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CHISSà SE IL RIPOSO ESTIVO, COME LA NOTTE, HA PORTATO BUONI CONSIGLI
Di David (del 17/09/2009 @ 22:42:42, in Politica locale, linkato 2748 volte)
di Giambattista Maiorano
Lentamente sta riprendendo la vita politica cittadina dopo la lunga pausa estiva. Chissà se il riposo, come la notte, ha prodotto buoni �consigli�. Dal palazzo comunale emergono strane voci. Qualcuno ha visto voli di �colombe�. Cosa questo voglia dire, dopo il duro muro contro muro degli ultimi mesi, è tutto da scoprire. Qualcosa è tuttavia successo. Ma una rondine non fa primavera. Qualche bene introdotto consiglia alla minoranza di verificare e, se il caso, riprendere se non un dialogo (termine troppo impegnativo), almeno un confronto meno aspro anche in considerazione dei problemi reali da affrontare e risolvere sempre più spesso figli di scelte demagogiche operate dal governo centrale e di improvvisazione locale.
Non è nostra intenzione rifiutare l�opportunità. C�è una strada per recuperare il tempo perduto ed un rapporto che può essere più produttivo per tutti e quindi per la città.
Se si è convinti di voler imboccare una strada nuova, è prioritariamente necessario chiudere con un recente passato caratterizzato da offese e da accuse pretestuose ed infamanti. È necessario perciò fare ammenda di chiacchiere e dicerie fatte passare per vere e restituire dignità ai membri della precedente Giunta additati come �ladri� avendo occultato, si è sostenuto, ben un milione di oneri di urbanizzazione relativi a Buccinasco Più. Sarà bene chiedere scusa per interpretazioni tanto assurde quanto faziose che hanno trasformato l�ex Sindaco da vittima a più o meno cosciente collaboratore della �ndrangheta. Sarà opportuno che, sforzandosi di voler fare di Buccinasco una realtà viva e sana, non si neghi una storia costellata purtroppo dalla presenza non marginale della malavita organizzata e la possibilità che questa si presenti sotto altre vesti. Sarà bene essere quindi tutti vigili e tentare seriamente di condividere il concetto di legalità che non può essere di parte. Sarà bene trovare strumenti per la salvaguardia e la sicurezza dei cittadini rispettando ruoli e funzioni delle forze dell�ordine anche attraverso il ripristino dell'accordo di collaborazione tra comuni confinanti. Sarà bene verificare lo sviluppo urbanistico non solo cercando spazi ed opportunità per Expo 2015, ma anche stando molto attenti alla frenesia del costruire e ai relativi progetti speculativi. Sarà bene impostare in modo equilibrato uno sviluppo edilizio che permetta ai nostri figli di non voler emigrare senza che questo diventi un alibi per fare scempio del territorio.
Corretto sarebbe, fosse proprio il Sindaco a mostrare seria volontà di voltare pagina. Troppo spesso ci è apparso che, anziché fare il pompiere e sforzarsi di essere il Sindaco di tutti, Loris Cereda abbia impugnato la scimitarra menando fendenti a destra e a manca qualificandosi primo tra i falchi.
Ciò che chiediamo è non dilettarsi a fare polpette della nostra credibilità ed onestà intellettuale e politica ritenendoci ingenui. Non ci si chieda, per esempio, di consigliare e lavorare per il ritiro di denunce presentate da vari soggetti nei confronti delle diffamazioni dispensate negli ultimi tempi da questa Amministrazione.
Non ci si chieda poi di cambiare opinione su taluni personaggi. Tante volte lo abbiamo affermato: non spetta a noi pronunciare sentenze. Per questo c�è la magistratura inquirente e giudicante. Resta in ogni caso per noi immutato il convincimento di inopportunità circa la presenza di Gigi Iocca in Consiglio Comunale. Non può essere una comunicazione dell�avvocato di parte sullo �stralcio� da quel �procedimento� ad indurci a cambiare opinione. Stralcio, infatti, non significa remissione da un�eventuale ipotesi di reato e tanto meno archiviazione. Abbiamo apprezzato il gesto della �sospensione� dal Consiglio Comunale (strumento giuridicamente e politicamente inesistente e tuttavia di buon senso, in quanto segno di attenzione e rispetto per le istituzioni dello stato). Prendiamo atto di una ventilata ipotesi di sospensione della sospensione. Ma con altrettanta franchezza non ci sentiamo di giustificare, almeno dal punto di vista etico-politico, chi, forse per dabbenaggine, forse per indifferenza, forse per ignoranza e forse anche per altre ragioni, dai documenti della Procura è risultato essere frequentatore di qualche personaggio non solo chiacchierato, ma arrestato dalle forze del�ordine. Non è il caso di invocare vecchi e saggi proverbi. È certamente però il caso di richiamare con forza gli amministratori pubblici, tutti di ogni risma e parte, a quanto diceva Borsellino circa la non indifferenza rispetto a chi ci si accompagna.
Avvertiamo qualche sintomo oltre le voci. La vicenda del consigliere comunale Rapetti va in questa direzione, mette in crisi una concezione di governo, esprime delusione per il mancato coinvolgimento nelle decisioni, fa piazza pulita di affermazioni false e fantasiose.
Vogliamo cominciare da qui? Bene, la porta è aperta, siamo disposti a parlarne, a giocare a carte scoperte, consapevoli dei nostri limiti e della nostra non onnipotenza. Consapevoli altrettanto che limiti e non onnipotenza sono presenti ugualmente dall�altra parte a meno che non ci si immagini, contaminati dalle stesse virtù �divine� dell�uomo della provvidenza.
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# 1
«L'equivoco su cui spesso si gioca è questo, – ha affermato Paolo Borsellino durante una conferenza il 26 gennaio 1989 – si dice: quel politico era vicino a un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con l'organizzazione mafiosa, però la magistratura non l'ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. Eh no! Questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale. Può dire che ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire che quest'uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, cioè le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, cioè i consigli comunali, o quello che sia, dovevano già trarre le dovute conseguenze da queste vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato, ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica».
Di  Redazione  (inviato il 17/09/2009 @ 22:47:32)
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