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DUBBI E CERTEZZE SUI CONSIGLIERI COMUNALI DI BUCCINASCO
Di Redazione (del 29/05/2009 @ 06:00:00, in Politica locale, linkato 1639 volte)
di David Arboit
«Ho ribadito al Prefetto che ritengo assolutamente improbabili condizionamenti della nostra azione amministrativa da parte della criminalità organizzata». Con queste parole molto chiare e direi anche molto precise Loris Cereda – il 22 maggio – commenta la vicenda degli arresti del 19 maggio, la questione dell’amicizia fra il Consigliere Luigi Iocca e Antonio Pangallo, e l’autosospensione – 21 maggio – del Consigliere (vedi www.giornalelibero.com).
A chi cerca di argomentare in un suo scritto che ci troviamo di fronte a un fatto di grande gravità, a una perquisizione, e che forse occorrerebbe maggiore prudenza dice «Nemmeno un piccolo, piccolissimo riferimento ad un dettaglio che Maiorano giudica insignificante: gli inquirenti hanno dichiarato che Iocca è estraneo ai fatti attribuitigli». (Vedi blog comunale).
A chi gli richiama la lettura dei giornali per sottolineare ancora una volta la gravità della situazione risponde «E poi, dato che la posizione del Consigliere del PDL è risultata estranea all'operazione, non sarebbe il caso di capire bene a cosa fa riferimento il Dr. Messina prima di trarre giudizi sommari?». Riaffermando insomma le sue incrollabili certezze invita a una più approfondita interpretazione delle parole del capo della mobile di Milano (Messina) parole quindi che a lui evidentemente sembrano allusive, un rompicapo indecifrabile, quasi enigmatiche se non tremendamente oscure. (Vedi blog comunale).
A chi osa contraddirlo e persevera a esercitare il suo spirito critico gettando l’ombra del dubbio sulle certezze del signor Cereda grida a piena voce «Purtroppo lei sta dalla parte di chi a Buccinasco usa insulto e bugia con precisione chirurgica per demonizzare l'avversario politico».
Ma su questa serie di certezze proprio lui, il signor Cereda, in segreto, fuori dai clamori, dalle urla e dagli insulti della campagna elettorale, lui stesso getta l’ombra pesantissima di un dubbio. La getta con un fatto, non a parole, la getta con una delibera di Giunta. Leggiamola insieme, depurata degli orpelli formali (la trovate comunque integrale in fondo alla pagina).
Su proposta del Sindaco
Preso atto delle dichiarazioni rese in tale circostanza dal Capo della Mobile Francesco Messina, secondo cui dalle indagini svolte e dagli elementi informativi acquisiti dagli organi inquirenti è emersa l'ipotesi della sussistenza di un possibile collegamento – ancora oggetto di indagine e di verifica - tra un esponente della organizzazione criminosa sgominata dalle forze dell'ordine nel corso della succitata operazione e alcuni politici locali di Buccinasco;
Considerato che le notizie divulgate hanno destato clamore e preoccupazione per i possibili risvolti legati all'attività amministrativa e politica;
Ritenuta la necessità, d'intesa con la Prefettura di Milano, di adottare tutte le azioni necessarie, di quelle previste dalle normative vigenti, in conformità a quanto disposto dal TUEL, al fine di rendere più chiara e trasparente la continuità dell'attività amministrativa e di garantire la legittima prosecuzione dell'azione amministrativa;
Ritenuto, a tal fine, di provvedere alla nomina di un legale che assista il Comune negli sviluppi delle indagini investigative in corso e tuteli lo stesso a salvaguardia della trasparenza dell'azione amministrativa dell'Ente e del buon andamento della gestione comunale di Buccinasco affinché venga, altresì, preservata l'onorabilità del buon nome del Comune stesso;
Visto l'art. 48 del D.Lgs. 18.8.2000, n. 267;
Visti, altresì, gli allegati pareri di regolarità tecnica e di regolarità contabile resi ai sensi dell'art. 49 del D.Lgs. n. 267/2000;
Con voti unanimi favorevoli espressi in modo palese
2) di prendere atto che le indagini investigative nei confronti dell'organizzazione criminosa sgominata dalle forze dell'ordine sono ancora in corso;
3) di intraprendere tutte le iniziative legali volte a tutelare l'Amministrazione comunale di Buccinasco, stante la delicata situazione che la vede coinvolta, anche in rapporto agli organi gerarchicamente sovraordinati al controllo del Comune stesso;
4) di provvedere alla nomina di un legale che assista il Comune negli sviluppi delle indagini investigative in corso e tuteli lo stesso a salvaguardia della trasparenza dell'azione amministrativa dell'Ente e del buon andamento della gestione comunale di Buccinasco affinché venga, altresì, preservata l'onorabilità del buon nome del Comune stesso;
5) di demandare al Direttore Generale l'individuazione del predetto legale nonché l'adozione di ogni atto gestionale attuativo della presente deliberazione per il conferimento dell'incarico in argomento e per l'assunzione del relativo impegno di spesa;
6) di autorizzare il Sindaco a sottoscrivere la procura ad litem in favore del legale che verrà incaricato. Quindi, considerata l'urgenza di intraprendere tutte le azioni utili a difesa del Comune con voti unanimi favorevoli espressi in modo palese
di dichiarare il presente atto immediatamente esecutivo ai sensi dell'art. 134, comma 4 del D.Lgs. 18.8.2000, n. 267.
Documentazione:
La delibera
«Ho ribadito al Prefetto che ritengo assolutamente improbabili condizionamenti della nostra azione amministrativa da parte della criminalità organizzata». Con queste parole molto chiare e direi anche molto precise Loris Cereda – il 22 maggio – commenta la vicenda degli arresti del 19 maggio, la questione dell’amicizia fra il Consigliere Luigi Iocca e Antonio Pangallo, e l’autosospensione – 21 maggio – del Consigliere (vedi www.giornalelibero.com).
A chi cerca di argomentare in un suo scritto che ci troviamo di fronte a un fatto di grande gravità, a una perquisizione, e che forse occorrerebbe maggiore prudenza dice «Nemmeno un piccolo, piccolissimo riferimento ad un dettaglio che Maiorano giudica insignificante: gli inquirenti hanno dichiarato che Iocca è estraneo ai fatti attribuitigli». (Vedi blog comunale).
A chi gli richiama la lettura dei giornali per sottolineare ancora una volta la gravità della situazione risponde «E poi, dato che la posizione del Consigliere del PDL è risultata estranea all'operazione, non sarebbe il caso di capire bene a cosa fa riferimento il Dr. Messina prima di trarre giudizi sommari?». Riaffermando insomma le sue incrollabili certezze invita a una più approfondita interpretazione delle parole del capo della mobile di Milano (Messina) parole quindi che a lui evidentemente sembrano allusive, un rompicapo indecifrabile, quasi enigmatiche se non tremendamente oscure. (Vedi blog comunale).
A chi osa contraddirlo e persevera a esercitare il suo spirito critico gettando l’ombra del dubbio sulle certezze del signor Cereda grida a piena voce «Purtroppo lei sta dalla parte di chi a Buccinasco usa insulto e bugia con precisione chirurgica per demonizzare l'avversario politico».
Ma su questa serie di certezze proprio lui, il signor Cereda, in segreto, fuori dai clamori, dalle urla e dagli insulti della campagna elettorale, lui stesso getta l’ombra pesantissima di un dubbio. La getta con un fatto, non a parole, la getta con una delibera di Giunta. Leggiamola insieme, depurata degli orpelli formali (la trovate comunque integrale in fondo alla pagina).
Su proposta del Sindaco
LA GIUNTA COMUNALE
Premesso che in data 20 maggio 2009 l'Amministrazione Comunale di Buccinasco ha appreso dagli organi di stampa e da alcuni articoli di quotidiani, che si allegano al presente atto, notizie di una vasta operazione di polizia effettuata dalla Squadra Mobile di Milano in diverse località della Lombardia e nell'hinterland milanese; Preso atto delle dichiarazioni rese in tale circostanza dal Capo della Mobile Francesco Messina, secondo cui dalle indagini svolte e dagli elementi informativi acquisiti dagli organi inquirenti è emersa l'ipotesi della sussistenza di un possibile collegamento – ancora oggetto di indagine e di verifica - tra un esponente della organizzazione criminosa sgominata dalle forze dell'ordine nel corso della succitata operazione e alcuni politici locali di Buccinasco;
Considerato che le notizie divulgate hanno destato clamore e preoccupazione per i possibili risvolti legati all'attività amministrativa e politica;
Ritenuta la necessità, d'intesa con la Prefettura di Milano, di adottare tutte le azioni necessarie, di quelle previste dalle normative vigenti, in conformità a quanto disposto dal TUEL, al fine di rendere più chiara e trasparente la continuità dell'attività amministrativa e di garantire la legittima prosecuzione dell'azione amministrativa;
Ritenuto, a tal fine, di provvedere alla nomina di un legale che assista il Comune negli sviluppi delle indagini investigative in corso e tuteli lo stesso a salvaguardia della trasparenza dell'azione amministrativa dell'Ente e del buon andamento della gestione comunale di Buccinasco affinché venga, altresì, preservata l'onorabilità del buon nome del Comune stesso;
Visto l'art. 48 del D.Lgs. 18.8.2000, n. 267;
Visti, altresì, gli allegati pareri di regolarità tecnica e di regolarità contabile resi ai sensi dell'art. 49 del D.Lgs. n. 267/2000;
Con voti unanimi favorevoli espressi in modo palese
DELIBERA
1) di prendere atto delle notizie divulgate dagli organi di stampa negli articoli allegati al presente atto, in ordine alla vasta operazione di polizia effettuata in data 20 maggio 2009 [data errata, l’operazione si è svolta all’alba del 19 maggio] dalla Squadra Mobile di Milano in diverse località della Lombardia e nell'hinterland milanese, che vedrebbe coinvolti alcuni politici [Perché alcuni? È uno solo] locali di Buccinasco; 2) di prendere atto che le indagini investigative nei confronti dell'organizzazione criminosa sgominata dalle forze dell'ordine sono ancora in corso;
3) di intraprendere tutte le iniziative legali volte a tutelare l'Amministrazione comunale di Buccinasco, stante la delicata situazione che la vede coinvolta, anche in rapporto agli organi gerarchicamente sovraordinati al controllo del Comune stesso;
4) di provvedere alla nomina di un legale che assista il Comune negli sviluppi delle indagini investigative in corso e tuteli lo stesso a salvaguardia della trasparenza dell'azione amministrativa dell'Ente e del buon andamento della gestione comunale di Buccinasco affinché venga, altresì, preservata l'onorabilità del buon nome del Comune stesso;
5) di demandare al Direttore Generale l'individuazione del predetto legale nonché l'adozione di ogni atto gestionale attuativo della presente deliberazione per il conferimento dell'incarico in argomento e per l'assunzione del relativo impegno di spesa;
6) di autorizzare il Sindaco a sottoscrivere la procura ad litem in favore del legale che verrà incaricato. Quindi, considerata l'urgenza di intraprendere tutte le azioni utili a difesa del Comune con voti unanimi favorevoli espressi in modo palese
DELIBERA
di dichiarare il presente atto immediatamente esecutivo ai sensi dell'art. 134, comma 4 del D.Lgs. 18.8.2000, n. 267.
Documentazione:
La delibera
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http://www.pdbuccinasco.it/dblog/tb.asp?id=549
http://www.pdbuccinasco.it/dblog/tb.asp?id=549
http://www.reggiotv.it/news.php?id=8995
qulacuno può commentare l'inquietante articolo che mi hanno segnalato in rassegna stampa e di cui allego il link?
sopratutto le ultime 3 righe!!
qulacuno può commentare l'inquietante articolo che mi hanno segnalato in rassegna stampa e di cui allego il link?
sopratutto le ultime 3 righe!!
Di
peppino
(inviato il 29/05/2009 @ 10:14:51)
RTVNEWS
‘NDRANGHETA, SENTENZA GUP, SU BUCCINASCO CLIMA OPPRIMENTE
Giovedì 28 maggio 2009 ore 17:01
Milano - Su Buccinasco, comune alle porte di Milano, gravava un ”clima opprimente" in relazione a "tutti i lavori privati e pubblici che implicavano il movimento terra" e sul territorio "proseguono attualmente forme di controllo e di imposizione illegali di tipo mafioso". Lo scrive il gup di Milano Simone Luerti nelle motivazioni della sentenza con la quale ha condannato, con rito abbreviato, a sei anni di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione Pasquale Papalia, figlio del boss della ‘ndrangheta Antonio (detenuto in regime di carcere duro). Per altre sei persone, ritenute le nuove leve della cosca Barbaro-Papalia, attiva nei comuni a sud del capoluogo lombardo, nelle scorse settimane e’ cominciato il processo davanti ai giudici della VII/a Sezione penale del Tribunale di Milano. Nelle oltre 130 pagine di motivazioni, il giudice parla della cosca al centro del procedimento come di "un caso tipico di ‘nuova mafia’" che sfrutta "la propria forza e capacità di intimidazione per collocarsi in una posizione privilegiata ed esclusiva del mercato, sbaragliando la concorrenza, imponendo il proprio monopolio di fatto e condizionando i prezzi".
E di fronte a questa situazione, prosegue il gup, ”la realtà sociale ed economica (…) percepisce nettamente la pressione (…) e, con fare tipico degli ambienti prossimi alla mafia, ‘si adatta’ più o meno opportunisticamente". Nelle motivazioni vengono anche riportate le dichiarazioni di un ex capo dell’ufficio tecnico del Comune di Buccinasco che spiega come "nella zona di Buccinasco, Assago e Corsico l’attività di movimento terra è monopolio di alcune famiglie calabresi quali i Barbaro, i Papalia, i Sergi". Sempre nelle motivazioni, vengono citate le parole di un imprenditore che parla del "continuo scarico abusivo (…) di terra e macerie, che contenevano anche materiali inquinanti come l’eternit". Si fa inoltre riferimento alle minacce ricevute dall’ex sindaco Maurizio Carbonera, quando amministrava Buccinasco, e il giudice spiega: "Gli ufficiali del Gico segnalavano di avere appreso che Barbaro Salvatore ed il padre Domenico avevano esercitato pressioni nei confronti del Sindaco Carbonera, al fine di ottenere l’assegnazione dei principali lavori di movimento terra appaltate dal comune". Al suo rifiuto, "seguiva dopo qualche giorno" l’incendio della sua autovettura. Da quel momento - scrive ancora il gup - "temendo per la propria incolumità, il Sindaco avrebbe cominciato a cedere alle richieste della famiglia Barbaro, che sarebbe risultata aggiudicataria di numerosi lavori appaltati dal Comune". (fonte Ansa)
Alessia Luccisano
‘NDRANGHETA, SENTENZA GUP, SU BUCCINASCO CLIMA OPPRIMENTE
Giovedì 28 maggio 2009 ore 17:01
Milano - Su Buccinasco, comune alle porte di Milano, gravava un ”clima opprimente" in relazione a "tutti i lavori privati e pubblici che implicavano il movimento terra" e sul territorio "proseguono attualmente forme di controllo e di imposizione illegali di tipo mafioso". Lo scrive il gup di Milano Simone Luerti nelle motivazioni della sentenza con la quale ha condannato, con rito abbreviato, a sei anni di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione Pasquale Papalia, figlio del boss della ‘ndrangheta Antonio (detenuto in regime di carcere duro). Per altre sei persone, ritenute le nuove leve della cosca Barbaro-Papalia, attiva nei comuni a sud del capoluogo lombardo, nelle scorse settimane e’ cominciato il processo davanti ai giudici della VII/a Sezione penale del Tribunale di Milano. Nelle oltre 130 pagine di motivazioni, il giudice parla della cosca al centro del procedimento come di "un caso tipico di ‘nuova mafia’" che sfrutta "la propria forza e capacità di intimidazione per collocarsi in una posizione privilegiata ed esclusiva del mercato, sbaragliando la concorrenza, imponendo il proprio monopolio di fatto e condizionando i prezzi".
E di fronte a questa situazione, prosegue il gup, ”la realtà sociale ed economica (…) percepisce nettamente la pressione (…) e, con fare tipico degli ambienti prossimi alla mafia, ‘si adatta’ più o meno opportunisticamente". Nelle motivazioni vengono anche riportate le dichiarazioni di un ex capo dell’ufficio tecnico del Comune di Buccinasco che spiega come "nella zona di Buccinasco, Assago e Corsico l’attività di movimento terra è monopolio di alcune famiglie calabresi quali i Barbaro, i Papalia, i Sergi". Sempre nelle motivazioni, vengono citate le parole di un imprenditore che parla del "continuo scarico abusivo (…) di terra e macerie, che contenevano anche materiali inquinanti come l’eternit". Si fa inoltre riferimento alle minacce ricevute dall’ex sindaco Maurizio Carbonera, quando amministrava Buccinasco, e il giudice spiega: "Gli ufficiali del Gico segnalavano di avere appreso che Barbaro Salvatore ed il padre Domenico avevano esercitato pressioni nei confronti del Sindaco Carbonera, al fine di ottenere l’assegnazione dei principali lavori di movimento terra appaltate dal comune". Al suo rifiuto, "seguiva dopo qualche giorno" l’incendio della sua autovettura. Da quel momento - scrive ancora il gup - "temendo per la propria incolumità, il Sindaco avrebbe cominciato a cedere alle richieste della famiglia Barbaro, che sarebbe risultata aggiudicataria di numerosi lavori appaltati dal Comune". (fonte Ansa)
Alessia Luccisano
Di
Anonimo
(inviato il 29/05/2009 @ 11:56:42)
Il Sindaco di Buccinasco Loris Cereda ha rilasciato un meschino e vergognoso
comunicato stampa dove attacca i Consiglieri comunali Maurizio Carbonera e
Rino Pruiti in relazione ad inchieste e processi penali riguardanti la criminalità
organizzata.
Nell’ignobile missiva il primo cittadino osa chiedere “l’allontanamento” dalla
politica dei due Consiglieri comunali dell’opposizione di Buccinasco.
Due persone che in questi anni sono state protagoniste e simboli di una
politica improntata alla trasparenza e alla cultura della legalità.
Da notizie di stampa apprendiamo che in questi giorni si sta svolgendo il
processo alle cosche mafiose del nostro territorio e che una parte delle
accuse viene mossa proprio grazie alla coraggiosa azione dei nostri
Consiglieri comunali.
Per questo riteniamo oltremodo pericoloso per l'incolumità della
democrazia e dei due Consiglieri comunali lo sconsiderato comunicato del
Sindaco di Buccinasco.
Non sappiamo perché Loris Cereda si comporti in questo modo, vogliamo
sperare che le sue parole non siano funzionali alla campagna elettorale del
Partito delle Libertà (PDL) ed ai problemi giudiziari che stanno interessando
importanti personaggi della sua maggioranza.
Chiediamo al Prefetto di Milano e al Ministro dell'interno un intervento
immediato.
Esprimiamo forte solidarietà ed incondizionato sostegno ai Consiglieri
Carbonera e Pruiti, preannunciamo importanti ed eclatanti iniziative di
protesta nei confronti dell’Amministrazione comunale di Buccinasco,
chiediamo a tutte le forze veramente democratiche e oneste di
Buccinasco, indipendentemente dal colore politico, di battersi al nostro
fianco in questa battaglia che riteniamo prioritaria per la difesa dell’Istituzione
comunale.
Verdi Assago & Buccinasco (MI)
Federazione dei Verdi Italiani
comunicato stampa dove attacca i Consiglieri comunali Maurizio Carbonera e
Rino Pruiti in relazione ad inchieste e processi penali riguardanti la criminalità
organizzata.
Nell’ignobile missiva il primo cittadino osa chiedere “l’allontanamento” dalla
politica dei due Consiglieri comunali dell’opposizione di Buccinasco.
Due persone che in questi anni sono state protagoniste e simboli di una
politica improntata alla trasparenza e alla cultura della legalità.
Da notizie di stampa apprendiamo che in questi giorni si sta svolgendo il
processo alle cosche mafiose del nostro territorio e che una parte delle
accuse viene mossa proprio grazie alla coraggiosa azione dei nostri
Consiglieri comunali.
Per questo riteniamo oltremodo pericoloso per l'incolumità della
democrazia e dei due Consiglieri comunali lo sconsiderato comunicato del
Sindaco di Buccinasco.
Non sappiamo perché Loris Cereda si comporti in questo modo, vogliamo
sperare che le sue parole non siano funzionali alla campagna elettorale del
Partito delle Libertà (PDL) ed ai problemi giudiziari che stanno interessando
importanti personaggi della sua maggioranza.
Chiediamo al Prefetto di Milano e al Ministro dell'interno un intervento
immediato.
Esprimiamo forte solidarietà ed incondizionato sostegno ai Consiglieri
Carbonera e Pruiti, preannunciamo importanti ed eclatanti iniziative di
protesta nei confronti dell’Amministrazione comunale di Buccinasco,
chiediamo a tutte le forze veramente democratiche e oneste di
Buccinasco, indipendentemente dal colore politico, di battersi al nostro
fianco in questa battaglia che riteniamo prioritaria per la difesa dell’Istituzione
comunale.
Verdi Assago & Buccinasco (MI)
Federazione dei Verdi Italiani
Di
Verdi Assago & Buccinasco
(inviato il 31/05/2009 @ 08:14:03)
si ok bravi verdi, però non vedo altri comunicati di sostegno da parte degli altri partiti di opposizione, forse che cereda in fondo qualche ragione ce l'ha?
Di
il dubbioso
(inviato il 31/05/2009 @ 11:46:55)
Questo signore quotidianamente fornisce di sé una rappresentazione inadeguata; ed ogni giorno peggiora.
Non è capace, proprio non è capace di una lettura equilibrata delle vicende che riguardano la Comunità che ha avuto la ventura di essere chiamato a rappresentare.
Polemista di poco spessore, si manifesta solo con atti di politica spicciola. Per amor di polemica sostiene posizioni inappropriate, sembra senza rendersene conto.
La vicenda da cui trae spunto per chiedere le dimissioni di due membri del Consiglio comunale, la interpreta a rovescio, come altri qui hanno messo in evidenza.
Da Sindaco avrebbe il dovere di capire quanto è successo: il suo predecessore non sufficientemente difeso e sostenuto dal Consiglio comunale precedente, l’antistato che forza la mano e condiziona la macchina del Comune, il Sindaco che deve subire.
Se dobbiamo fare una analisi come Comunità dobbiamo chiederci da Cittadini e da politici, da rappresentanti della Comunità, maggioranza e minoranza, se abbiamo fatto tutto perché il Sindaco non fosse lasciato solo. Interrogarci su quali sono le nostre responsabilità.
La solidarietà manifestata dai Cittadini è stata importante e numerosa; sono stato presente alla fiaccolata (ove non ho notato una visibile presenza di movimenti e rappresentanti della allora minoranza). Però forse mi sbaglio… è stata la mia prima presenza civica; una solidarietà cui mi sono sentito eticamente obbligato. E’ però venuta dopo le minacce e gli eventi !
Cereda che lezione ne trae ?
Non si rende conto che, se fosse un rappresentante della ‘ndrangheta messo lì per tutelare i loro interessi agirebbe nel modo in cui sta operando ?
Indebolire chi ha agito per contrastarla, metterlo fuori; “punirlo” con l’ostracismo.
Non si rende conto che oggi è lui ad avere necessità della solidarietà e del sostegno di tutti i movimenti e di tutti i Cittadini se vuole che la sua amministrazione non subisca quanto ieri è toccato al suo predecessore ?
Cereda è Sindaco perché la Democrazia vuole così.
Non so quanti siano oggi i Cittadini che si identificano e si sentono rappresentati da questo modo di agire.
Non è capace, proprio non è capace di una lettura equilibrata delle vicende che riguardano la Comunità che ha avuto la ventura di essere chiamato a rappresentare.
Polemista di poco spessore, si manifesta solo con atti di politica spicciola. Per amor di polemica sostiene posizioni inappropriate, sembra senza rendersene conto.
La vicenda da cui trae spunto per chiedere le dimissioni di due membri del Consiglio comunale, la interpreta a rovescio, come altri qui hanno messo in evidenza.
Da Sindaco avrebbe il dovere di capire quanto è successo: il suo predecessore non sufficientemente difeso e sostenuto dal Consiglio comunale precedente, l’antistato che forza la mano e condiziona la macchina del Comune, il Sindaco che deve subire.
Se dobbiamo fare una analisi come Comunità dobbiamo chiederci da Cittadini e da politici, da rappresentanti della Comunità, maggioranza e minoranza, se abbiamo fatto tutto perché il Sindaco non fosse lasciato solo. Interrogarci su quali sono le nostre responsabilità.
La solidarietà manifestata dai Cittadini è stata importante e numerosa; sono stato presente alla fiaccolata (ove non ho notato una visibile presenza di movimenti e rappresentanti della allora minoranza). Però forse mi sbaglio… è stata la mia prima presenza civica; una solidarietà cui mi sono sentito eticamente obbligato. E’ però venuta dopo le minacce e gli eventi !
Cereda che lezione ne trae ?
Non si rende conto che, se fosse un rappresentante della ‘ndrangheta messo lì per tutelare i loro interessi agirebbe nel modo in cui sta operando ?
Indebolire chi ha agito per contrastarla, metterlo fuori; “punirlo” con l’ostracismo.
Non si rende conto che oggi è lui ad avere necessità della solidarietà e del sostegno di tutti i movimenti e di tutti i Cittadini se vuole che la sua amministrazione non subisca quanto ieri è toccato al suo predecessore ?
Cereda è Sindaco perché la Democrazia vuole così.
Non so quanti siano oggi i Cittadini che si identificano e si sentono rappresentati da questo modo di agire.
Di
luigi saccavini
(inviato il 31/05/2009 @ 13:41:12)
LA MAGGIORANZA DICE QUELLO CHE PENSA,
MA NON PENSA A QUEL CHE DICE
Nelle motivazioni della sentenza con la quale ha condannato a sei anni di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione Pasquale Papalia, motivazioni riportate dall’Agenzia ANSA, il GUP di Milano Simone Luerti afferma che a Buccinasco «proseguono attualmente forme di controllo e di imposizione illegali di tipo mafioso».
Le dichiarazioni del GUP divulgate il 28 maggio dall’agenzia ANSA manifestano quindi con chiarezza un’evidenza: il fatto che a Buccinasco viviamo una situazione inquietante, una situazione molto particolare, che la ndrangheta ha tentato a suo tempo di condizionare l’attività dell’amministrazione precedente, tenta oggi e tenterà sempre in futuro di procedere su questa strada. È nel suo DNA, lo affermano tutti gli inquirenti.
E qui già si può fare un’interessante considerazione. A Buccinasco ci sono due partiti, due idee, due punti di vista differenti:
1) chi da sempre ha manifestato una grande preoccupazione, ha chiesto a tutti i cittadini di mantenere la massima vigilanza, e ha chiesto che Amministrazione, Magistratura e Polizia tenessero altissima la guardia perché il pericolo c’era, perché a Buccinasco si viveva una situazione straordinaria, non normale;
2) chi invece ha minimizzato continuamente, ha fatto campagne di stampa per affermare che chi seminava preoccupazione era un irresponsabile e diffamava il buon nome della città, chi ha querelato i giornali e i giornalisti diffamatori, e ci mancava solo che per completare l’ignobile farsa che qualcuno ritornasse alla vecchia mitica frase degli anni Sessanta: “la mafia non esiste”.
Leggere questa sentenza ci ricorda inoltre che l’ex Sindaco Maurizio Carbonera:
1) è stato VITTIMA di pressioni esercitate dalla ndrangheta per ottenere appalti;
2) ha rifiutato coraggiosamente di cedere a queste pressioni;
3) in conseguenza del rifiuto è stato VITTIMA di una grave minaccia (l’incendio di una macchina); si omette di dire che gli incendi sono stati due, che gli è stata recapitata una lettera con un proiettile di pistola, che è stata inscenata una macabra rappresentazione: tre croci dedicate a lui che suggerivano chiaramente il destino che qualcuno voleva riservare a lui e ad alcuni suoi collaboratori.
Insomma dopo essere stato VITTIMA di gravissime minacce è stato VITTIMA di violente pressioni che avevano l’obiettivo di condizionare le decisioni amministrative. Pressioni che, però, a nessuno e in nessun atto della magistratura risultano essere andate a buon fine. E infatti proprio per questo il GUP usa il condizionale, una forma verbale che si utilizza per fare delle ipotesi non delle tesi.
Ma per la maggioranza una formula ipotetica diventa subito una tesi, una supposizione diventa un fatto. Ebbene a questo punto mostrate gli atti amministrativi, le carte, che possono trasformare questa ipotesi in un fatto. Vediamo le carte, è nell’interesse di tutti i cittadini, fatele vedere, tiratele fuori.
E inoltre, seguendo il filo del confronto fra persone proposto dalla stessa maggioranza: la magistratura ha ordinato una perquisizione in casa di Carbonera? La casa di Carbonera è stata perquisita durante un’operazione di polizia? No.
Due considerazioni finali.
1) È alla luce del sole il fatto che fra Carbonera e certi personaggi criminali non c’è stata conoscenza amichevole oppure numerose telefonate confidenziali. Si può anzi dire che le macchine bruciate, il proiettile, la macabra sceneggiata delle croci manifestino con grande certezza una certa qual inimicizia, se non una tremenda ostilità.
2) Ancora oggi circolano a Buccinasco personaggi che tentano con ogni mezzo di “mettere in croce” Carbonera, vogliono mettere in croce una VITTIMA della più pericolosa forma di criminalità organizzata, la ndrangheta.
MA NON PENSA A QUEL CHE DICE
Nelle motivazioni della sentenza con la quale ha condannato a sei anni di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione Pasquale Papalia, motivazioni riportate dall’Agenzia ANSA, il GUP di Milano Simone Luerti afferma che a Buccinasco «proseguono attualmente forme di controllo e di imposizione illegali di tipo mafioso».
Le dichiarazioni del GUP divulgate il 28 maggio dall’agenzia ANSA manifestano quindi con chiarezza un’evidenza: il fatto che a Buccinasco viviamo una situazione inquietante, una situazione molto particolare, che la ndrangheta ha tentato a suo tempo di condizionare l’attività dell’amministrazione precedente, tenta oggi e tenterà sempre in futuro di procedere su questa strada. È nel suo DNA, lo affermano tutti gli inquirenti.
E qui già si può fare un’interessante considerazione. A Buccinasco ci sono due partiti, due idee, due punti di vista differenti:
1) chi da sempre ha manifestato una grande preoccupazione, ha chiesto a tutti i cittadini di mantenere la massima vigilanza, e ha chiesto che Amministrazione, Magistratura e Polizia tenessero altissima la guardia perché il pericolo c’era, perché a Buccinasco si viveva una situazione straordinaria, non normale;
2) chi invece ha minimizzato continuamente, ha fatto campagne di stampa per affermare che chi seminava preoccupazione era un irresponsabile e diffamava il buon nome della città, chi ha querelato i giornali e i giornalisti diffamatori, e ci mancava solo che per completare l’ignobile farsa che qualcuno ritornasse alla vecchia mitica frase degli anni Sessanta: “la mafia non esiste”.
Leggere questa sentenza ci ricorda inoltre che l’ex Sindaco Maurizio Carbonera:
1) è stato VITTIMA di pressioni esercitate dalla ndrangheta per ottenere appalti;
2) ha rifiutato coraggiosamente di cedere a queste pressioni;
3) in conseguenza del rifiuto è stato VITTIMA di una grave minaccia (l’incendio di una macchina); si omette di dire che gli incendi sono stati due, che gli è stata recapitata una lettera con un proiettile di pistola, che è stata inscenata una macabra rappresentazione: tre croci dedicate a lui che suggerivano chiaramente il destino che qualcuno voleva riservare a lui e ad alcuni suoi collaboratori.
Insomma dopo essere stato VITTIMA di gravissime minacce è stato VITTIMA di violente pressioni che avevano l’obiettivo di condizionare le decisioni amministrative. Pressioni che, però, a nessuno e in nessun atto della magistratura risultano essere andate a buon fine. E infatti proprio per questo il GUP usa il condizionale, una forma verbale che si utilizza per fare delle ipotesi non delle tesi.
Ma per la maggioranza una formula ipotetica diventa subito una tesi, una supposizione diventa un fatto. Ebbene a questo punto mostrate gli atti amministrativi, le carte, che possono trasformare questa ipotesi in un fatto. Vediamo le carte, è nell’interesse di tutti i cittadini, fatele vedere, tiratele fuori.
E inoltre, seguendo il filo del confronto fra persone proposto dalla stessa maggioranza: la magistratura ha ordinato una perquisizione in casa di Carbonera? La casa di Carbonera è stata perquisita durante un’operazione di polizia? No.
Due considerazioni finali.
1) È alla luce del sole il fatto che fra Carbonera e certi personaggi criminali non c’è stata conoscenza amichevole oppure numerose telefonate confidenziali. Si può anzi dire che le macchine bruciate, il proiettile, la macabra sceneggiata delle croci manifestino con grande certezza una certa qual inimicizia, se non una tremenda ostilità.
2) Ancora oggi circolano a Buccinasco personaggi che tentano con ogni mezzo di “mettere in croce” Carbonera, vogliono mettere in croce una VITTIMA della più pericolosa forma di criminalità organizzata, la ndrangheta.
Di
David Arboit
(inviato il 05/06/2009 @ 00:18:06)
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