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MARIA EMANUELA ADINOLFI: LE PAROLE DI MIRABELLI RISPONDONO A VECCHIE LOGICHE
Di Redazione (del 19/06/2008 @ 10:14:58, in Politica locale, linkato 1665 volte)
Da Affari Italiani Mercoledí 18 giugno 2008
E' una delle giovani emergenti del Pd, Maria Emanuela Adinolfi. Classe '65, aveva fatto scalpore con una iniziativa molto originale, a ridosso delle elezioni. Si era proposta come "motocandidata" per convincere gli ultimi indecisi prima del voto spiegando il programma. La Adinolfi, intervistata da Affari, esprime tutta la propria disapprovazione per le parole di Franco Mirabelli (consigliere regionale e membro del direttivo), che, sempre su Affari, aveva negato con decisione la possibilità che le primarie per l'elezione del segretario provinciale (così come chiesto dai circoli) fossero spostate a settembre per garantire la massima partecipazione.
Maria Emanuela Adinolfi, cos'è che l'ha fatta arrabbiare, nelle parole di Mirabelli? Sicuramente il tono. Perché prendere una posizione così netta quando in effetti ci sono molti circoli che muovono delle osservazioni, peraltro ampiamente giustificabili, mi sembra un modo di fare da vecchio partito. Oltretutto i circoli sono nati con l'elezione del 27 gennaio e di fatto sono un organo eletto dalla base del partito. Vanno tenuti da conto.
Cosa significa l'uscita del consigliere regionale? Una mancanza di democrazia, da parte di quello che si chiama Partito Democratico e che continua a sostenere che bisogna rivolgersi alla gente e lavorare sui territori.
Veniamo al punto. E se le primarie resteranno "balneari" cosa potrebbe succedere? A me piacerebbe moltissimo avere da subito un segretario legittimato, voluto da tutti i fondatori del Partito. Per cui sarebbe bello poter mantenere la data di metà luglio. Ma se i circoli esprimono delle perplessità e ritengono di non riuscire a realizzare delle elezioni partecipate per quel momento, allora bisogna prenderne atto. Anche perché metà luglio è pur sempre una data da vacanza.
E dunque... Dunque è venuto il momento di non ragionare più sull'urgenza ma in maniera meditata. Ritengo sia fondamentale fare delle elezioni con una rosa di candidati, e che questa rosa di candidati rappresenti e porti delle personalità nuove.
Marco Granelli, riguardo alle parole di Mirabelli, parla di logiche correntizie. E' una cosa certa il fatto che dalle primarie del 14 di ottobre Mirabelli ha rappresentato una corrente. C'è un triumvirato che continua solidamente a reggere le sorti dei direttivi. Basta andare a vedere su Affaritaliani, quali sono state le prime uscite pubbliche dopo il 14 di ottobre: c'è una dichiarazione di Messina che dice "primarie per il segretario provinciale". E poi Mirabelli che contesta questa impostazione. Ora le primarie si sono dovute programmare, forse si deve fare un altro passo indietro di fronte alla volontà della base del partito. Una base di partito, tra l'altro, che ora rappresenta persone nuove, che fanno fatica a comprendere questi meccanismi un po' vetusti, da militanti.
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