\\ Home Page : Articolo
BOLIVIA, COCHABAMBA: LA GUERRA DELL'ACQUA
Di David (del 17/04/2010 @ 16:25:35, in Politica internazionale, linkato 2202 volte)
Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa Condividi Condividi
 
TrackBack Url: (I TrackBack sono moderati)
http://www.pdbuccinasco.it/dblog/tb.asp?id=841
 
# 1
Cochabamba: Cronologia della guerra dell’acqua

Settembre 1999: la multinazionale statunitense Becthel e l’italiana Edison danno vita assieme ad altre imprese private - tra cui la ABENGOA S.A - ad un consorzio chiamato “Aguas del Tunari”, che firma con il governo municipale di Cochabamba un contratto di concessione della durata di 30 anni. Il consorzio viene registrato in Olanda.
Novembre 1999: il governo boliviano, dopo aver privatizzato l’educazione, la sanità e le telecomunicazioni, privatizza l’acqua attraverso la legge 2029.
4 novembre 1999: la Fedecor - Federazione Dipartimentale degli Irrigatori di Cochabamba - convoca un blocco stradale di 24 ore per protestare contro la legge 2029. Nonostante gli interventi della polizia la gente non abbandona le strade. Per mettere fine al blocco il Ministro dell’acqua è costretto a dichiarare che il contratto con Aguas del Tunari non colpirà le risorse idriche dei “regantes”, i contadini che gestiscono autonomamente e secondo le millenarie tradizioni andine, le fonti di acqua dei loro territori.
Novembre 1999: l’accordo governo-regantes non viene ufficialmente riconosciuto. Di conseguenza la Fedecor convoca una riunione con altri movimenti di Cochabamba. Dal coordinamento delle azioni di opposizione nasce la “Coordinadora de defensa del agua y la vida” -Coordinamento per la difesa dell’acqua e della vita, costituita da sindacati, contadini, ecologisti, operai, studenti e gente comune, che assume come impegno centrale quello di impedire la privatizzazione dell’acqua nella città di Cochabamba.
10 gennaio 2000: la Coordinadora presenta un “Manifesto” che individua e spiega i principi e le linee della lotta per l’acqua.
Gennaio 2000: viene organizzato un primo blocco stradale a Cochabamba. Di fronte alle manifestazioni, diversi ministri del governo si recano a Cochabamba, cercando una mediazione e giungendo ad un debole accordo per la valutazione del contratto con Aguas del Tunari che non porta ad alcuna soluzione del conflitto.
Febbraio 2000: la Coordinadora convoca una grande manifestazione pacifica a Cochabamaba per chiedere nuovamente la revisione del contratto con Aguas del Tunari. Il governo risponde con violente misure repressive contro la popolazione.
Marzo 2000: la Coordinadora convoca una consulta popolare, alla quale partecipeno oltre 50 mila persone. Il 98% degli intervenuti chiede l’espulsione di Aguas del Tunari di Cochabamba. La consulta non viene riconosciuta valida e i risultati non vengono tenuti in considerazione dal governo.
4-10 aprile 2000: di fronte all’indifferenza del governo oltre 600 mila persone scendono nuovamente per le strade.Le manifestazioni durano giorni e vengono fortemente represse dal governo, dando il via ad una dura battaglia, nota come la “guerra dell’acqua”, che termina col triste bilancio di decine di feriti e cinque morti. Il primo a essere ucciso il 9 aprile dai cecchini dell’esercito è il giovane Victor Hugo Daza, di 17 anni. È la prima vittima della guerra dell’acqua. Alla fine saranno cinque i morti e diverse centinaia i feriti. I dirigenti della Coordinadora vengono arrestati durante le trattative con il governo, rinchiusi in una prigione al confine con il Brasile e accusati dal ministro dell’interno di finanziarsi con il narcotraffico.
10 aprile 2000: la forza della sollevazione popolare è tale da costringere il governo ad abolire la legge 2029 sull’acqua potabile e sulle reti fognarie che aveva dato il via libera alle privatizzazioni, e a pubblicizzare nuovamente il servizio idrico, interrompendo il contratto con la multinazionale Bechtel. Viene accettata la proposta popolare di restituire la gestione delle risorse idriche alla SEMAPA - Servizio municipale di acqua potabile di Cochabamba - con una struttura amministrativa composta da rappresentanti del comune, dei sindacati e delle associazioni di quartiere. Per due anni, fino al 2002, la Coordinadora assume la presidenza dell’impresa.
2002: in seguito all’espulsione di Aguas del Tunari, le multinazionali Bechtel, Edison e Abengoa, attraverso il CIADI – il centro internazionale interno alla Banca Mondiale per la risoluzione delle controversie relative agli investimenti – chiedono al governo un risarcimento per il mancato lucro di oltre 25 milioni di dollari.
Marzo 2003: l’associazione A Sud organizza in Bolivia, insieme ad altre associazioni, parlamentari organizzazioni non governative e movimenti sociali italiani, la “carovana andina per la pace”. La carovana riunisce associazioni e movimenti della società civile italiana, organizzazioni non governative e parlamentari italiani con l’obiettivo di raccogliere le testimonianze dei protagonisti della guerra dell’acqua nella città di Cochabamba e portare la solidarietà alle lotte sociali boliviane, in particolare ai cocaleros guidati da Evo Morales della regione militarizzata del Chapare.
Ottobre 2005: parte la campagna internazionale per chiedere l’abolizione del CIADI e per il non pagamento dell’indennizzo richiesto dalle multinazionali per il mancato lucro di 25 milioni di dollari.
Novembre 2005: in seguito ad azioni dimostrative congiunte da parte dei movimenti sociali boliviani, italiani e spagnoli, le multinazionali del consorzio Aguas del Tunari iniziano le trattative con il nuovo governo boliviano per ritirare la richiesta di risarcimento avanzata presso il CIADI per il mancato guadagno.
Aprile 2006: parte a Cochabamba un progetto di cooperazione promosso dall’associazione di A Sud e finanziato dall’AATO della Provincia di Venezia attraverso la tassazione di un centesimo per ogni metro cubo d’acqua consumato dai cittadini della provincia di Venezia. Il progetto, completamente innovativo nelle sue forme e per le sue modalità, vede protagoniste le forze sociali della Guerra dell’acqua ed è volto a rafforzare la gestione pubblica e partecipata del bene acqua attraverso la costruzione e l’autogestione da parte delle comunità del sistema igienico-sanitario.
Di  Redazione  (inviato il 17/04/2010 @ 16:30:28)
Anti-Spam: digita i numeri CAPTCHA Carica un nuovo codice
Testo (max 1000 caratteri)
Nome
Link (Visibile nel Blog)

Email (Visibile solo dall'amministratore)

Salva i miei dati per futuri commenti
Ricevi in email la notifica di nuovi commenti

I commenti sono moderati. Il tuo commento sarà visibile solo quando approvato.
Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.