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SGOMINATA BANDA LEGATA ALLA 'NDRANGHETA
Di Redazione (del 20/05/2009 @ 09:04:21, in Ndrangheta, linkato 2348 volte)
Corriere della Sera,
19 maggio 2009
MILANO - A Milano la polizia di Stato ha scoperto un clan della 'ndrangheta che, con un macchinoso sistema, riusciva a far erogare mutui a personaggi di comodo e ad incassare in modo fraudolento le relative somme di denaro. Quindici le persone arrestate, accusate di aver truffato alcune filiali di Unicredit ottenendo mutui casa per un importo molto più alto del prezzo versato. Attraverso la fraudolenta erogazione, in un anno l'organizzazione sarebbe riuscita ad accumulare la somma di oltre 800mila euro.

I CLAN CALABRESI - Per il reato di associazione a delinquere dedita alla truffa a istituti credito e società finanziarie sono finiti in carcere otto persone tra cui il capo del gruppo, Giuseppe Pangallo, 29 anni, di Platì, in provincia di Reggio Calabria, esponente di spicco del clan Papalia-Barbaro, alla quale erano destinati la gran parte degli illeciti provenienti dall’attività delittuosa. Ai domiciliari sono finite altre sette persone, tra cui il perito di una banca, mentre risulta indagato un funzionario di Unicredit. In carcere, oltre a Pangallo, sono finiti Matteo Comisso, 26 anni, di Casorate Primo (Pavia); Giovanni Tonarelli, 43 anni, nato in Svizzera; Piergiuseppe Bari, 39 anni, di Milano; Enzo Trevisan, 45 anni, di Milano; Salvatore Gianninò, 48 anni, di Ramacca (Catania); Tiziano Monti, 45 anni, di Milano e Roberto Maroni, 39 anni di Lecco. Ai domiciliari, invece: Gennaro Speria, 27 anni di Napoli; Ettore Andreoni, 46 di Milano; Paolo Fucarino, 25 anni, di Milano; Amedeo Lasco, 36 anni, di Milano; Emanuele M. Mancia, di 35 anni di Saronno (Varese); Andrea Melesi, 29 anni, di Lecco; Gianluca Petazzi, 53 anni, di Milano.


LA TRUFFA - La truffa, nella ricostruzione della polizia, si articolava in questo modo: la banda trovava immobili di scarso valore nella zona di Lecco e con la complicità di almeno un perito otteneva da filiali di Unicredit mutui per l'acquisto ad un valore molto superiore al prezzo pagato. Dopo un primo rilevante finanziamento, fatto ottenere a soggetti presentati come clienti affidabili grazie a imprenditori compiacenti, che fornivano la falsa documentazione che ne attestava la solvibilità, seguivano diversi tentativi di conseguire ulteriori crediti per l'acquisto di beni mobili. L'associazione così si avvantaggiava di ingenti somme di danaro contante, che poi investiva riciclandole, mentre i prestanome ricevevano piccole ricompense. Dopo alcuni mesi le «teste di legno» che risultavano dipendenti di aziende facenti capo all'associazione, venivano licenziate, perdendo ufficialmente la loro fonte di reddito, in modo che al mutuo subentrasse l'assicurazione. 
Nel corso delle operazioni sono state sottoposte a sequestro preventivo tutte le quote sociali di due Srl riconducibili all’organizzazione criminale sgominata, nonché quattro immobili ubicati nel lecchese ed acquistati dagli indagati.


I LEGAMI POLITICI - L'indagine continua per accertare legami tra Pangallo ed esponenti politici. Nelle intercettazioni disposte nell'ambito dell'inchiesta, ribattezzata «La Stangata», emergono «stretti rapporti di conoscenza e frequentazione» tra Giuseppe Pangallo e un consigliere comunale di Buccinasco. «Si tratta di un rapporto sulle cui dinamiche e consuetudini sono in corso una serie di accertamenti», ha spiegato il capo della squadra Mobile di Milano, Francesco Messina. «Indagini realizzate «nell'interesse degli indagati e dell'intera collettività, perchè sappiamo - ha sottolineato Messina - che il primo obiettivo della 'ndrangheta è proprio l'infiltrazione del tessuto politico amministrativo».
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# 1

NDRANGHETA, INFILTRAZIONI A BUCCINASCO: IOCCA (FI) SMENTISCE COINVOLGIMENTO
Da http://www.giornalelibero.com 19/05/2009 - 17:55

BUCCINASCO - Così il Consigliere Comunale del PDL di Buccinasco, Luigi Iocca, replica alle notizie stampa di oggi: "Innanzitutto esprimo soddisfazione nel leggere quanto riportato durante la conferenza stampa tenutasi questa mattina presso la Questura di Milano in cui gli inquirenti hanno specificato che: "...il politico, conoscente del capo del sodalizio non è tuttavia risultato coinvolto nell'organizzazione".

Si tratta dell'ennesima dimostrazione dell'assoluta estraneità del sottoscritto rispetto alle operazioni condotte dalle autorità inquirenti in relazione ai fatti oggetto di indagine. Ho già incontrato il Sindaco ed i colleghi della maggioranza i quali mi hanno espresso la loro totale fiducia".

FOCUS
Luigi Iocca ha 34 anni. E' impegnato politicamente in Forza Italia, oggi Pdl, dal 1995. E' stato fondatore di un'associazione Onlus di volontariato operante nel campo della disabilità. Ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio Comunale e capogruppo di Forza Italia di Buccinasco. Svolge, da diversi anni, la propria attività professionale nel campo del benessere in qualità di titolare di alcuni centri estetici nel nord Italia.
Di  David Arboit  (inviato il 20/05/2009 @ 10:55:46)
# 2
Si può certo chiedere al “politico conoscente del capo del sodalizio” un passo indietro per fare chiarezza, chiedere si sa non costa nulla, si può certo fare appello al buon senso e alla cosiddetta sensibilità istituzionale, ma tutti sanno bene che, a partire dal loro grande capo re Silvio, il loro motto è "me ne frego", che il loro senso delle istituzioni (e della decenza) è pari a ZERO, e che in ogni caso la loro linea di condotta è sempre negare tutto, anche l'evidenza, e dare la colpa ai giudici comunisti.

Comunque “il politico conoscente del capo del sodalizio” ha il dovere, vista la carica che riveste, di fare molta chiarezza; è una cosa che deve ai cittadini che lo hanno votato. In Italia i cittadini ne hanno fin sopra i capelli di uomini politici che per raggiungere potere e denaro sono disposti a tutto, a fare qualunque patto con il diavolo. Di questa gente non ne possiamo più soprattutto perché li paghiamo profumatamente, ci costano un occhio della testa, e poi si fanno solo gli affari loro.

È in grado perciò “il politico conoscente del capo del sodalizio” di rispondere alle seguenti semplici domande?
1) Conosceva il signor Giuseppe Pangallo?
2) Se la risposta alla domanda 1 è sì, da quanto tempo lo conosceva?
3) Se la risposta alla domanda 1 è sì, quali rapporti intratteneva con il suddetto Pangallo?
4) Era al corrente delle attività illegali che la magistratura attribuisce al signor Pangallo?
5) Ha tentato il signor Pangallo di condizionare l’attività amministrativa avanzando progetti e proposte?
6) Ha tentato il signor Pangallo di offrire sostegno elettorale?
7) Se la risposta alla domanda 6 è sì quali e quanti voti il signor Pangallo affermava di poter garantire? Per quale ragione, cioè in forza di che cosa il signor Pangallo affermava di poterli garantire?
8) “Il politico conoscente del capo del sodalizio” conosceva altri degli arrestati (Matteo Comisso, 26 anni, di Casorate Primo; Giovanni Tonarelli, 43 anni, nato in Svizzera; Piergiuseppe Bari, 39 anni, di Milano; Enzo Trevisan, 45 anni, di Milano; Salvatore Gianninò, 48 anni, di Ramacca ecc.)
9) Se la risposta alla domanda 9 è sì in quali occasioni e per quali ragioni li ha conosciuti?
Di  David Arboit  (inviato il 20/05/2009 @ 11:01:16)
# 3
GIUSEPPE PANGALLO DIRIGEVA PER CONTO DEL CLAN BARBARO-PAPALIA L'ORGANIZZAZIONE IN STRETTO CONTATTO CON POLITICI, FINANZIERI E IMPRENDITORI


Un fiume di denaro più o meno pulito. Ottenuto tramite un meccanismo collaudato di truffe a banche e finanziarie per ottenere robusti mutui e poi sparire coi soldi. Un’organizzazione di insospettabili professionisti, quasi tutti di Milano, Lecco e Casorate Primo. Il capo, però, è un nome eccellente della ‘ndrangheta di Platì: GIUSEPPE PANGALLO, 29 ANNI, casa nel Comasco, già arrestato nel 2005 per traffico di droga, GENERO DI ROCCO PAPALIA e COGNATO DI SALVATORE BARBARO, capo e reggente della cosca che da anni controlla il territorio di Corsico e Buccinasco.

E proprio a Buccinasco, comune più volte segnalato come a rischio di infiltrazione mafiosa, PANGALLO COLTIVAVA ALMENO UNA FREQUENTAZIONE ECCELLENTE, QUELLA DEL CAPOGRUPPO PDL IN CONSIGLIO LUIGI IOCCA, come rilevato dagli investigatori della prima sezione della squadra mobile, guidati dal vicequestore Maria José Falcicchia. IOCCA — CHE NON È INDAGATO E RIBADISCE «ASSOLUTA ESTRANEITÀ» ALLA VICENDA — È STATO PERQUISITO: NEL SUO APPARTAMENTO I DETECTIVE HANNO TROVATO MODICHE QUANTITÀ DI DROGA, «NON PER USO PERSONALE». «È un rapporto preoccupante — sottolinea il dirigente Francesco Messina — che stiamo approfondendo». Quindici le ordinanze (otto in carcere, il resto ai domiciliari) emesse dal gip Gaetano Brusa su richiesta del pm Lucilla Tontodonati della Dda ed eseguite ieri mattina dalla polizia. Il trucco stava nel presentarsi allo sportello «Banca per la casa» della Unicredit — un impiegato, L. T., è tra gli indagati — per ottenere un mutuo gonfiato, con credenziali false. Pangallo gestiva il giro tramite il braccio destro Matteo Comisso, 26enne di Casorate, e i suoi luogotenenti, incaricati di procurare e gestire le teste di legno.

All’imprenditore edile Piero Bari, 39enne di Milano, e al commercialista Giovanni Tonarelli, 55enne svizzero, toccava procurare ai prestanome le false buste paga e i cud, gestiti dall’intermediario lecchese Roberto Maroni, 39 anni, il «regista burocratico» nelle parole del gip Brusa. A questo punto bastava individuare qualche modesto appartamento nel lecchese, andare in banca con la stima fasulla del perito Andrea Melesi, 29enne di Lecco (esempio: un bilocale rogitato a Pagnona per 34mila euro veniva valutato 201mila euro) e ottenere il mutuo. Dopo un paio di mesi i prestanome sparivano, con la scusa del licenziamento: alla banca arrivava il risarcimento dell’assicurazione e il giro — che tra il 2007 e il 2008 ha fruttato alla banda 800mila euro, gestiti dal cassiere Enzo Trevisan, 55enne milanese — si chiudeva. «È un fenomeno delittuoso nuovo», spiega ancora il gip, sintomo di una «più raffinata visione criminale e della necessità delle storiche famiglie mafiose» di far soldi «con modalità più tecniche e meno cruente».

La Repubblica, 19 maggio 2009
Di  David Arboit  (inviato il 20/05/2009 @ 13:47:41)
# 4
IOCCA: "HO CONOSCIUTO PANGALLO IN PALESTRA. POLVERE BIANCA IN CASA? UN INTEGRATORE"
Di Davide Bortone
www.giornalelibero.com 21/05/2009 - 12:49:18
BUCCINASCO - E' durata mezzora l'autodifesa del consigliere comunale del Pdl di Buccinasco, Luigi Iocca, in merito alle sue frequentazioni di Giuseppe Pangallo, 29enne vicino alla cosca della 'ndrangheta Barbaro-Papalia arrestato in settimana dagli agenti della Squadra mobile di Milano, nell'ambito della truffa all'Unicredit. La conferenza stampa convocata per le 12 nella sala giunta del Municipio buccinaschese si è svolta in un clima sereno. Ma era palpabile la fretta di chiudere in breve tempo il botta-risposta coi giornalisti.

Iocca ha portato in sala le proprie analisi del sangue dal 10 luglio 2003 al 16 aprile 2009, per dimostrare che non assume e non ha mai assunto droga. "Ogni sei mesi mi sottopongo agli esami - ha spiegato il consigliere Pdl - che certificano il mio stile di vita ispirato al benessere: non bevo, non fumo, faccio sport e lavoro nel campo del benessere, tanto meno faccio uso di stupefacenti". "Peraltro - ha aggiunto Iocca - non è ancora certo che siano di droga le 'mere tracce di polvere bianca' rinvenute in un misurino di plastica dalle forze dell'ordine durante la perquisizione dei miei appartamenti. Ogni tanto mi faccio dei cocktail e dei beveroni energetici con degli integratori alimentari, che utilizzo spesso, e che consistono proprio in una polvere bianca".

FIDUCIA DELLA MAGGIORANZA
"Ho già incontrato il sindaco e capigruppo di maggioranza - ha fatto sapere Iocca - che con mia grande soddisfazione mi hanno espresso tutta la loro fiducia nella volontà di continuare a lavorare assieme, soprattutto perché il sottoscritto non è mai stato e non è indagato per attività legate al mio ruolo di consigliere comunale". Una fiducia concessa sulla fiducia, dunque, quando la polizia deve ancora esprimersi sui vari aspetti della vicenda. "Bisogna innanzitutto capire cos'è - ha risposto Iocca a una domanda sul presunto stupefacente - ma di certo posso dire che svolgo molta parte della mia attività professionale anche a casa. Faccio aperitivi, incontri di lavoro, casa mia è una casa aperta come sono io una persona aperta, nel senso che incontro molta gente e conosco molta gente che mi ferma per strada. Parlo e incontro molte persone. Oggi non posso sapere com'è finita quella sostanza, ammesso che sia uno stupefacente, in casa mia".

Riguardo alla frequentazione di Pangallo, Iocca ha precisato di averlo "conosciuto in palestra". "Non ho nessun timore a dire che conoscevo, conosco, Pangallo, tenendo presente un aspetto: nel file di Buccinasco della mia agenda figurano 1014 persone. Da quando mi sono candidato nel 1995 ho sempre conseguito molte preferenze e sono sempre stato un politico dalla grande capacità di ascolto. Quindi, fortemente probabile che il politico, incontri e scambi quattro chiacchiere anche con persone che non sai chi sono o che lavoro facciano. Si qualificano come cittadini di Buccinasco e basta. Peraltro, la moglie di Pangallo era in classe con mia sorella". Il consigliere Pdl ha poi negato di aver partecipato al matrimonio di Giuseppe Pangallo. "Non è un'amicizia ma una conoscenza - ha poi precisato - ci incontravamo per caso e ci prendevamo assieme un caffè, qui o ad Assago, ma non ci telefonavamo e non abbiamo mai parlato di attività riguardanti l'Amministrazione comunale. Sapevo che era un calabrese ma non un pregiudicato".

"La maggior parte della stampa - ha commentato Iocca - ha riportato la notizia in modo corretto, ma qualcuno ha varcato il ruolo professionale andando ad esprimere valutazioni non pertinenti rispetto alla competenza delle affermazioni, che spettano agli inquirenti. Mi rendo conto che siamo in campagna elettorale, mi rendo conto che parliamo di un consigliere comunale che per lungo tempo è stato il più votato a Buccinasco e sicuramente non un consigliere comunale di secondo piano. Ma finché si tratta della mia attività pubblica - ha concluso - io sono disposto ad affrontare chiunque perché credo in quello che faccio. Se si parla della vita privata, credo che sarebbe opportuno utilizzare più prudenza".
Di  Anonimo  (inviato il 21/05/2009 @ 15:06:42)
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