\\ Home Page : Articolo
LA SINISTRA DEBOLE HA NUTRITO UNA DESTRA FORTE
Di Redazione (del 03/07/2008 @ 08:01:38, in Interventi, linkato 1617 volte)
Bruno Gravagnuolo
L’Unità, 26 giugno 2008
«La sinistra debole declinata come "centrosinistra" ha generato una destra forte». È la tesi di fondo della relazione che Mario Tronti, terrà domani alla Sala della Colonne di Palazzo Marini in Roma, all´Assemblea del Centro per la Riforma dello stato di cui è presidente. Occasione di confronto politico intenso, con protagonisti come D´Alema, Mussi, Reichlin, Bertinotti, Rodotà, Vacca, Ida Dominjanni, Maria Luisa Boccia e tanti altri. Dopo la sconfitta di aprile. E dopo che già il Crs aveva lanciato l´allarme e chiesto un rilancio della sinistra. In base a un documento intitolato «11 tesi dopo lo Tusunami». Ora Tronti, filosofo e pensatore politico, ritorna su quelle tesi, e specifica meglio il profilo della sinistra da inseguire. Sentiamo.

Fare società con la politica. Slogan suggestivo e un po´ criptico per l´assemblea di domani. Di nuovo alle prese con la sinistra e la sua sconfitta?
«È inevitabile. E il titolo indica l´ambizione che dovrebbe essere la ragione stessa della sinistra: fare politica. Contro l´ideologia della società civile "buona" e della politica "cattiva", tipica della destra. E a cui la sinistra è stata subalterna negli ultimi decenni. La società non è qualcosa di statico da rappresentare e basta, ma qualcosa da costruire»

Da costruire attraverso la sinistra?
«Sì, la sinistra ha il compito di ricostruire un sociale sbriciolato e corporativo, che genera ansia e insicurezza e che alimenta la destra. Perciò ci vuole una politica attiva, capacità espressiva e linguistica a sinistra. Invece l´impressione è che la sinistra non abbia parlato molto...».

Soprattutto che non abbia parlato di sé, né a nome di sé
«Appunto, non ha presentato in alcun modo se stessa come alternativa o progetto. Come forza in grado di esprimere un´idea di società, non totalizzante, ma almeno coerente».
Voi dite «sinistra non come blocco ma come campo». Che significa?
«Vuol dire oltrepassare l´idea di "blocco sociale", che era un´idea storica della sinistra e che oggi appare superata, in una società scomposta e disomogenea come l´attuale. Il blocco presupponeva grandi classi e aggregati da rappresentare, oggi sfuggenti. Il "campo" consente di includere i frammenti del lavoro in un orizzonte».

Ma gli operai da noi sono 7 milioni e mezzo. Esistono o no?
«Sì, sono quelli, ma non esistono nell´immaginario attuale. Del resto non sono mai esististi di per sé. Se non nello sguardo e nelle reti del movimento operaio: sindacati,cooperative, partiti. Erano quei mondi a far parlare gli operai. Oggi magari c´è un po´ di rappresentanza, ma non rappresentazione del mondo del lavoro. È un universo da raffigurare in modo nuovo».

Ma la "sinistra nuova" deve partire dal lavoro oppure no?
«Il lavoro deve riconquistare una sua centralità politica, attorno a cui aggregare tutte le altre opzioni e le altre culture della soggettività diffusa. Non è operazione facile ed esige un grande sforzo di analisi e di ricerca».

Puntate a una inedita centralità del lavoro nel segno di una rinnovata critica del capitalismo e delle sue forme sociali?
«Dentro la prospettiva che cercerò di esprimere domani, dirò intanto che occorre chiudere una fase. La fase delle scissioni a sinistra. Per aprire un´epoca di ricomposizione. E che dentro possa includere tante anime. Quella socialista e comunista della critica al capitalismo. Quella femminista, quella cattolico-sociale, quella riformista. Sì, anche quella riformista, che pur avendo abbandonato la critica al capitalismo, lavora in società dall´interno. Nel tentativo di privilegiare aspetti del capitalismo contro altri, per rinnovarlo nel suo insieme».

Che messaggio politico inviate al Pd, su queste basi?
«Al Pd diciamo che l´idea di una sinistra che si fa "centrosinistra" è conclusa. Sconfitta, e non solo in Italia, perchè il "blairismo" è finito. Aggiungendo anche che questa impostazione da "terza via" ha generato una destra peggiore, più rigida che in passato. Insomma, è nata una nuova destra identitaria, alimentata proprio dal riformismo debole. D´altro canto va pure superata una sinistra minoritaria, arroccata e autoreferenziale. La sinistra che critica il capitalismo a parole, ma è priva della forza necessaria per mettere in pratica certi obiettivi».

Pensate a una sinistra diffusa, di massa e popolare, che si allea autonomamente con il centro moderato?
«Esattamente. La grande sinistra che immagino non sarà mai maggioritaria, in una società "scomposta" come l´attuale. E deve allearsi, come soggetto egemone e in coalizione, con il centro moderato. Penso quindi a un bipolarismo di coalizione o a un bipartitismo imperfetto. Contro l´errore del bipartitismo perfetto, che in Italia non funziona. E contro le ricadute decisioniste, presidenziali e premierali, tipiche di un´idea secca del bipolarismo, maggioritario o bipartitico. E questo resta un terreno di sfida decisivo e privilegiato per la sinistra contro la destra».

Relazione di Mario Tronti all'Assemblea del Centro per la Riforma dello Stato
Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa Condividi Condividi
 
TrackBack Url: (I TrackBack sono moderati)
http://www.pdbuccinasco.it/dblog/tb.asp?id=372
 
Nessun commento trovato.

Anti-Spam: digita i numeri CAPTCHA Carica un nuovo codice
Testo (max 1000 caratteri)
Nome
Link (Visibile nel Blog)

Email (Visibile solo dall'amministratore)

Salva i miei dati per futuri commenti
Ricevi in email la notifica di nuovi commenti

I commenti sono moderati. Il tuo commento sarà visibile solo quando approvato.
Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.