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PARCO AGRICOLO SUD: VIA LIBERA ALLE COSTRUZIONI SU 500 ETTARI DI VERDE
Di Redazione (del 28/12/2008 @ 15:07:29, in Politica locale, linkato 1439 volte)
Paola D’ Amico
Corriere della SERA 20 dicembre 2008
Via alla variante dei confini del Parco agricolo Sud. L’ assemblea dei sindaci approva quasi unanime la delibera proposta dal direttivo del Parco la scorsa settimana (contrari solo i comuni di Pieve Emanuele, Opera, Cisliano e Pioltello). Ma boccia coralmente l’ipotesi di insediare il nuovo termovalorizzatore dentro al Parco. Due decisioni bipartisan, da amministrazioni di centrodestra e centrosinistra.
Ora la delibera, che in sostanza dà via libera alla realizzazione di infrastrutture in circa 500 ettari di verde, dovrà passare in commissione ambiente, in giunta provinciale e in consiglio.
L’assessore all’Ambiente della Provincia e presidente del Parco agricolo Sud ha precisato all’assemblea «la necessità di dare una svolta dopo vent’anni di rigidità vincolistica per andare a correggere i confini in base alle nuove esigenze manifestate dai territori». Compatti anche nel sottoscrivere una raccomandazione «di tutela del territorio, in quanto il Parco è un bene non inesauribile e come tale da valorizzare» i sindaci che ieri rappresentavano i 61 comuni interessati dagli ambiti del parco.
L’incontro si è tenuto alla Cascina Grande di Rozzano. Durissima anche la presa di posizione sul termovalorizzatore, solidale con l’emendamento presentato dal sindaco di Pieve Emanuele.
Il parco Sud ha un’estensione di 470 chilometri quadrati e in otto anni, dal 2000 al 2008 ben 35 comuni avevano chiesto modifiche ai confini. In base alla delibera, i Comuni, indistintamente, potranno usare a fini edificabili l’ 1,5% del territorio comunale ricompreso nel Parco.
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# 1
Lettera di un lettore del Corriere della Sera sul destino del Parco Sud

Caro Schiavi, ho appreso della nuova cementificazione che vedrà coinvolto il famoso «Parco Sud». È strano che a proporre cosi tanto cemento a Milano sia proprio un uomo, l’assessore Masseroli, legato a un movimento dai sentimenti religiosi, un uomo che a mio avviso dovrebbe pensare che il bene comune sono sì le case per tutti, ma anche che il verde: la sua salvaguardia è un bene prezioso per l’uomo, per il suo equilibrio, per la sua anima. Non esiste una città senza spazi verdi: una città che ha raggiunto livelli di edificabilità così alti come la nostra è una città dimenticata dall’uomo. Spero che l’Expo sia l’occasione per far crescere e trasformare Milano in una città che considera il verde una necessità da difendere. Oggi è come un supermarket: prendi 3 e paghi due, ma solo per chi costruisce.
Carlo Zanoli


Caro Zanoli, la difesa del verde partendo dai sentimenti religiosi di un assessore introduce un elemento nuovo nel dibattito sulla deregulation cementificatoria milanese. Non solo perché offre una visione in un certo senso «sacra» dell’ambiente per la qualità della vita, ma anche perché cerca di stabilire un filo di coerenza tra l’esercizio della fede e il mestiere della politica. È sempre difficile entrare nei conflitti privati delle persone (ammesso che ci siano), ma per tagliar corto, la risposta che un politico può dare in certi casi è questa: lo faccio per il bene comune, per un interesse collettivo, per una città più bella, per garantire un futuro migliore ai miei figli (e ai nostri, ovviamente). Io non so se queste giustificazioni reggono anche l’innalzamento dell’indice di fabbricazione da 0,65 a 1, che consente una colossale crescita delle possibilità edificatorie per il mercato immobiliare; o il via libera dato l’altro ieri alle costruzioni su 5 chilometri del Parco Sud. Per l’assessore all’Urbanistica Masseroli probabilmente sì. Ma per altri questa sottrazione di verde e di spazi aumenta il rischio di una città invivibile, gonfiata di nuovi residenti, con sempre meno superficie pubblica destinata al bene sociale. Chi comprerà le nuove case, visto che già oggi le grandi società immobiliari hanno perdite vistose causa l’invenduto? A Santa Giulia, zona Rogoredo, sono rimasti senza prenotazione i palazzi progettati da Norman Foster, mentre in quelli (venduti) delle coop i residenti si trovano a fare i conti con il deserto dei servizi e una spianata senza verde. È un bene che si discuta e si entri nel merito di una questione così importante, anche perché stanno per saltare altri vincoli: riguardano il verde dell’ippodromo di San Siro.
Giangiacomo Schiavi
12 dicembre 2008
Di  David Arboit  (inviato il 28/12/2008 @ 15:23:09)
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