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LEGALITÀ: A BUCCINASCO SI VOLTA PAGINA?
Di Redazione (del 27/03/2009 @ 06:00:14, in Politica locale, linkato 1523 volte)
di David Arboit
Nella lettera scritta da Libera al Sindaco di Buccinasco si legge: «La lotta alle mafie non deve essere né di destra né di sinistra, la lotta alle mafie deve essere una precondizione necessaria se si vuole affermare il primato delle leggi, dei diritti e dell’uguaglianza dei cittadini». Il messaggio è molto chiaro quindi: niente piccole e meschine polemiche politiche. Tutti a parole hanno lodato e sottoscritto questo principio, ma poi…
Ma poi i fatti sono altri, quando si arriva ai fatti si riscontra oggettivamente altro. Si riscontra una malcelata e banale azione politica che ha come obiettivo il “divide et impera”, tattica usata in politica, ma mai come in questo caso assolutamente fuori luogo.
Leggiamo l’editoriale del Sindaco nell’ultimo numero di Buccinasco Informazioni. Loris Cereda non resiste e rovina una pagina che tutto sommato poteva essere accettabile infilandoci un’indecenza come solo lui, con la sua straordinaria abilità politica, sa fare. Riferendosi alla serata del Consiglio comunale aperto sulla legalità infatti scrive: «Unica nota stonata l’intervento dell’ex-Sindaco Carbonera che, dopo aver dimostrato per 5 anni il suo limite nel non saper andare oltre gli slogans, ha deciso di unire agli slogans anche la cattiveria derivante dalla mai digerita, ancorché eclatante, sconfitta elettorale. Peccato, da chi ha rappresentato comunque le Istituzioni, ci si sarebbe potuto aspettare un maggior senso di responsabilità.»
Vado a rileggermi il discorso pronunciato da Carbonera il 5 marzo per verificare che cosa abbia generato questa reazione. Cerco un attacco personale di Carbonera a Cereda che possa giustificare queste parole fuori posto; non c’è.
Allora riflettendo mi viene in mente che forse questa acrimonia è motivata dal problema cruciale posto da Carbonera quella sera che è il seguente: numerosi organi di stampa hanno riportato parti di una informativa della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano a firma del magistrato Pomarici. Stando a quanto riportato dagli organi di stampa questa informativa conterrebbe il nome di un Consigliere Comunale di Maggioranza di Buccinasco nel quadro di indagini su un contesto criminale che fa capo alla 'ndrangheta.
Ma è chiaro: il polverone serve a nascondere la notizia. Invano direi perché a Buccinasco tutti ne parlano.

L’editoriale di apertura di BI firmato dal Sindaco fa il paio con una della ultime pagine del giornale. «Non c’è pace a Buccinasco sul tema della legalità e certo non per volere dell’Amministrazione Cereda»; leggo questa frase nell’articolo firmato PDL gruppo consiliare di FI contenuto a pagina 19 e mi scappa da ridere.
Poche righe prima l’autore dell’articolo aveva infatti scritto le seguenti parole, parole che hanno un evidentissimo intento pacificatorio: «La campagna di odio iniziata appena dopo le elezioni che aveva come punto centrale l’immobile di Via Bramante (la cosiddetta ex pizzeria sociale) vergognosamente portata avanti dalla sinistra radicale nei confronti di questa maggioranza, ha raggiunto il suo culmine. Una parte della minoranza, infatti, ha organizzato, per il 21 marzo 2009, un Happy Hour della legalità proprio davanti a quell’immobile sequestrato alle mafie.»
Stupisce che persone che si richiamano così spesso, così volentieri e con grandissimo orgoglio alla fede cristiana, persone che fanno parte del Gruppo consigliare di FI, abbiano accettato di sottoscrivere questo pezzo, tutt’altro che pacifico, tutt’altro che portatore di pace. È questo il vostro modo di essere portatori di pace?
All’autore dell’articolo vorrei ricordare che quella che lui pacificamente ha chiamato la “campagna di odio”, è soltanto una “campagna di informazione” per fare conoscere ai cittadini la sequela di gravissimi errori commessi dall’Amministrazione Cereda. L’Happy Hour in via Bramante voleva ricordare gli errori e sollecitare una soluzione: tutto qui!
Ricordiamo ancora una volta che la sospensione del progetto già approvato dall’Amministrazione Carbonera per la pizzeria di via Bramante ha infatti significato:
1) affondare un progetto sensato, utile alla città e dotato di copertura finanziaria, un progetto per il quale il Comune doveva sborsare 25.000 euro;
2) essere costretti a riconoscere, un bel po’ di tempo dopo, che al Comune la ristrutturazione dei locali costerà 150.000 euro;
3) compiere un atto estremamente negativo dal punto di vista simbolico nel contesto sociale della città di Buccinasco;
4) lasciare l’immobile fino ad oggi inutilizzato con grandissima soddisfazione di quelli (e sappiamo benissimo chi sono) che vogliono che quello spazio non venga mai più utilizzato;
5) avviare una ridicola, ambigua e pericolosa campagna di disinformazione ingenuamente propagandata come battaglia per il buon nome della città.
La manifestazione ha chiesto anche una sollecita conclusione della questione (cosa direi doverosa) e ha avanzato una proposta certamente legittima anche se non condivisa da tutta l’opposizione.
Che cosa c’è di male? Dove si vede l’odio? Che cosa c’è da vergognarsi?

Due fatti che dimostrano ancora una volta come la tentazione della strumentalizzazione politica sia dietro l’angolo e come con grande ipocrisia ci sia chi va a cercare un pulviscolo nell’occhio dell’altro mentre non vede la trave nel suo.
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