamo una pronta smentita da parte del sindaco Moratti e del presidente Formigoni».
«COLPA DEI CONTINUI CONFLITTI» - «Solo pochi giorni fa - spiega in una nota l'esponente Pd - il viceministro Castelli ha sostenuto la necessità di ridimensionare il progetto iniziale, seguito il giorno seguente dal presidente della provincia di Milano, Guido Podestà. Inoltre non è ancora stato sciolto il problema dell'acquisizione delle aree perché gli enti preposti continuano a perseguire strade impraticabili». «Oggi - prosegue Mirabelli - si aggiunge la notizia di una possibile resa. Il solo fatto che questa ipotesi, purtroppo realistica, sia comparsa su una testata giornalistica la dice lunga sui danni che i continui conflitti e le incapacità del centrodestra hanno già prodotto, rischiando di compromettere quella che deve essere una irripetibile opportunità per Milano e per il Paese».
LE POSSIBILI IPOTESI - Secondo le indiscrezioni rivelate in esclusiva da «Italia Oggi», la Turchia sarebbe disposta non solo a rifondere i costi finora sostenuti dagli organizzatori dell'Expo meneghina, ma anche «a fornire una congrua somma di avviamento-risarcimento che potrebbe servire a coprire il baratro che Tremonti ha aperto nei conti degli enti locali milanesi e in particolare della Regione Lombardia». Il quotidiano prospetta quindi le possibili alternative: accettare adesso la proposta della Turchia, ammesso che questa arriva, sarebbe un segno di sconfitta, ma si potrebbe dare la colpa alla crisi economica internazionale, mentre invece rifiutarla e poi fallire a ridosso dell'inaugurazione avrebbe una pessima ricaduta sull'immagine dell'Italia all'estero.
 
Di Redazione (del 26/08/2010 @ 07:45:26, in Politica locale, linkato 37 volte)
di FRANCESCO BEI
La Repubblica 21 agosto 2010
Dividere il gruppo di Fini, incassare la fiducia e andare avanti. Per non lasciare campo aperto a Bossi in caso di elezioni. Sono le tre direttrici impresse ieri da Berlusconi nel vertice di palazzo Grazioli. Una riunione sulla quale aleggiava lo spettro degli ultimi sondaggi riservati, che indicano una drammatica avanzata della Lega, fino al 12%, e un brusco arretramento del Pdl, fino alla soglia critica del 28%, mentre il partito di Fini potrebbe raggiungere il 6%.
Ma il punto che ha fatto scattare l'allarme rosso è stato quello relativo al Senato: grazie al gioco dei premi regionali, se si votasse domani il Pdl-Lega non avrebbe più la maggioranza a palazzo Madama. Numeri che hanno impresso una brusca sterzata alla strategia fin qui ipotizzata a palazzo Grazioli, imponendo al Cavaliere un bagno di realismo. Niente più rotture, niente elezioni anticipate, almeno per ora. Si procede navigando sotto costa, in attesa di capire la reale consistenza delle truppe finiane.
Il punto di forza del Cavaliere, il cosiddetto "Porcellum", rischia così di trasformarsi in un elemento di debolezza.

E' proprio a Gianfranco Fini e al suo gruppo che sono state dedicate le maggiori attenzioni del summit berlusconiano. Con l'occhio puntato al 5 settembre, quando a Mirabello Fini chiuderà la festa di Futuro e Libertà e si capirà se andrà avanti o meno con la costruzione di un suo partito. "E' chiaro – ha scandito ieri il Cavaliere – che in quel caso non staremo a guardare, non possiamo permetterci di farlo crescere. Se fa un suo partito cambia tutto, ci conviene davvero pensare alle elezioni anticipate".
Ma ancora quel momento non è arrivato e Berlusconi è convinto che siano numerosi i finiani che non intendono spingersi oltre: "Dicono che vogliono restare nel Pdl no? Stiamo a vedere". Intorno al tavolo di palazzo Grazioli, ieri sono stati fatti e rifatti i calcoli: 10-12 finiani sono considerati "recuperabili" nel caso si vada davvero a una rottura. Ma non è questa, al momento, l'intenzione di Berlusconi. Che, non a caso, si è guardato bene dall'affondare colpi sotto la cintura a Fini, tenendosi alla larga dalla campagna del Giornale e di Libero.
Prova ne è il documento approvato ieri e letto integralmente dal premier. Un programma tanto lungo (13 pagine, "ma sono scritte con caratteri grandi", si è giustificato Berlusconi) quanto poco indigesto per gli uomini del presidente della Camera, che infatti si sono affrettati a dichiarare la loro disponibilità a votarlo. Fino a ironizzare, come ha fatto Carmelo Briguglio, sulla "montagna che ha partorito il topolino". Lo stesso Paolo Bonaiuti, una delle colombe che ha lavorato al testo, ieri sera lo definiva "un documento concretissimo, una fotografia di quello che ha fatto e sta facendo il governo, sul quale è molto difficile dire di no da parte di deputati eletti con il Pdl".
Anche la parte sulla giustizia, affidata a Nicolò Ghedini, non presentava novità così dirompenti da costituire un ultimatum per i finiani. "Il documento non è scritto per escluderli – spiega una fonte che ha partecipato alla riunione – ma, al contrario, è un'offerta per quanti non intendono interrompere la legislatura in modo drammatico". Si tratta comunque, ha chiarito a porte chiuse il premier, di punti "non trattabili". Specie sul processo breve, "deve essere chiaro che chi vota la fiducia s'impegna ad approvare il disegno di legge così com'è, senza ulteriori indugi. Io non mi faccio più logorare".
Quanto alla minaccia di elezioni anticipate a dicembre, nel Pdl ieri qualcuno ammetteva con un filo di imbarazzo che la sparata di Berlusconi andava letta più come una risposta alla Lega che non come una reale intenzione del premier: "Non possiamo certo mostrarci spaventati dalle elezioni". Anzi, ora il premier cercherà di frenare gli ardori di Bossi. Oggi, alla luce delle reazioni dei finiani, il vertice del Pdl si riunirà nuovamente con il Cavaliere per valutare le prossime mosse.
Intanto Berlusconi si prepara anche al peggio, al voto anticipato. Ieri, in maniera sibillina, ha lasciato intendere che ci saranno "ulteriori iniziative" che riguardano il Pdl. L'obiettivo è quello di organizzare una grande manifestazione nazionale del Pdl a settembre-ottobre, al termine delle feste del partito. Una prova di forza rivolta ai finiani certo, ma soprattutto alla Lega.
 
Di Redazione (del 27/07/2010 @ 22:38:16, in Politica locale, linkato 164 volte)
Da http://www.rassegna.it
Si è appena concluso a Roma, al ministero dello Sviluppo, l'incontro di oggi (27 luglio) tra le organizzazioni sindacali, i rappresentanti dei lavoratori e il gruppo dirigente della società polacca Boryszew, che si è aggiudicata la gara d'asta per l'acquisizione della Maflow (azienda in amministrazione straordinaria). Lo afferma in una nota la Fiom di Milano.

"Alla proposta avanzata dai lavoratori e dai sindacati - spiega -, ossia il passaggio alla nuova impresa di tutti i lavoratori di Trezzano, la Boryszew ha contrapposto un piano che consiste nell'assunzione di 58 lavoratori su 330. E' chiaro che a queste condizioni è impossibile un accordo (accordo che la società polacca considera vincolante per procedere all'acquisto di Maflow)".

"Particolarmente sconcertante - inoltre - è stato oggi l'atteggiamento del ministero, il cui direttore generale si è limitato a presenziare all'incontro giusto per augurare alle parti di raggiungere un'intesa, indispensabile perché il governo si attivi presso Bmw per il rientro di alcune commesse". Il dicastero, dunque, "ha dedicato dieci minuti ai 330 lavoratori della Maflow e in quel ridicolo lasso di tempo è riuscito a dire che farà l'esatto contrario di quello che era stato chiesto e sarebbe indispensabile per scongiurare la chiusura dello stabilimento".
 
Di Redazione (del 26/07/2010 @ 21:24:15, in Politica locale, linkato 324 volte)
di Giambattista Maiorano, Maurizio Carbonera, Claudio Pansini
Nella sua attività di “avvistamento e comunicazione” la Piccola Vedetta di Buccinasco si è distinta a volte per acutezza dello sguardo e abitualmente per un’attività di diffusione di informazioni di solito interessanti e spesso occultate dall’informazione istituzionale. La Piccola Vedetta, quindi, fa certamente parte di quel “samizdat” di controinformazione (blog, fogli autoprodotti, volantini ecc.) che a breve rischiano di diventare in Italia l’unico residuo luogo in cui è possibile praticare un’informazione veramente libera.
Il caldo estivo ha però indotto la Vedetta a prendere un abbaglio dietrologico: forse il caldo ha anniebbiato (speriamo temporaneamente) lo sguardo acuto della Vedetta, oppure ha confuso la sua capacità di osservazione producendo quel fenomeno fisico basato sul rapporto fra indice di rifrazione dell’aria e calore, fenomeno comunemente chiamato miraggio o fatamorgana a seconda dei casi.

Leggiamo infatti sull’ultimo foglio informativo a cura del Gruppo della Vedetta un articolo (clicca qui) con alcune affermazioni che riguardano presunti accordi-compromessi politici tra l’attuale Opposizione e la Maggioranza che amministra il Comune di Buccinasco.
La Vedetta si chiede come mai durante il Consiglio Comunale del 16 Giugno il Consigliere Collini di Rifondazione Comunista fosse assente. Questo fatto, secondo chi ha scritto l’articolo, è stato strategicamente voluto dalla Minoranza per facilitare il compito della Maggioranza che è così riuscita a far approvare una sua ipotesi di variante della Convenzione (sottoscritta dall’Amministrazione Carbonera nel 2005) che riguardava l’uso di 31 appartamenti di un palazzo di Via Guido Rossa. Quanto avvenuto potrebbe, secondo la Vedetta, fare parte di un accordo tra Maggioranza e Minoranza, accordo che avrebbe come contropartita la messa in discussione della realizzazione della strada Buccinasco-metrò di Assago, quella che dovrebbe passare a pochi metri dalla scuola privata e da alcune abitazioni di Buccinasco più.
A sostegno della tesi si fa riferimento anche al fatto che il Consigliere Pruiti ha ritirato la sua proposta di ordine del giorno che proponeva un referendum cittadino sulla costruzione della strada. L’Opposizione, secondo la Vedetta, non avrebbe (sempre strategicamente) sostenuto la richiesta di Referendum, mentre la Maggioranza ha condiviso la proposta dell’Opposizione di fare una Commissione per approfondire la questione con la presenza dei cittadini del Quartiere.

Che l’ipotesi di questo scambio occulto sia poco sensata è facilmente dimostrabile, anche soltanto utilizzando l’analisi logica dei fatti visibili, quelli che sono davanti agli occhi di tutti (quelli che li vogliono vedere). Lasciamo perdere l’invisibile, del quale si può dire tutto e il contrario di tutto, restiamo ancorati al visibile a alla sua logica interpretazione.
1) Forse il Gruppo della Piccola Vedetta non conosce a fondo le persone che fanno parte della Minoranza consiliare, persone abituate a comportamenti chiari e diretti: fare proposte politiche comunicate ai cittadini, discusse pubblicamente e ovviamente discutibili.
2) La Convenzione sui 31 appartamenti era stata proposta nel 2005 da una Giunta di cui facevano parte Carbonera, Maiorano e Pruiti a un Consiglio di cui facevano parte Pansini e Battistello, tutti componenti dell’attuale Consiglio, e si caratterizzava per uno spiccato orientamento sociale: prevedeva per gli appartamenti la locazione ad affitto moderato. La proposta di modifica della convenzione avanzata dall’Opposizione, in alternativa a quella avanzata dal Sindaco, ha rivendicato pubblicamente e mantenuto quello stesso orientamento nettamente sociale ed è stata portata avanti con coerenza fino in fondo anche se non è stata approvata dal Consiglio Comunale.
3) L’assenza del Consigliere Collini può anche (invece) essere interpretata “strategicamente” in altro modo: la responsabilità dell’approvazione, o non approvazione, della proposta del Sindaco, proprio grazie all’assenza di Collini, è stata totalmente ed esclusivamente (senza alcun margine di dubbio) nelle mani della Maggioranza. Ed così che abbiamo assistito alla clamorosa retromarcia (astensione = approvazione) sia di quei Consiglieri di Maggioranza che nei precedenti Consigli comunali avevano parlato di operazione speculativa, sia di quel Consigliere (Basile) che sempre si rappresenta come attento al sociale, ma che in questo caso del sociale se ne è sbattuto alla grande.
4) Che la strada Assago-Buccinasco più si faccia o non si faccia dipende da chi ha il potere di decidere, e cioè dalle due attuali amministrazioni in carica, anche in caso di referendum dall’esito contrario, amministrazioni che sono di Centrodestra e che hanno ottenuto dai cittadini un’ampia fiducia elettorale. I partiti del Centrosinistra di Buccinasco hanno tutti affermato con chiarezza che l’attuale progetto di strada non ha senso e hanno avanzato la proposta di discutere soluzioni alternative per modificarlo in Commissione Territorio e in assemblee pubbliche.
5) In merito alla specifica questione del referendum la discussione in Consiglio ha evidenziato che secondo il Cetrosinistra (vedere le trascrizioni) occorre tenere conto dei seguenti fattori.
a. È prima necessario capire – utilizzando ed aggiornando il Piano Urbano del Traffico (fatto dalla Amministrazione Carbonera nel 2004) – che cosa comporterà come passaggio di mezzi l’apertura di questa nuova strada.
b. L’eventuale proposta di Referendum deve partire dalla gente, raccogliendo tra i cittadini le firme necessarie per la richiesta, facendo conoscere i reali problemi che ne potrebbero derivare rispetto all’abitabilità dei luoghi. Solo questo potrà garantire un possibile risultato positivo.
c. Le forze politiche, in particolare di opposizione, devono stare un passo indietro evitando che i cittadini possano presumere di essere strumentalizzati da questo o da quello.
d. Ogni Consigliere può presentare liberamente ordini del giorno e sa bene che l’odg può essere preventivamente condiviso con altri per valutare insieme l’utilità e le possibili conseguenze. Se questo non avviene penso che gli altri Consiglieri siano liberi di esprimere nel merito il proprio giudizio.

Concludendo. Sollecitazioni esterne anche nei riguardi dell’Opposizione sono graditissime e più che necessarie, ma, per favore, prima di dire quello che si pensa si abbia l’accortezza di pensare un po’ di più a quel che si sta per dire.
 
Di Redazione (del 13/07/2010 @ 10:24:58, in Politica locale, linkato 740 volte)
ANSA - Maxi blitz di carabinieri e polizia contro la 'ndrangheta: oltre 300 le persone arrestate in diverse parti d'Italia per vari reati. Si tratta, si apprende in ambienti investigativi, della più imponente operazione di questo tipo degli ultimi anni.
Nell'operazione, in corso dalle prime ore di questa mattina, sono impegnati 3.000 uomini dei carabinieri e della polizia di Stato. Le ordinanze di custodia cautelare sono in corso di esecuzione in Calabria e in diverse località dell'Italia settentrionale. Le accuse vanno dall'associazione di tipo mafioso al traffico di armi e stupefacenti, dall'omicidio all' estorsione, dall'usura ad altri gravi reati.
Nel corso della maxi-operazione contro la 'ndrangheta di carabinieri e polizia sono stati sottoposti a sequestro preventivo, riferiscono gli stessi investigatori, ''beni mobili e immobili per decine di milioni di euro''.
La maxi-operazione di carabinieri e polizia - scattata stanotte e denominata 'Il crimine' - ha colpito le più importanti e potenti famiglie della 'ndrangheta delle province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone, oltre alle loro proiezioni extraregionali ed estere.
Di fatto sono state ''destrutturate'', dicono gli inquirenti, le cosche egemoni nel capoluogo reggino, nella fascia ionica ed in quella tirrenica, tra cui i Pelle di San Luca, i Commisso di Siderno, gli Acquino-Coluccio ed i Mazzaferro di Gioiosa Ionica, i Pesce-Bellocco e gli Oppedisano di Rosarno, gli Alvaro di Sinopoli, i Longo di Polistena, gli Iamonte di Melito Porto Salvo.

INFILTRAZIONI IN ECONOMIA DEL NORD - Gli oltre 300 arresti compiuti da carabinieri e polizia contro la 'ndrangheta, riferiscono gli investigatori, scaturiscono da ''complesse indagini coordinate dalle procure distrettuali antimafia di Milano e Reggio Calabria'': indagini che ''hanno consentito di documentare la gestione delle attivita' illecite in Calabria e le infiltrazioni della 'ndrangheta nel nord Italia, dove stava estendendo i propri interessi illeciti in diversi settori economici''.

ARRESTATO DIRETTORE ASL PAVIA - Nella maxi operazione di carabinieri e polizia, coordinata dalle Dda di Milano e di Reggio Calabria, è stato arrestato per associazione mafiosa e corruzione il direttore dell'Asl di Pavia, Carlo Antonio Chiriaco. Nell'inchiesta, che ha accertato infiltrazioni della 'ndrangheta nel nord Italia, sono indagati anche l'assessore comunale di Pavia Pietro Trivi (per corruzione elettorale) e l'ex assessore provinciale milanese Antonio Oliviero (per corruzione e bancarotta). Tra gli indagati anche quattro carabinieri di Rho (Milano), uno dei quali per concorso esterno in associazione mafiosa.
 
da http://www.milanomafia.com
Milano, 2 luglio 2010 - Una maxioperazione da 250 uomini e 2 anni di lavoro in stile Siderno, o Locri. Non sono iperboli giornalistiche queste, ma le parole precise del procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini. “Bisogna mettersi in testa che un’operazione del genere poteva avvenire tranquillamente a San Luca.” Perché? “Abbiamo riscontrato il totale assoggettamento del tessuto sociale, degli imprenditori e dei commercianti coinvolti nelle estorsioni.” La maxioperazione ha infatti visto gli arresti per 15 appartenenti al clan dei Valle, legati a doppio filo alla ‘ndrina dei De Stefano, protagonista della faida degli anni Settanta con la potente famiglia Condello.
I capi di imputazione sono associazione mafiosa, usura, estorsione, intestazione fittizia di beni.
Una fortuna costruita dunque sull’usura. Centinaia gli imprenditori taglieggiati, per tassi di interesse che arrivavano al 20%, e somme prestate fino ai 250mila euro. Il patriarca, Francesco Valle, di 72 anni e i due figli Angela e Fortunato, di 46 e 47 anni, erano i vertici dell’organizzazione e, stando all’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip Gennari su richiesta del pm Bocassini, si occupavano di “erogare i prestiti in denaro alle vittime di usura, di concordare i tassi di interesse, di riscuotere gli interessi usurari attraverso attività di intimidazione, estorsive e violente; di effettuare gli investimenti in attività immobiliari, bar, ristoranti e di individuare i prestanome a cui intestare fittiziamente gli esercizi commerciali e le quote societarie.”
Insieme ai tre vertici sono stati arrestati Carmine Valle, Maria Valle, Francesco Lampada, Antonio Domenico Spagnuolo, Alessandro Spagnuolo, Giuseppe Tino, Adolfo Mandelli, Riccardo Cosenza, Bruno Antonio Saraceno, Maria Teresa Ferreri, Santo Pellicano e Giuliano Roncon.

E oltre agli arresti sono arrivati i sequestri di 138 immobili, conti correnti e società (i proventi delle estorsioni avevano consentito l’apertura di 15 società), beni per un valore di circa 8 milioni. Gli immobili sequestrati si trovano, oltre che a Milano, a Bareggio, a Cisliano, a Trezzano sul Naviglio, a Rho, a Settimo Milanese, a Como, a Cesano Boscone.
La base operativa era la villa bunker nominata “La Masseria”, dal nome del lussuoso ristorante con tanto di sito web, piscina e palme, situata in via per Cusago al 2, a Cisliano, piccolo paese nelle vicinanze di Milano.



Al di sopra del ristorante abitavano 6 membri del clan che sono stati arrestati. Luogo protetto da decine di telecamere, sensori e allarmi, oltre che cani da guardia, e una stanza di controllo monitorata 24 ore su 24 dai luogotenenti del boss Francesco Valle. Era nella “Masseria” che avvenivano i pestaggi agli imprenditori taglieggiati. “Punirne uno per educarne cento”, ha detto il pm Boccassini. Perché infatti gli uomini dei Valle convocavano molti estorti e ne pestavano uno, a dimostrazione. Questi alcuni stralci di intercettazioni contenuti nell’ordinanza, che con piacere pubblichiamo. “Come andiamo?” dice uno degli imprenditori al telefono con un altro. “Andiamo malissimo, Paolo! Come vuoi che andiamo?! Come vuoi che andiamo? C'ho ancora i segni addosso. Anzi, tra un po' ci saranno altri grossi casini!” E poi prosegue “Ho lasciato 250mila euro di debiti, pensa un po' te! 250 mila euro di debiti!” E ancora “Guarda, io non sto esagerando! Perché qualcuno lo sa già quello che sto dicendo. Ma io non so neanche se mi fanno fare natale!! Perché adesso sai quant'è passato? Un anno e tre mesi che io devo i soldi!” […] “Mi prenderanno la casa, tutto!! Già c'hanno il compromesso in mano! Non lo stanno usando, perché sono intelligenti! Però, fino a quando saranno intelligenti? Capito? Tutto regolare, eh! Compromesso già firmato, eccetera, no? Quello lo fanno figurare come anticipo versato, hai capito?”
Altra abitazione bunker, la villa privata del patriarca, a Bareggio in via Aosta, protetta anch’essa da telecamere e cani rotweiler. Ma l’immobile che invece veniva considerato la “cassaforte” del clan, dove venivano versati i proventi di tutte le attività di videopoker in cui anche – oltre alla ristorazione, locali, edilizia – venivano ripuliti i denari derivanti dalle estorsioni e dalle usure, e questo è situato in una zona semicentrale di Milano, in via Carlo Dolci, zona in cui anche avvenivano i taglieggiamenti.
Ma la cosa fondamentale la dice ancora il pm Boccassini, quando spiega che la ‘ndrina operava su base familiare, esattamente con le stesse metodologie della Casa madre calabra. “La cosa che deve fare riflettere” dice “è il completo controllo del territorio.” Anche la dottoressa Falcicchia della Squadra Mobile lo sottolinea, quando dice che nel territorio attorno al bunker c’era un vero e proprio appostamento di vedette che in un’occasione si sono spinte a inseguire l’auto del poliziotto in borghese fino al centro di Milano, per poi fermarlo e chiedergli il motivo per cui fosse passato più volte sotto “La Masseria”. “E’ preoccupante” conclude la Bocassini. “O si sta con lo Stato, o contro lo Stato. La procura sarà durissima. Nei casi borderline, dove non si capisce bene il ruolo delle vittime, la magistratura sarà molto rigida. Quando c'è connivenza la linea della Procura sarà durissima. Non si possono avere alibi.”
Delle centinaia di imprenditori lombardi esorti, infatti, neppure uno ha denunciato qualcosa. Le indagini sono state quindi ancora più difficili, potendosi basare esclusivamente sulle intercettazioni ambientali e telefoniche.

In manette sono finiti:

VALLE Francesco nato a Reggio Calabria il 27.09.1937

VALLE Fortunato, nato a Reggio Calabria il 6.7.1962

VALLE Angela, nata a Reggio Calabria il 10.5.1964

VALLE Carmine nato a Reggio Calabria il 16.11.1979

LAMPADA Francesco, nato a Reggio Calabria il 27.03.1977

SPAGNUOLO Antonio Domenico, nato a Carbone (PZ) il 07.07.1957

CUSENZA Riccardo, nato a San Giovanni Rotondo (FG) l’1.04.1969

SARACENO Bruno Antonio, nato a Rho il 06.05.1958

FERRERI Maria Teresa, nata a Troia (FG) il 25.08.1956

PELLICANO’ Santo nato a Vigevano il 14.05.1986

VALLE Maria, nata a Vigevano il 16.01.1986.

RONCON Giuliano, nato a Vigevano il 09.01.1977

SPAGNUOLO Alessandro, Vigevano il 02.07.1977

MANDELLI Adolfo, nato a Vimercate 6.03.1961

TINO Giuseppe nato a Roma il 17.09.1960
 
Di Redazione (del 01/07/2010 @ 09:44:33, in Politica locale, linkato 293 volte)
Mercoledí 30.06.2010 15:00
di Fabio Massa
Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in consiglio Comunale, è reduce da una serata molto intensa, nella quale "finalmente si è definito che sul Parco Sud non si costruisce", spiega ad Affaritaliani.it,in virtù del subemendamento presentato da Giuseppe Landonio. Ma annuncia anche che "voteremo comunque contro all'adozione". Poi lancia una proposta: "Non ci sono i tempi per l'approvazione, facciamo in modo che l'intesa raggiunta venga mantenuta da chi vincerà nel 2011".

Capogruppo Majorino, è soddisfatto?


Abbiamo smentito Podestà, c'è stato uno schiaffone politico. C'è stato un buon segnale. Finalmente c'è stata la capacità di dire con chiarezza una cosa che faccio fatica a immaginare come possa essere aggirata: e cioè che il Comune, nel momento in cui con gli altri enti definisce le scelte sul Parco Sud, per quello che riguarda tutto ciò che è dentro i propri confini, quindi terreni di propria proprietà ma anche terreni di privati, non prevede edificazioni.

L'assessore Carlo Masseroli che atteggiamento ha avuto in questo anno di discussione?
Masseroli parte spesso con un'impostazione ideologica molto differente dalla nostra. Ha reso residuale la funzione del pubblico e credo che abbia fatto male in modo pericolosamente ambiguo il piano di governo del territorio non definendo, come noi chiediamo, le modalità di effettiva applicazione dello strumento della perequazione. E' partito molto male ma...

Ma?
Ha mostrato sicuramente buonsenso nella discussione in questi mesi in consiglio. Non si è arroccato. A volte mi aspetterei e mi piacerebbe che ci fosse più coraggio da parte sua, ad esempio in questa vicenda del Parco Sud. Alcuni elementi di ambiguità su questo Pgt sono stati legati anche alla sua impostazione. Che poi sia una persona di grande intelligenza e - per quanto ne so - perbene, non significa che queste ambiguità non ci siano state. C'erano e ci sono punti radicalmente diversi sul piano di governo del territorio.

Quindi?
Quindi contrasteremo questo piano. Voteremo contro il Pgt.

E allora dove sta l'accordo tra maggioranza e opposizione?
Quale accordo? Noi voteremo contro all'adozione. Noi stiamo lavorando per migliorarlo al massimo, ma alla fine voteremo contro perchè non è cambiato come ci auguravamo. L'utilizzo della parola "accordo" è assolutamente improprio. E' un termine distorcente. L'unica cosa è che noi abbiamo ottenuto dei risultati facendo pressione, ostruzionismo, eliminando alcuni dei nostri emendamenti.

Questo è l'accordo.
Sì, è questo: noi lasciamo sul terreno alcuni emendamenti e otteniamo alcuni risultati. Ma non è che ci viene regalato qualcosa. Non ho in mente molte altre istituzioni dove l'opposizione fa sette mesi di ostruzionismo. Poi c'è la questione dei tempi...

Cioè?
Andiamo avanti con la discussione degli emendamenti. Ci vogliono ancora alcune sedute. L'adozione non la vedo dietro l'angolo. E devo dire che l'approvazione del Pgt per me ormai è impossibile. Siamo fuori tempo massimo. Anzi, mi auguro che le parti sulle quali centrodestra e centrosinistra sono arrivati a punti di compromesso – e questo è un appello che faccio esplicitamente – possano essere mantenuti anche nel 2011, chiunque vinca la contesa elettorale.
 
Di Redazione (del 27/06/2010 @ 15:41:52, in Politica locale, linkato 629 volte)
Ill.mo Signor
Dr. LORIS CEREDA
Sindaco di Buccinasco

Con riferimento alla determina n. 620 del 28.05.2010 a firma del responsabile di P.O. del Settore Territorio e Ambiente arch. Gregoria Stano con oggetto: Rettifica affidamento manutenzioni aree verdi naturalistiche e pulizie parchi e rogge anno 2010 – Cooperativa A.S.P. Alleanza Sociale Protagonista:
• considerate le contestazioni mosse dalla firmataria alla sopradetta Cooperativa in ordine alle attività affidate e non eseguite o molto “parzialmente eseguite” come si evince dalle diverse sollecitazioni e richiami a cura del Servizio Ecologia richiamati nel corpo della stessa determina;
• visto che il Servizio Ragioneria ha liquidato n. 2 documenti contabili emessi dalla Cooperativa menzionata e più precisamente la fattura n. 1 del 02.04.10 per un importo pari ad € 10.848,00 per le attività svolte per il mese di marzo 2010 e la nota n. 2 del 30.04.10 pari ad € 16.299,60 per le attività svolte nel mese di aprile 2010;
• preso atto che entrambi i documenti sono stati inviati per la liquidazione debitamente vistati dalla medesima P.O. che ha elevato le contestazioni a fronte delle quali si è provveduto ad affidare i lavori in questione ad altro operatore;

il sottoscritti Consiglieri Comunali interpellano urgentemente la S.V. per sapere

a) se non rileva del tutto contraddittorie le affermazioni molto perentorie contenute in determina con gli importi effettivamente liquidati;
b) con quali modalità si è proceduto alla quantificazione dell’onere a carico del Comune;
c) quali iniziative intende assumere nei confronti di quanti sono eventualmente intervenuti nel procedimento nel caso di appurato errore tra contenuto della determina e conseguente liquidazione.

Certo di una risposta scritta ed orale nel primo Consiglio Comunale in calendario, si ringrazia per la cortese attenzione.

I Consiglieri del Partito Democratico
Giambattista Maiorano
Claudio Pansini

Buccinasco, 22 giugno 2010
 
Di Redazione (del 27/06/2010 @ 15:36:09, in Politica locale, linkato 390 volte)
COMUNE DI BUCCINASCO
ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO COMUNALE

IL CONSIGLIO COMUNALE DI BUCCINASCO, PREMESSO CHE,
Il Sindaco ha inviato a tutti i Consiglieri comunali ed Assessori una relazione del Consiglio direttivo nazionale dell’ANCI;

Il Parlamento sta per deliberare una manovra finanziaria che attuerà pesanti tagli economici agli Enti Locali ed in particolare ai Comuni (anche a quelli economicamente virtuosi), con un taglio del 10% allo stipendio dello stesso Sindaco e un’irrisoria retribuzione forfettaria dei Consiglieri comunali in carica;

Il Comune di Buccinasco ha un pesante passivo economico in “parte corrente” che difficilmente, in questa situazione congiunturale, è sanabile.

Che in questo periodo di crisi economica bisogna ridurre soprattutto le spese superflue della politica;

Che gli Assessori della Giunta di Buccinasco sono 8 (otto), tutti retribuiti mediamente per la cifra di 1.100 euro mensili per 12 mensilità;

Che non tutte le deleghe hanno un’importanza fondamentale per il benessere dei Cittadini e non tutti gli Assessori hanno dimostrato risultati apprezzabili nel tempo, in particolare le deleghe degli Assessori: Maiolo e Cervari

Che dal 2012 la legge prevede una riduzione degli Assessori da 8 a 6 (Sindaco compreso);

IL CONSIGLIO COMUNALE DI BUCCINASCO
vista la proposta di deliberazione posta all’ordine del giorno;

D E L I B E R A
di invitare il Sindaco a una riduzione, da subito, di due unità alla Giunta, apportando un risparmio di oltre 26.000 euro all’anno alle casse comunali per gli anni 2010, 2011 e 2012 fino a nuove elezioni comunali. Destinando questi risparmi alla spesa corrente ed in particolare ai servizi sociali e alla scuola pubblica.

Buccinasco, 23 giugno 2010

I gruppi di opposizione
Partito Democratico
Rifondazione Comunista
Uniti per Buccinasco (Verdi + Italia dei Valori)
 
http://www.affaritaliani.it, Martedí 22.06.2010
L'ex sindaco di Trezzano sul Naviglio in quota al Pd, Tiziano Butturini, ha patteggiato 2 anni e 5 mesi di reclusione l'accusa di corruzione che lo scorso febbraio gli era costata l'arresto e ha risarcito 10mila euro alla Tasm. Il patteggiamento è stato accolto dal giudice per l'udienza preliminare Andrea Salemme, che ha inoltre ratificato il patteggiamento a 2 anni e 8 mesi di carcere del consigliere comunale del Pdl Michele Iannuzzi e ha condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione con rito abbreviato il vice presidente della società Kreiamo spa, Andrea Madaffari, pure accusati di corruzione.
Iannuzzi - fino al giugno 2005 assessore ai Lavori pubblici ed ecologia di Trezzano, in passato componente della Commissione Edilizia e del cda di Tasm spa (azienda pubblica che si occupa della tutela e della gestione di risorse idriche) - non solo risponde di aver concorso nella corruzione dell'ex sindaco, ma di essere stato lui stesso corrotto in più occasioni per favorire la società immobiliare Kreiamo di Alfredo Iorio. Nel 2008 avrebbe ricevuto 9mila euro e gliene sarebbero stati promessi altri 200mila euro perchá garantisse in particolare l'approvazione di un programma integrato di intervento nell'area di via Brunelleschi e poi di via Treves a Trezzano.
Il procedimento è uno sviluppo delle indagini condotte dal procuratore aggiunto della Dda, Ilda Boccassini, e dai pubblici ministeri Alessandra Dolci, Mario Venditti e Paolo Storari che il 3 novembre avevano portato all'esecuzione di 17 ordinanze di custodia cautelare insieme al sequestro di beni immobiliari e quote societarie a carico di affiliati al clan Barbaro-Papalia e di persone e società ad esso contigue.
All'epoca erano già stati arrestati per corruzione e falso Iorio e Madaffari e quest'ultimo rispondeva anche di associazione di tipo mafioso. Il 22 febbraio Madaffari era stato colpito da una nuova misura per corruzione insieme ai due politici e a un geometra comunale. Per tutti e quattro era stato poi disposto il processo con giudizio immediato, ma gli odierni imputati hanno poi chiesto di accedere a riti alternativi.
Dei tre, solo Iannuzzi due mesi fa aveva ottenuto la conversione della misura di custodia cautelare in carcere in quella degli arresti domiciliari. Oggi il GUP ha concesso i domiciliari anche a Butturini, mentre ha rigettato un'analoga istanza proposta dai difensori di Madaffari. Per Madaffari e altri imputati si aprirà il 30 giugno l'udienza preliminare per associazione di stampo mafioso.
"Tiziano Butturini ha costantemente negato di aver ricevuto denaro da Alfredo Iorio e ha respinto totalmente qualsiasi rapporto o relazione, personale e non, con ambiti di criminalità organizzata legati in particolare alla 'ndrangheta". Lo affermano in una nota i legali dell'ex sindaco di Trezzano sul Naviglio in quota al Pd, che oggi ha patteggiato 2 anni e 5 mesi di reclusione l'accusa di corruzione.
Secondo i legali Butturini, sentito solo in occasione dell'interrogatorio di garanzia dopo l'arresto di febbraio, "ha, altresì, escluso di essere intervenuto, direttamente o indirettamente, presso la moglie, ex sindaco di Trezzano sul Naviglio, per chiedere di favorire gli affari di chicchessia".
 
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