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CEREDA E IL NUOVO PGT: OVVERO UN PESSIMO INIZIO
Di Redazione (del 11/01/2010 @ 17:50:29, in Politica locale, linkato 264 volte)
di Giambattista MaioranoIl 2010 non inizia nel modo migliore per il nuovo PGT (Piano di Governo del Territorio) che la Giunta Cereda e la maggioranza di Centro-destra intendono proporre per lo sviluppo e il futuro assetto urbanistico di Buccinasco.
Il fatto che vado a commentare potrà sembrare ad alcuni piccola cosa, questione non rilevante rispetto all’entità della questione reale (il PGT), ma è comunque emblematico perché manifesta uno stile, una mentalità.
Non pago delle figuracce incorse con l’annullamento del precedente PGT, il Sindaco sul blog del sito del Comune risponde con strafottenza a un cittadino che chiedeva l’opportunità di discutere pubblicamente il nuovo progetto in modo da capire e avanzare eventuali ipotesi, idee, proposte.
Non si permetta mai più signor Luis (questo il nickname del malcapitato richiedente nel blog comunale) di fare paragoni con il passato. Né lui né altri richiamino quei vecchi e superati strumenti come incontri con la popolazione, tavoli tematici ed assemblee di quartiere. Non servono a nulla se non a ingenerare equivoci, distillare demagogia pura, organizzare interessi particolaristici. Parola di Cereda.
E perché mai poi discutere con chi dimostra di avere poche idee e soprattutto confuse? E così, in quattro e quattr’otto, è sistemato Luis e quanti come lui hanno richieste così balzane. Bravo, signor Sindaco, non perdere tempo. Il tuo compito è altro: è applicare la legge.
Già, la legge! Peccato che la legge non definisca metri cubi, non indichi come e dove realizzare servizi, non dia indicazioni sul bene comune della la città. Certo la legge richiede prassi e modalità da rispettare, ma non genera idee, non formula proposte, non garantisce spazi e collocazioni logistiche, non vincola a parametri rigidi, non stabilisce la fruizione del verde per abitante, non …, si potrebbe andare avanti all’infinito.
Insomma la legge, correttamente, non prevede i bisogni dei cittadini; e meno male, ci manca solo che lo Stato per legge definisca le esigenze dei cittadini.
La Legge, le procedure, ecco il paravento dietro cui ripararsi per non mettersi in discussione, per stroncare qualsiasi richiesta di condivisione, per non ascoltare, per non prendere in considerazione chi umilmente tenta di farsi ascoltare, di fare sentire la propria voce.
C’è il Consiglio Comunale, dice il Sindaco; i suoi atti sono pubblici e l’Amministrazione è la migliore e la più trasparente di quelle succedutesi fino ad ora. Bhà, se lo dice lui …!
PGT? Chiunque lo desidera può mandare il suo contributo, scrivere un bel tema di fantasia. L’importante che sia succinto, sintetico, possibilmente nudo e comunque non superiore alla quarantina di righe, inoltrarlo al protocollo e poi … vedrai che vedremo. Già, vedrai che vedremo! È questo purtroppo il modo di relazionarsi ai cittadini del nostro amato Sindaco. Non soggetti di diritti, non persone pensanti, non portatori di idee. No, ignoranti, scarsi, confusi, rompi palle. Mi avete votato, adesso basta, non rompete le scatole, ci penso io a governare la città, lo so io qual è il bene della città.
Il sapere, la conoscenza, le competenze sono patrimonio esclusivo evidentemente di una parte, anzi neppure di tutta, ma solo di una ristretta cerchia illuminata dall’unico faro: lui, il Sindaco, con tutta la sua presunzione di manager prestato alla politica.
Straordinariamente comica, o forse tragica, l’affermazione ad effetto buttata lì per stroncare le velleità di Luis: «pensa [signor Luis] che con gli enormi interessi in gioco i “poteri forti” farebbero molta fatica a costituire un "comitato di cittadini indipendenti" che condizionerebbe le scelte a loro favore?». Sì, il nostro sindaco crede proprio che i cittadini siano scemi, crede che i cittadini non sappiano che lui i poteri forti li riceve, ci parla, e certamente li ascolta attentamente, altrimenti... Gli altri, la gente normale, no. Zitto, mosca e pedala.
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Spero che non pensi veramente che faccia parte della categoria dei " malcapitati ", intesa come tappeti da battere. Se pensa questo, allora lei è capitato proprio male. Dica al sindaco quello che pensa lei del sindaco col suo modo di dire e col suo tono e lasci perdere l'uso del mio pseudonimo per apparire difensore di non so cosa. Non si preoccupi, non l'ho chiesto. Ognuno usi il battipanno o il bastone virtuale come meglio crede scegliendo bene l'avversario, non le pare?
Di
luis
(inviato il 13/01/2010 @ 20:01:09)
Signor Luis,
ho letto anch’io il “dialogo” che lei ha intrattenuto con il signor Cereda sul sito del comune e ho avuto la stessa sgradevole impressione avuta da Maiorano. Intanto non so che cosa lei associ alla parola malcapitato ma ho l’impressione che abbia frainteso. La parola malcapitato significa: «chi sopraggiungendo per caso in un momento inopportuno, viene a trovarsi, suo malgrado, in una situazione difficile o scabrosa». (Tullio De Mauro, Dizionario della lingua italiana Paravia).
Riflettendo su queste definizione si può osservare che lei certamente non è capitato “per caso”, lì dove è capitato. C’è andato apposta. “Inopportuno” poi non è stato certamente il suo gesto, entrare nel blog e porre una domanda legittima, direi perfino legittimata dalle norme della legge regionale lombarda n° 12 del 2005. E immagino certamente che lei non l’abbia vissuto così.
Tuttavia mi pare sia evidentissimo dal tono delle risposte che ha ottenuto che il suo interlocutore abbia ritenuto inopportuna la sua richiesta (direi anche impertinente), e che ancor più inopportuna abbia ritenuto le sue ulteriori riflessioni tanta da arrivare a dirle, mi corregga se sbaglio, che lei è un ignorante e che in qualche modo non sapeva bene quello che stava dicendo. Per restare al paragone con la definizione del dizionario forse lei non si è trovato in una situazione difficile, né in una situazione scabrosa, ma probabilmente un po’ imbarazzante sì e certissimamente non per colpa sua.
Su questo fatto, un fatto pubblico, avvenuto in una pubblica piazza virtuale, mi consenta, e anzi ci consenta, come politici e anche soprattutto come cittadini di esprimere una nostra opinione. Mi pare che lei abbia vissuto il commento di Maiorano come la strumentalizzazione politica di un suo caso personale. Ma mi creda, non è così. Il fatto è che il suo caso personale è anche per sua natura politico e proprio per questo è doveroso commentarlo.
Tralascio la sgradevolezza del tono dal quale emergeva un fastidio che denuncia una competenza politica primitiva, per concentrarmi invece sulla questione essenziale. I più autorevoli esperti in diritto amministrativo sostengono che l’anima della legge regionale lombarda n.12 dell’11 marzo 2005 è costituita dai seguenti principi: la partecipazione dei cittadini; la compensazione; la perequazione; l’incentivazione urbanistica. In primo luogo, come lei può osservare, il primo punto è la condivisione del piano con i cittadini, l’ascolto. In secondo luogo, per di più, a ben vedere, anche gli altri tre punti (per brevità non argomento la tesi) hanno a che fare con il consenso e la condivisione del piano con la cittadinanza. Se questo è vero, però, signor Luis, allora è dimostrato che l’ignorante non è certamente lei, che anzi ha richiamato l’anima della legge, ma l’ignorante è l’assessore all’urbanista ad oggi in carica.
ho letto anch’io il “dialogo” che lei ha intrattenuto con il signor Cereda sul sito del comune e ho avuto la stessa sgradevole impressione avuta da Maiorano. Intanto non so che cosa lei associ alla parola malcapitato ma ho l’impressione che abbia frainteso. La parola malcapitato significa: «chi sopraggiungendo per caso in un momento inopportuno, viene a trovarsi, suo malgrado, in una situazione difficile o scabrosa». (Tullio De Mauro, Dizionario della lingua italiana Paravia).
Riflettendo su queste definizione si può osservare che lei certamente non è capitato “per caso”, lì dove è capitato. C’è andato apposta. “Inopportuno” poi non è stato certamente il suo gesto, entrare nel blog e porre una domanda legittima, direi perfino legittimata dalle norme della legge regionale lombarda n° 12 del 2005. E immagino certamente che lei non l’abbia vissuto così.
Tuttavia mi pare sia evidentissimo dal tono delle risposte che ha ottenuto che il suo interlocutore abbia ritenuto inopportuna la sua richiesta (direi anche impertinente), e che ancor più inopportuna abbia ritenuto le sue ulteriori riflessioni tanta da arrivare a dirle, mi corregga se sbaglio, che lei è un ignorante e che in qualche modo non sapeva bene quello che stava dicendo. Per restare al paragone con la definizione del dizionario forse lei non si è trovato in una situazione difficile, né in una situazione scabrosa, ma probabilmente un po’ imbarazzante sì e certissimamente non per colpa sua.
Su questo fatto, un fatto pubblico, avvenuto in una pubblica piazza virtuale, mi consenta, e anzi ci consenta, come politici e anche soprattutto come cittadini di esprimere una nostra opinione. Mi pare che lei abbia vissuto il commento di Maiorano come la strumentalizzazione politica di un suo caso personale. Ma mi creda, non è così. Il fatto è che il suo caso personale è anche per sua natura politico e proprio per questo è doveroso commentarlo.
Tralascio la sgradevolezza del tono dal quale emergeva un fastidio che denuncia una competenza politica primitiva, per concentrarmi invece sulla questione essenziale. I più autorevoli esperti in diritto amministrativo sostengono che l’anima della legge regionale lombarda n.12 dell’11 marzo 2005 è costituita dai seguenti principi: la partecipazione dei cittadini; la compensazione; la perequazione; l’incentivazione urbanistica. In primo luogo, come lei può osservare, il primo punto è la condivisione del piano con i cittadini, l’ascolto. In secondo luogo, per di più, a ben vedere, anche gli altri tre punti (per brevità non argomento la tesi) hanno a che fare con il consenso e la condivisione del piano con la cittadinanza. Se questo è vero, però, signor Luis, allora è dimostrato che l’ignorante non è certamente lei, che anzi ha richiamato l’anima della legge, ma l’ignorante è l’assessore all’urbanista ad oggi in carica.
Di
David Arboit
(inviato il 14/01/2010 @ 15:16:12)
Giusto per chiudere: senza nulla togliere al diritto di ognuno a esprimere la propria su qualsiasi cosa, l'articolo 21 della Costituzione lo garantisce, lei ha centrato bene tutto, per questo non accetto che mi si dia del mal-capitato o che sono capitato male a parlare con quel sindaco in una piazza virtuale: volevo dire esattamente quello che ho detto e l'ho detto e quel sindaco è apparso per quello che è.
Anch'io ho letto il mio veccio Sansoni, Rizzoli editore del '78, pensi un pò,
e dice esattamente la stessa cosa che dice il suo dizionario, e quindi siccome concordiamo sulla sostanza, il termine malcapitato è mal posto e mal citato.
Da ultimo e chiudo veramente: lei và oltre attribuendo al mio dire una sgradevolezza del tono e un fastidio ricavandone un'incopetenza politica politica primitiva, dicendo di voler tralasciare, però lo dice lo stesso, non l' accetto. Lei pensa che la lettura di alcune leggi o di qualche libro in più possa darle adito ad esprimere giudizi un pò avventati come ha fatto nel suo commento?
Guardi Arboit, io non ho lauree da far valere, ma in 40 anni di militanza politico-sindacale ho maturato alcune idee su come dovrebbe essere il mondo, e se dovessi esprimere io dei giudizi sulla cultura politica di tanti dirigenti, voglio tenerla fuori, credo proprio che si riempirebbero diverse discariche.Andiamo avanti. Per cui visto che sulla sostanza, che è quella che mi interessa di più di questi commenti, siamo d'accordo, ritengo mal espresso quel giudizio, e mal citato. Spero d'incontrarla un giorno o l'altro e magari qualche chiarimento riusciamo anche farlo. Luis.
Anch'io ho letto il mio veccio Sansoni, Rizzoli editore del '78, pensi un pò,
e dice esattamente la stessa cosa che dice il suo dizionario, e quindi siccome concordiamo sulla sostanza, il termine malcapitato è mal posto e mal citato.
Da ultimo e chiudo veramente: lei và oltre attribuendo al mio dire una sgradevolezza del tono e un fastidio ricavandone un'incopetenza politica politica primitiva, dicendo di voler tralasciare, però lo dice lo stesso, non l' accetto. Lei pensa che la lettura di alcune leggi o di qualche libro in più possa darle adito ad esprimere giudizi un pò avventati come ha fatto nel suo commento?
Guardi Arboit, io non ho lauree da far valere, ma in 40 anni di militanza politico-sindacale ho maturato alcune idee su come dovrebbe essere il mondo, e se dovessi esprimere io dei giudizi sulla cultura politica di tanti dirigenti, voglio tenerla fuori, credo proprio che si riempirebbero diverse discariche.Andiamo avanti. Per cui visto che sulla sostanza, che è quella che mi interessa di più di questi commenti, siamo d'accordo, ritengo mal espresso quel giudizio, e mal citato. Spero d'incontrarla un giorno o l'altro e magari qualche chiarimento riusciamo anche farlo. Luis.
Di
Luis
(inviato il 19/01/2010 @ 15:46:43)
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L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.
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