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ELUANA.... E NON SOLO
Di Redazione (del 07/02/2009 @ 19:35:42, in Interventi, linkato 1087 volte)
di Giambattista Maiorano
Rischio di apparire né carne, né pesce. La guerra in atto mi fa solo rabbia. E le conseguenze di un atto costituzionalmente aberrante mi fanno temere per la tenuta di un rapporto che tutti dichiariamo di voler mantenere civile. La vittima predestinata c’è già e purtroppo è solo e soltanto Eluana. Questa povera donna l’abbiamo già ammazzata un sacco di volte. Tutti ne siamo i responsabili. Più che l’accanimento o il non accanimento terapeutico, l’abbiamo ammazzata attraverso quell’inutile e fastidioso accanimento mediatico. A nulla sono valsi gli inviti ad un silenzio rispettoso. E la politica, o meglio quella sporca politica che di tutto si appropria, ha provveduto a passarla nel suo tritacarne di speculazioni e di strumentalità vergognosa.
Non mi adiro per le legittime posizioni espresse dalla Chiesa. C’è chi spregiativamente ci vede solo il “Vaticano” e invece, una volta per tutte, bisognerebbe guardarla, pur senza condividerlo, come l’insieme dei principi che uniscono i credenti nel corpo mistico di Cristo. Ed è questa la ragione della sua grande vitalità, del suo esistere, della sua autorevolezza per centinaia di milioni di persone. Me la prendo con coloro che, con un integralismo sciatto e d’altri tempi, hanno dato quello spettacolo indecoroso mettendosi davanti all’ambulanza in partenza per Udine, contraddicendo l’atteggiamento di umiltà e di misericordia mostrato dalle suore che hanno custodito Eluana per lunghi anni senza sconti di sorta ai principi del sentire cristiano. Me la prendo con quanti, nel mio mondo, pensano che la missione assegnataci da Gesù Cristo non sia la conversione attraverso coerenti comportamenti di testimonianza personale, ma imporre, anche con la forza se necessario, la propria visione venendo meno all’esortazione del “date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. Me la prendo con quella parte della gerarchia che applaude il Presidente del Consiglio e pone il Presidente Napolitano dietro la lavagna, incurante di uno strappo che rappresenta un pericolosissimo precedente in tutta la storia di questa nostra Repubblica.
Me la prendo ugualmente con quanti, dall’altra parte, pensano che la laicità sia compatibile con il laicismo pronto a mettere a ferro e a fuoco le coscienze di chi non la pensa come loro.
Mi sembrano due categorie mai sfiorate, neppure per caso, dal minimo dubbio pronte a farsi guerra in modo sanguinario servendoci antipasti di sguaiataggine, urla, sovrapposizioni, incapacità a misurarsi e confrontarsi con l’opinione diversa dalla propria. Basta accendere la TV queste sere! C’è poi un’altra categoria che reputo preoccupante, certamente la peggiore. Si tratta di quelli che ritengono di essere liberi da qualsiasi principio, pronti a valutare le proprie convenienze in ogni istante ed a basare il proprio modo di essere non sui contenuti, ma sulle spinte emotive, sul consumo ad ogni costo, sulle fragilità umane. Per costoro, e in questi, posso forse sbagliarmi, ma ci vedo Silvio Berlusconi, si può essere un giorno cattolici ed un altro il suo esatto contrario. Per incantare gli allocchi e presumerne l’adesione, si inneggia un giorno alla corretta formazione, al valore della famiglia, alla probità, alla solidarietà. E l’altro, senza alcuna coerenza, si mette in scena il grande fratello, culi e tette ovunque, donne e mogli a gogò, sfrontatezza rispetto alle sempre più diffuse povertà, approvazione di norme liberticide e contrarie al diritto naturale che sanno di razzismo a mille miglia di distanza. Sono gli stessi pronti ad applicare la teoria gentiloniana dello scambio e dei favori che voglio sperare la mia Chiesa non accetterà mai per non essere infondo il mastino da guardia dei loro interessi. Voglio esserne anzi certo perché la fede comune è quella che ci lega a Cristo ed al suo vangelo fatto non per dispensare oppio, come qualcuno diceva, ma per rendere giustizia e liberare i poveri.
Per questo credo giusto difendere la vita in ogni suo stadio. Per questo credo giusto porsi con rispetto di fronte agli interrogativi esistenziali con garbo, con tenerezza, con com-passione, con carità e vicinanza a tutti quelli che la pensano diversamente da me.
E’ il modo migliore, credo, per essere efficacemente cattolici e convintamente laici. Lanciare solo anatemi e indicare l’assassino serve solo ad accrescere il dubbio senza aver guadagnato una sola anima.
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# 1
DEFICIT DI DEMOCRAZIA NEL PAESE DEI CACHI

Non me la sento di fare nomi; già troppo se ne parla.
Questa storia è solo ipocrisia; i “difensori della vita” voltano la testa dall’altra parte, o sono perfino comprensivi quando “staccare la spina” è una decisione che in ospedali e cliniche viene presa tutti i giorni in un accordo o fra familiari e i medici, senza procedure formali. Se questa diventa una richiesta formale, mettendo allo scoperto la realtà quotidiana, allora si scatena l”l’ira d’Iddio”…
Voglio parlare di un aspetto fondamentale che i nostri media mi sembra stiano trascurando o sottovalutando molto.

La riflessione che voglio fare è su come i nostri Amministratori (anche al più alto livello) interpretano la loro funzione delegata facendola divenire un “potere” che consente loro tutto. I Cittadini gestiti come “sudditi”, devono stare attenti seguirne gli umori sennò “loro” da “signori” medievali usano gli strumenti di cui dispongono per “punire” colui che rispettando la legge, svolge i suoi compiti.

Parlo della clinica che si è resa disponibile ad eseguire una operazione, autorizzata da un iter giudiziario durato un decennio.
Il Ministro della Salute in forma ripetuta, personalmente o attraverso le strutture locali ha minacciato prima e sta eseguendo ora una serie di interventi, quelli resi pubblici: “guarda che se la ricoveri io azzero le tue convenzioni con i sistema sanitario regionale”; “tu procedi ? e io mando gli ispettori e vedrai le multe e le sanzioni…..”.
Precedute da “avvertimenti” per vie brevi: “suggerimenti a non esporsi”, a “lasciar perdere”, possiamo immaginarli, diamoli per scontati. Le convenzioni, i NAS utilizzati come strumento di potere!
Comportamenti borbonici; da “signore” fonte del diritto, che il potere ritiene suo !
Comportamento che ha l’effetto di conservare la già diffusa rassegnazione dei Cittadini: essere proni di fronte al sopruso, piegarsi come canne al vento, subire come padrone chi dovrebbe solo amministrare il potere nel rispetto delle regole.

Comportamento che ha lo scopo di mantenerci “sudditi”, di dire a tutti che la Costituzione, il Diritto, il Cittadino, sono una parvenza, uno scenario finto.
Nel silenzio dei media…
Pensare che a fine Settecento un Cittadino della recente costituzione della Prussia, di fronte ad una decisione della amministrazione che favoriva proprietà del Re a scapito dei suoi terreni, disse a chi rappresentava il potere: “dica al Signore che c’è un giudice a Berlino!”. E l’ebbe vinta.

Sento i dovere di ringraziare chi amministra la clinica, per la difesa del suo diritto, che ha fonte nella Legge, non dal benvolere del Ministro. Ci ricorda che anche noi siamo Cittadini e dobbiamo mantenere la schiena dritta e difendere i nostri diritti.

Sento e vivo questa protervia che non dovrebbe aver spazio nell’Europa di oggi, come una ferita.
Provo un po’ vergogna del mio Paese; ne incolpo il Ministro (e chi gli sta intorno).

08 02 2009 inviata a Rino pruiti
Di  luigi saccavini  (inviato il 08/02/2009 @ 18:24:18)
# 2
Non avrei voluto intervenire, ma non ci riesco. Sono amareggiata e addolorata per la quota che ha preso questa vicenda.

Preferisco Andreotti. E' dura per me affermarlo.

Lui dichiara:

...''Mi sembra un problema in un certo senso privato, non comporta una decisione pubblica" ...

... "si tratta di temi difficilissimi, dove non esiste una verità o uno sbaglio. E' complicato prendere posizione riguardo a dove finisce la vita e inizia l'aldilà, se si ha diritto di accelerare l'agonia"...

Se è vero che c'è stato un caso isolato di un risveglio a seguito di un encefalogramma piatto - prosegue il senatore - diventa complicatissimo prendersi la responsabilità di decidere"...

..."Se la Corte costituzionale fa un errore può essere corretta, magari anche dalla Corte stessa. L'infallibilità d'altronde non esiste"...

..."Perfino i Pontefici sono infallibili in alcuni momenti solenni della loro attività, per il resto anche loro possono fallire"...

Così il senatore a vita Giulio Andreotti sul caso di Eluana Englaro e sulla possibilità che la politica possa sconfessare una sentenza della Suprema Corte.(Adnkronos)

Allora mi chiedo, forse lui alla sua età e con la sua esperienza non ha la necessità di avere la moglie ubriaca e la botte piena?

Non ha la necessità di essere ipocrita per gestire piccoli interessi di botteguccia?

Oggi non posso che ammirare il pensiero, la sensatezza e la saggezza del massimo rappresentante della vecchia Democrazia Cristiana.

E poi mi chiedo, parlano di vita, di salvaguardia ad ogni stadio.

Ma che stanno dicendo!!!

Ma parlano di omicidio?

Ma quanti omicidi ci sono senza che si alzi un polverone di questo genere? Senza che le anime si arrovellino?

Proviamo a pensare:

-i morti delle guerre
- i morti sul lavoro
- i condannati a morte
- i morti per droga
- i morti sulle strade
- i morti per violenze (nel lavoro, nella famiglia, nella società, ecc.)...


Ma forse, per tutti questi omicidi, a differenza del caso Englaro, il guadagno è molto alto.

Il profitto non bada a spese...neanche umane. E quindi se il profitto chiama è necessario rispondere, stando zitti.

E' più facile avventarsi come sciacalli su un uomo che non su grandi enormi interessi economici?

Utilizzando magari la scusa ipocrita della fede e della parola di Dio?

Chiedo a tutti scusa per il tono!!!
Di  Carmela Mazzarelli  (inviato il 08/02/2009 @ 21:58:50)
# 3
ELUANA: GRECHI, PROCURA MILANO NON HA INVASO TERRITORI ALTRUI (Asca)

La Corte d'Appello di Milano ''non ha invaso territori altrui'' con la decisione sulla sospensione dell'alimentazione per Eluana Englaro, la giovane in stato vegetativo da 17 anni. E' quanto ha sottolineato il presidente della Corte d'Appello di Milano, Giuseppe Grechi, nella sua relazione per l'inaugurazione dell'Anno giudiziario.

''Non e' questa la sede per entrare nel merito delle complesse questioni giuridiche intrecciate a non facili problemi di applicazione delle scienze biomediche'', ha premesso il magistrato, che ha aggiunto: ''Qui dobbiamo solo ribadire che in uno Stato di diritto il giudice non puo' rifiutare una risposta, per quanto nuova o difficile sia la domanda di giustizia che gli viene rivolta e che, per altro verso, nel cercare la risposta, deve mantenere un atteggiamento di genuina umilta' ed un costante ancoraggio ai principi della Costituzione''. Proprio la Costituzione, ha puntualizzato Grechi, ''e' fondata sulla separazione dei poteri per cui un potere non puo' interferire in un altro.

Ne' il potere esecutivo ne' quello legislativo possono porre nel nulla le sentenze definitive''. E i ''provvedimenti - ha detto ancora il magistrato - non si giudicano, ma si impugnano''.

Nella sua relazione, il magistrato non ha mancato di ricordare che la Corte Costituzionale, la Corte di Cassazione e la Corte europea dei diritti dell'uomo ''hanno gia' confermato la correttezza dell'operato'' dei magistrati milanesi nell'ambito del caso Eluana Englaro.
Di  Carmela Mazzarelli  (inviato il 08/02/2009 @ 22:27:15)
# 4
Carmela, per quello che qui affermi, non ti sembri strano, ma sono assolutamente daccordo. Come, ovviamente, sono daccordo con Andreotti che, dopo aver dato una lezione a quanti nella vicenda intendono soltanto speculare, ha richiamato il supremo valore della coscienza anche di fronte al richiamo all'obbedienza. Giulio, al di là del giudizio storico, ha vissuto determinate stagioni e ne è stato insieme ai tanti padri e maestri per me un protagonista.
Di  Giambattista Maiorano  (inviato il 09/02/2009 @ 08:03:27)
# 5

L'interruzione di procedure mediche sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'accanimento terapeutico. Le decisioni vanno prese dal paziente o da coloro che ne hanno legalmente il diritto. Catechismo della Chiesa cattolica articolo 2278
Di  Anonimo  (inviato il 09/02/2009 @ 11:19:09)
# 6
Gianni io non credo in un partito che decide per la libertà di coscienza.

Un partito in relazione ai propri valori decide una posizione e se qualcuno non è d'accordo si assume la respondabilità di votare in maniera diversa.

La carta dei valori del PD parla di Rispetto della Costituzione, di uno stato laico costituzione

Dalla crta dei valori del PD:

- Il Partito Democratico riconosce i valori che ispirano la Carta costituzionale...,

- ...li assume come princìpi validi per tutti...

- ...La sicurezza dei diritti e delle libertà di ognuno risiede nella stabilità della Costituzione...

- ...Il principio costituzionale della laicità dello Stato rappresenta un valore essenziale dell’impegno del Partito Democratico...

- ...La laicità dello Stato garantisce il rispetto di ogni persona nelle sue convinzioni più profonde e assicura a ciascuno gli stessi diritti e gli stessi doveri...

- ...la laicità dello Stato garantisce che le istituzioni appartengano a tutti e che le decisioni democratiche siano assunte in modo libero e autonomo...

- ...noi concepiamo la laicità non come il luogo di una presunta neutralità, ma come rispetto e valorizzazione del pluralismo degli orientamenti culturali, e quindi anche come riconoscimento della rilevanza, nella sfera pubblica e nonsolo privata, delle religioni, dei convincimenti filosofici ed etici, delle diverse forme di spiritualità...

Di  Carmela Mazzarelli  (inviato il 09/02/2009 @ 19:24:17)
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