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MAURIZIO MARTINA: Sì AL DIALOGO CON LEGA E UDC
Di Redazione (del 06/09/2008 @ 06:00:11, in Politica locale, linkato 1286 volte)
Di Daniele Riosa
Affaritaliani.it, 4 settembre 2008
Maurizio Martina è un fiume in piena. Il segretario regionale del Pd, in un'intervista a tutto campo ad Affaritaliani.it, parla dell'assemblea regionale che si terrà sabato alla Festa democratica e di Provinciali: «Vogliamo costruire in Lombardia un nuovo Centrosinistra allargato alle esperienze civiche che possono condividere con noi un programma di governo locale. Siamo inoltre interessati a capire con l'Udc se e come ci possono essere possibilità di collaborazione». E sulle paventate alleanze con la Lega, pur marcando le differenze, dice: «Col Carroccio ci può essere un confronto serrato sul federalismo». Il piano Alitalia? «In generale è un'operazione che indebolisce il sistema aeroportuale milanese. È scandaloso il silenzio sulla liberalizzazione dei diritti di volo».

Quale sarà il tema principale di cui parlerete durante l'assemblea regionale di sabato 6 settembre alla Festa democratica di Milano?
"L'assemblea si titolerà Lombardia chiama Europa: proprio perché abbiamo l'ambizione di costruire un lavoro che intrecci il locale al globale, anche perché le Amministrative si terranno in concomitanza con le Europee. L'assemblea sperimenterà un percorso di approfondimento nuovo".

Quale?
"A partire dalla mattinata di sabato ci saranno sette sessioni tematiche sui grandi temi di sviluppo della Lombardia. Sono le questioni sulle quali vogliamo rilanciare il dialogo col Centrodestra. Parleremo di meritocrazia con Roger Abravanel, di glocalismo e di Europa delle regioni con Piero Bassetti. Discuteremo di sviluppo locale con Fabio Terragni, presidente di Pedemontana, di Expo e Città metropolitana con Penati. Parleremo di ambiente come grande risorsa con il professor Marzio Galeotti e di società dell'immigrazione con la dottoressa Laura Zampini e infine di nuovo welfare locale con il presidente del Consorzio delle cooperative sociali Claudia Fiaschi. Chiuderemo questa parte di approfondimento con un confronto tra Goffredo Bettini, Massimo Cacciari e Mauro Ceruti sul Pd e alle sue prospettive. Sarà un'assemblea propedeutica al voto amministrativo visto che in primavera andranno alle urne mille dei 1.500 comuni delle Lombardia".

Il leader provinciale Ezio Casati ha chiuso le porte alla sinistra radicale e ha avviato trattative con l'Udc. Condivide questa strategia?
"Vogliamo costruire in Lombardia un nuovo Centrosinistra allargato alle esperienze civiche che possono condividere con noi un programma di governo locale. Verificheremo provincia per provincia la situazione e in ogni realtà dove abbiamo governato faremo un rendiconto del nostro operato. I nostri gruppi dirigenti e il Pd milanese devono partire da questa analisi per capire come si può riorganizzare la coalizione e quali nuovi rapporti si possono costruire nel Centrosinistra e vedere se ci sono le condizioni per allargare il campo. Da questo punto di vista il Pd è interessato a capire con l'Udc se e come ci possono essere possibilità di collaborazione. Non lo facciamo in termini astratti: lo faremo territorio per territorio, partendo dai programmi e dalle scelte dei candidati. E chiaro che a Milano si parte dalla forza e dalla credibilità del lavoro fatto da Penati e dal cuore della coalizione che lo ha sostenuto. Se c'è la possibilità di allargare il campo questo va assolutamente verificato".

Lei crede che nella stessa coalizione Prc e Udc possano convivere?
"Non mi pongo il tema dei confini della coalizione. Mi interessa la chiarezza dei programmi e delle scelte fondamentali. Se questo ci sarà, e non dubito che a Milano ciò possa avvenire, il resto verrà organizzato successivamente. Poi sarà il Pd milanese a valutare autonomamente il programma e i partiti coi quali attuarli".

Non pensa che la vittoria di Ferrero chiuda la porta ad un accordo tra Pd e Prc? "So che in Rifondazione si è aperto un dibattito. Ma il Pd deve fare la sua parte: innanzitutto intercettare le tante esperienze civiche della realtà milanese. Un elemento fondamentale che viene prima di ogni ragionamento astratto. Questa operazione è possibile farla anche attraverso la promozione di una lista del presidente come quella fatta da Penati. Una lista cioè che abbia la possibilità di raccogliere le tante esperienze che vogliono collaborare con Penati e col Pd. Dobbiamo fare delle scelte che ci differenzino dal romanocentrico Centrodestra che impone le candidature dall'alto. Il Pd deve fare l'opposto, partendo dal basso e dai territori. Questa sarà la nostra carta vincente".

Ci saranno le primarie?
"Si faranno nelle realtà comunali di una certa dimensione nelle quali i sindaci hanno già alle spalle dieci anni di mandato e non possono essere ricandidati. Nelle città dove il sindaco è al termine del primo mandato si lavorerà attorno al candidato raccogliendo le migliori energie dal basso con un’attenzione particolare al civismo diffuso nella realtà lombarda".

E' favorevole ad alleanze con la Lega?
"Noi siamo diversi e abbiamo opinioni diverse. Andiamo al confronto con tutte le forze politiche, Carroccio compreso, forti della nostra autonomia e della nostra capacità di iniziativa politica. Con la Lega ci può essere un confronto serrato sul federalismo. Continuo a pensare che le forze più vicine al territorio sono la Lega e il Pd e non il Pdl. Il tema del federalismo va rilanciato con forza. Non si tratta di fare accordi astratti, e di annullare le differenze che ci sono. Noi sfidiamo la Lega proprio sul federalismo. Senza l'apporto del Pd non si produce una politica federalista utile a tutto il Paese. Andiamo al confronto forti della nostra autonomia senza subalternità".

Questione Linate. Giusto ridimensionarlo per favorire Malpensa?
"La proposta che sta emergendo riduce le possibilità di Milano anziché aumentarle. Non c'è un investimento serio e rigoroso su Malpensa. Il Centrodestra ha predicato fino a ieri la necessità dell'hub di Malpensa, ma il piano Fenice non lo prevede e nessuno parla. In generale è un'operazione che indebolisce il sistema aeroportuale milanese. C'è un punto sul quale daremo battaglia fino in fondo anche con un'iniziativa forte nelle prossime settimane a partire dalla realtà di Varese e Milano che sono le più colpite".

Che cosa non le piace proprio?
"Il governo si è dimenticato completamente di aprire la questione della liberalizzazione dei diritti di volo. Siccome questa è la chiave di volta per Malpensa, è scandaloso che con questa operazione di Alitalia non si affronti questo tema e anzi si sospendono le norme anti-trust per la tratta Milano-Roma. Questo alla faccia del Centrodestra centralizzatore e di una politica di sostegno al cittadino lavoratore. È una vergogna".
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