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SGOMINATO IL CLAN VALLE: "MILANO COME SIDERNO. MA I LOMBARDI NON DENUNCIANO COME I CALABRESI"
Di Redazione (del 02/07/2010 @ 14:43:27, in Ndrangheta, linkato 4395 volte)
da http://www.milanomafia.com
Milano, 2 luglio 2010 - Una maxioperazione da 250 uomini e 2 anni di lavoro in stile Siderno, o Locri. Non sono iperboli giornalistiche queste, ma le parole precise del procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini. “Bisogna mettersi in testa che un’operazione del genere poteva avvenire tranquillamente a San Luca.” Perché? “Abbiamo riscontrato il totale assoggettamento del tessuto sociale, degli imprenditori e dei commercianti coinvolti nelle estorsioni.” La maxioperazione ha infatti visto gli arresti per 15 appartenenti al clan dei Valle, legati a doppio filo alla ‘ndrina dei De Stefano, protagonista della faida degli anni Settanta con la potente famiglia Condello.
I capi di imputazione sono associazione mafiosa, usura, estorsione, intestazione fittizia di beni.
Una fortuna costruita dunque sull’usura. Centinaia gli imprenditori taglieggiati, per tassi di interesse che arrivavano al 20%, e somme prestate fino ai 250mila euro. Il patriarca, Francesco Valle, di 72 anni e i due figli Angela e Fortunato, di 46 e 47 anni, erano i vertici dell’organizzazione e, stando all’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip Gennari su richiesta del pm Bocassini, si occupavano di “erogare i prestiti in denaro alle vittime di usura, di concordare i tassi di interesse, di riscuotere gli interessi usurari attraverso attività di intimidazione, estorsive e violente; di effettuare gli investimenti in attività immobiliari, bar, ristoranti e di individuare i prestanome a cui intestare fittiziamente gli esercizi commerciali e le quote societarie.”
Insieme ai tre vertici sono stati arrestati Carmine Valle, Maria Valle, Francesco Lampada, Antonio Domenico Spagnuolo, Alessandro Spagnuolo, Giuseppe Tino, Adolfo Mandelli, Riccardo Cosenza, Bruno Antonio Saraceno, Maria Teresa Ferreri, Santo Pellicano e Giuliano Roncon.

E oltre agli arresti sono arrivati i sequestri di 138 immobili, conti correnti e società (i proventi delle estorsioni avevano consentito l’apertura di 15 società), beni per un valore di circa 8 milioni. Gli immobili sequestrati si trovano, oltre che a Milano, a Bareggio, a Cisliano, a Trezzano sul Naviglio, a Rho, a Settimo Milanese, a Como, a Cesano Boscone.
La base operativa era la villa bunker nominata “La Masseria”, dal nome del lussuoso ristorante con tanto di sito web, piscina e palme, situata in via per Cusago al 2, a Cisliano, piccolo paese nelle vicinanze di Milano.



Al di sopra del ristorante abitavano 6 membri del clan che sono stati arrestati. Luogo protetto da decine di telecamere, sensori e allarmi, oltre che cani da guardia, e una stanza di controllo monitorata 24 ore su 24 dai luogotenenti del boss Francesco Valle. Era nella “Masseria” che avvenivano i pestaggi agli imprenditori taglieggiati. “Punirne uno per educarne cento”, ha detto il pm Boccassini. Perché infatti gli uomini dei Valle convocavano molti estorti e ne pestavano uno, a dimostrazione. Questi alcuni stralci di intercettazioni contenuti nell’ordinanza, che con piacere pubblichiamo. “Come andiamo?” dice uno degli imprenditori al telefono con un altro. “Andiamo malissimo, Paolo! Come vuoi che andiamo?! Come vuoi che andiamo? C'ho ancora i segni addosso. Anzi, tra un po' ci saranno altri grossi casini!” E poi prosegue “Ho lasciato 250mila euro di debiti, pensa un po' te! 250 mila euro di debiti!” E ancora “Guarda, io non sto esagerando! Perché qualcuno lo sa già quello che sto dicendo. Ma io non so neanche se mi fanno fare natale!! Perché adesso sai quant'è passato? Un anno e tre mesi che io devo i soldi!” […] “Mi prenderanno la casa, tutto!! Già c'hanno il compromesso in mano! Non lo stanno usando, perché sono intelligenti! Però, fino a quando saranno intelligenti? Capito? Tutto regolare, eh! Compromesso già firmato, eccetera, no? Quello lo fanno figurare come anticipo versato, hai capito?”
Altra abitazione bunker, la villa privata del patriarca, a Bareggio in via Aosta, protetta anch’essa da telecamere e cani rotweiler. Ma l’immobile che invece veniva considerato la “cassaforte” del clan, dove venivano versati i proventi di tutte le attività di videopoker in cui anche – oltre alla ristorazione, locali, edilizia – venivano ripuliti i denari derivanti dalle estorsioni e dalle usure, e questo è situato in una zona semicentrale di Milano, in via Carlo Dolci, zona in cui anche avvenivano i taglieggiamenti.
Ma la cosa fondamentale la dice ancora il pm Boccassini, quando spiega che la ‘ndrina operava su base familiare, esattamente con le stesse metodologie della Casa madre calabra. “La cosa che deve fare riflettere” dice “è il completo controllo del territorio.” Anche la dottoressa Falcicchia della Squadra Mobile lo sottolinea, quando dice che nel territorio attorno al bunker c’era un vero e proprio appostamento di vedette che in un’occasione si sono spinte a inseguire l’auto del poliziotto in borghese fino al centro di Milano, per poi fermarlo e chiedergli il motivo per cui fosse passato più volte sotto “La Masseria”. “E’ preoccupante” conclude la Bocassini. “O si sta con lo Stato, o contro lo Stato. La procura sarà durissima. Nei casi borderline, dove non si capisce bene il ruolo delle vittime, la magistratura sarà molto rigida. Quando c'è connivenza la linea della Procura sarà durissima. Non si possono avere alibi.”
Delle centinaia di imprenditori lombardi esorti, infatti, neppure uno ha denunciato qualcosa. Le indagini sono state quindi ancora più difficili, potendosi basare esclusivamente sulle intercettazioni ambientali e telefoniche.

In manette sono finiti:

VALLE Francesco nato a Reggio Calabria il 27.09.1937

VALLE Fortunato, nato a Reggio Calabria il 6.7.1962

VALLE Angela, nata a Reggio Calabria il 10.5.1964

VALLE Carmine nato a Reggio Calabria il 16.11.1979

LAMPADA Francesco, nato a Reggio Calabria il 27.03.1977

SPAGNUOLO Antonio Domenico, nato a Carbone (PZ) il 07.07.1957

CUSENZA Riccardo, nato a San Giovanni Rotondo (FG) l’1.04.1969

SARACENO Bruno Antonio, nato a Rho il 06.05.1958

FERRERI Maria Teresa, nata a Troia (FG) il 25.08.1956

PELLICANO’ Santo nato a Vigevano il 14.05.1986

VALLE Maria, nata a Vigevano il 16.01.1986.

RONCON Giuliano, nato a Vigevano il 09.01.1977

SPAGNUOLO Alessandro, Vigevano il 02.07.1977

MANDELLI Adolfo, nato a Vimercate 6.03.1961

TINO Giuseppe nato a Roma il 17.09.1960
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# 1
'NDRANGHETA, MAXIOPERAZIONE A MILANO?LE MANI DEI BOSS SUL BUSINESS DELL'EXPO
La repubblica, 2 luglio 2007

L'infiltrazione nelle imprese, i contatti con amministratori pubblici e l'assenza di denunce da parte delle vittime di usura ed estorsioni. Sono questi gli elementi, tipici di aree del Sud dove dominano le mafie, su cui contava la cosca della 'ndrangheta dei Valle, insediata tra Milano e Pavia, che era riuscita ad allungare i suoi tentacoli fino agli affari legati all'Expo del 2015. Nell'inchiesta della Dda di Milano sono finite in carcere 15 persone. Un'indagine che ha messo nero su bianco per la prima volta, dopo tanti allarmi, l'interessamento della 'ndrangheta per ciò che sta sorgendo e sorgerà attorno all'Expo, zona nord di Milano.
Di una "straordinaria operazione anti 'ndrangheta a Milano, la prima mirata contro le infiltrazioni nell'ambito dell'Expo", ha parlato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. In particolare, come si legge nell'ordinanza firmata dal gip Giuseppe Gennari, la cosca dei Valle, nell'ambito di un progetto di riqualificazione di un'area "in virtù del prossimo Expo" ha ottenuto licenze per aprire "un 'mini casinò", una discoteca e anche attività di ristorazione" nel comune di Pero (Milano). Il tutto, scrive il giudice, grazie "all'interessamento" di Davide Valia, assessore comunale a Pero, indagato. In un'intercettazione telefonica Adolfo Mandelli, architetto arrestato, dice: "m*****a, meglio di Davide che è a Pero... Cosa dobbiamo avere". Intercettazioni disposte dal gip Guido Salvini che hanno dato, a detta degli inquirenti, un contributo fondamentale.
Anche in un'informativa della squadra mobile di Milano, del 25 febbraio scorso, si legge dei rapporti fra amministratori pubblici e appartenenti alla cosca, guidata dal boss Francesco Valle, salito in Lombardia negli anni Settanta dopo una faida a Reggio Calabria. Gli investigatori scrivono che i Valle, grazie alle conoscenze di Fortunato Valle (arrestato e figlio di Francesco) con amministratori pubblici locali e all'ausilio di Mandelli Adolfo e Cusenza Riccardo (anche lui arrestato) sono riusciti ad allargare la loro "sfera di influenza interessandosi a operazioni legate alle costruzioni immobiliari" e ad altre attività imprenditoriali "nella zona di Rho-Pero" in previsione "del prossimo Expo".??In particolare, l'assessore Valia "si prodigò" per mettere in contatto Fortunato Valle" con altri amministratori locali di altri comuni". Nell'operazione sono stati sequestrati ben 138 beni immobili, per un valore di circa otto milioni di euro. E' la zona nord di Milano, comunque, la più appetibile per gli interessi mafiosi. In un'intercettazione del 23 gennaio 2009 Fortunato Valle dice: "L'hanno fatta zona, come si dice, zona essendoci l'Expo". Un altro risponde: "Sarà di espansione, di interesse".
Nell'informativa c'è anche il particolare di un tentativo di infiltrazione "nell'amministrazione del comune di Cologno Monzese, facendo candidare Valle Leonardo alla carica di consigliere comunale".??In una conversazione del 27 aprile 2009, poi, Cusenza vanta anche, spiega il gip, "di essere molto vicino all'attuale presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà". Podestà, si legge in un comunicato della Provincia,"non ha e non ha mai avuto rapporti con Riccardo Cusenza, tanto meno di amicizia: in buona sostanza l'affermazione di Cusenza è solo una vanteria, priva di alcun supporto nei fatti".??Infine, il capitolo usura ed estorsioni. Una ventina gli imprenditori e i commercianti strozzati, uno dei quali venne anche "convocato e picchiato brutalmente" da Fortunato Valle alla Masseria di Cisliano, una maxi-struttura con ristorante e piscina organizzata come un vero e proprio bunker, con telecamere, allarmi e sensori. Dalle vittime mai una denuncia."O con lo Stato o contro lo Stato", è stato il richiamo del procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini. Intanto, a quanto si sa, gli inquirenti sono al lavoro su un altro filone d'indagine che promette ulteriori e clamorosi sviluppi.
Di  Redazione  (inviato il 02/07/2010 @ 14:57:16)
# 2
EXPO, POLITICA E ‘NDRANGHETA: UN PROGETTO SVELATO INTERCETTAZIONE DOPO INTERCETTAZIONE

di Davide Milosa
Il fatto quotidiano, 1 luglio 2010

Ma se il big boss recita il suo soggetto dietro le quinte di un palazzo in stile Scarface con piscina e statue di marmo bianco, i due figli, Fortunato e Angela, controllano l’usura, i prestiti, i recuperi e i rapporti con le finanziarie. Senza contare i legami di sangue con la famiglia Lampada, gente di Archi, quartiere di Reggio Calabria, da sempre fortino inespugnabile della cosca Condello. I matrimoni tra le due famiglie, poi, sanciscono l’alleanza, benedetta, tra l’altro, dalla presenza del figlio di Pasquale Condello, il boss supremo arrestato nel febbraio 2008 dopo 18 anni di latitanza.

Ma più che la macelleria mafiosa, quello che conta qui sono i rapporti con il mondo della politica, mediato, manco a dirlo, da quello dell’impresa. E nell’impresa troviamo un tale Adolfo Mandelli, alle spalle qualche precedente, nel portafoglio ben 14 società tra immobiliare e imprese di costruzione. Il suo ruolo per la ‘ndrangheta? Il solito di sempre: “Quello di contribuire al rafforzamento economico del sodalizio criminoso – annota il gip Giuseppe Gennari – rendendosi intestatario fittizio, attraverso la Lario Servizi srl, di quote della Seguro srl, affinché gli altri componenti dell’associazione possano eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale”. Detto fatto, e Mandelli fa da anello di congiunzione con la politica. Politica che nell’ordinanza ha nome e cognome. Si tratta dell’assessore del Comune di Pero Davide Valia. (non indagato). Annota di nuovo il gip: “La totale condivisione di interessi tra Mandelli e i Valle emerge il 23 gennaio 2009, quando Valle lo contatta per avvisarlo di aver ottenuto dal Comune di Pero le licenze per aprire un mini casinò, una discoteca e anche attività di ristorazione, in quanto in quella zona il Comune, in virtù del prossimo Expo, aveva intenzione di riqualificare l’area. Tutto ciò è avvenuto anche grazie all’amicizia con Davide Valia”. Ancora più chiare le intercettazioni. Dice Valle: “In zona Pero il Comune mi ha concesso le licenze”. Prosegue Fortunato Valle: “Ti spiego, lì c’è la zona di Expo e ci hanno rilasciato questa licenza per mini casinò che ci permette di fare anche il ristorante”. In sostanza una sala intrattenimenti “perché – prosegue il figlio di don Ciccio – il Comune vuole un locale dove intrattenere la gente e mi hanno dato la licenza”. Decisiva la risposta di Mandelli. “m*****a meglio di Davide (Valia, ndr) che è Pero e poi con la scusa di Expo e della Fiera”. E se l’obiettivo della ‘ndrangheta risulta dichiarato, altrettanto evidente l’aiuto ricevuto. Scrive il gip: “Dalle intercettazioni è emerso che la licenza per il mini casino è stata ottenuta grazie all’interessamento del politico, il quale si adopera pure per altri favori”. Circostanza confermata anche da tale Tony. L’uomo “che fa parte della Commissione del Comune di Pero deputata al rilascio delle licenze spiega a Valle di essere in grado di fargli avere qualsiasi tipo di licenza per esercizi pubblici in quanto era in vigore una procedura semplificata”.

La politica è, dunque, un chiodo fisso della cosca. A tal punto da pianificare candidature nei comuni dell’hinterland milanese. Ci prova, nella primavera 2009, il terzo figlio di don Ciccio. Leonardo Valle, infatti, in quella tornata elettorale che viene accorpata alle Provinciali e alle Europee, si candida per il consiglio comunale di Cologno Monzese nella lista dei Riformisti. Nel mirino della ‘ndrangheta c’è anche il comune di Cormano. Ne parla Riccardo Cusenza, figura attiva nel campo immobiliare per conto del clan. Il 27 aprile 2009, Cusenza ne parla con un amico proprio di Cormano. “Ho un paio di famiglie calabresi che mi danno una mano, vediamo di fare un po’ di numeri per entrare in un buon giro politico”. Giro politico che, a detta di Cusenza, porta fino all’attuiale presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà. “Con Podestà – dice – siamo culo e camicia”.
Di  Redazione  (inviato il 02/07/2010 @ 15:06:08)
# 3
PODESTA',NESSUN RAPPORTO CON CUSENZA,AZIONI LEGALI PER TUTELARMI

(ASCA) - Milano, 1 lug - Non c'e' stato mai nessun rapporto tra Guido Podesta' e Riccardo Cusenza, l'imprenditore candidato del Pdl (ma non eletto) alle elezioni comunali di Cormano nel 2009 finito oggi in manette nell'ambito della maxi operazione che ha portato all'arresto di importanti esponenti di un clan della 'ndrangheta attivo nel milanese.

E' quanto sottolinea una nota della Provincia di Milano che interviene sul contenuto di un'intercettazione telefonica in cui l'imprenditore arrestato millanta di essere ''culo e camicia'' con l'attuale presidente della Provincia di Milano.

''L'affermazione di Cusenza - si legge nel comunicato - e' solo una vanteria, priva di alcun supporto nei fatti''.

''La circostanza certa - continua la nota - e' che Guido Podesta', diversamente da quanto asserito, non ha e non ha mai avuto rapporti con Riccardo Cusenza, tanto meno di amicizia''.

Osserva ancora la Provincia di Milano: ''Per chi come Podesta' ricopre da molti anni incarichi politici ed istituzionali di grande importanza per il territorio, e' impossibile impedire che soggetti terzi, col probabile scopo di accreditarsi, utilizzino in modo improprio il suo nome''.

Nota bene conclusivo: ''Eventuali illazioni circa l'esistenza di legami tra Guido Podesta' e Riccardo Cusenza costringerebbero il Presidente della provincia di Milano ad agire in tutte le sedi a tutela della propria immagine''.
Di  Redazione  (inviato il 03/07/2010 @ 08:54:01)
# 4
(AGI) - Milano, 1 lug. - "L'attivita' investigativa ha messo in luce come il sodalizio Valle, grazie alle conoscenze di Fortunato Valle con amministratori pubblici locali e all'ausilio di Adolfo Mandelli e Riccardo Cusenza, sia riuscito ad allargare la sua sfera di influenza, interessandosi ad operazioni legate alle costruzioni immobiliari e alle acquisizioni di licenze per l'avvio di attivita' imprenditoriali". E' quanto si legge in un passaggio di un'informativa redatta dagli uomini della squadra mobile il 25 febbraio scorso, nell'ambito dell'inchiesta sull'usura che ha portato all'arresto di 15 persone. Un documento che conferma l'interesse degli appartenenti all'organizzazione criminale per una delle aree in cui vi sono programmi immobiliari all'Expo del 2015. "In particolare - si legge ancora nell'informativa - nel Comune di Limbiate e nella zona di Rho-Pero, area in forte espansione in previsione del prossimo Expo, Valia (assessore al Comune di Pero) si prodiga per far ottenere a Fortunato Valle le autorizzazioni per l'avvio di esercizi pubblici e a metterlo in contatto con altri amministratori locali di altri comuni da lui conosciuti e favorirlo nei suoi affari". In una conversazione, intercettata il 23 gennaio dell'anno scorso e riportata nell'informativa, Fortunato Valle dice a Mandelli: "li' l'hanno fatta a zona...come si dice...essendoci l'Expo, la fiera...". E Mandelli: "ah, sara' di espansione o di interesse, tutte quelle robe li'...(AGI) Cli/Car/Stp
Di  Redazione  (inviato il 03/07/2010 @ 09:01:46)
# 5
DALL’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE

La totale condivisione di interessi tra Mandelli e i Valle emerge anche in data 23 gennaio 2009, quando Valle ha contattato Mandelli per avvisarlo di aver ottenuto dal Comune di Pero le licenze per aprire un “mini casinò”, una discoteca ed anche attività di ristorazione, in quanto in quella zona il Comune, in virtù del prossimo Expo, aveva intenzione di riqualificare l’area. Tutto ciò è avvenuto (come emerge da quanto qui di seguito riportato) anche grazie all’amicizia con Davide Valia
In tale contestato Valle ha informato Mandelli che gli avevano dato un anno di tempo per rintracciare l’area, il locale, sul quale intraprendere tali attività. Mandelli, molto contento della notizia ricevuta, commenta “m*****a meglio di Davide che è a Però ..cosa dobbiamo avere” .

Il politico Valia
Davide Valia ricopre la carica di assessore al comune di Pero, con delega all’organizzazione e ai servizi demografici. Inoltre è socio amministratore della B.V. s.n.c. di BRAGLIA EZIO E VALIA DAVIDE, avente ad oggetto “l’attività di sub agenzia di assicurazione”.
Dalle intercettazioni è emerso inequivocabilmente che la licenza per il “mini casino” è stata ottenuta anche grazie all’interessamento del politico, il quale si adoperà pure per altri favori.

In data 16.01.2009, VALLE Fortunato ha avuto un colloquio telefonico con un soggetto di nome “Tony”, che si è presentato come amico di VALIA Davide “l’assessore di Pero”, e che fa parte della Commissione del Comune di Pero deputata al rilascio delle licenze.
L’uomo, dopo aver spiegato a VALLE Fortunato che per i successivi 60 giorni sarebbe stato in grado di fargli avere qualsiasi tipo di licenza per esercizi pubblici in quanto era in vigore una procedura semplificata, ha chiesto a VALLE Fortunato se fosse interessato all’acqusito o all’affitto di un capannone sito davanti all’Ata hotel di proprietà di un suo amico che poteve essere essere utilizzato per qualsiasi tipologia di pubblico esercizio. Nell’affare anche “Tony” era intenzionato ad entrare insieme ad altre persone di sua conoscenza.

In data 18 e 19 dicembre 2008, sull’utenza in uso a VALLE Fortunato, sono state registrate una serie di conversazioni dalle quali si evince come VALIA Davide abbia utilizzato le sue conoscenze con amministratori locali del Comune di Spotorno per cercare di aiutare VALLE Fortunato e MANDELLI Adolfo ad intraprendere un affare, verosimilmente relativo al campo immobiliare, da avviare in quel comune.
Le conversazioni intercettate hanno messo in luce che l’affare non è andato in porto in quanto la persona amica di VALIA Davide, che avrebbe dovuto favorire il clan nell’affare, come affermato dallo stesso VALIA, poche settimane prima aveva ricevuto un avviso di garanzia e quindi non si era potuta esporre: “ allora ti spiego eh... li c'è in ballo d... due settimane fa ha ricevuto una cartolina questo qua ... capito…un avviso allora per questo motivo ha detto che non conosce nessuno”.

Degna di nota appare anche una conversazione tra VALLE Angela e l’Avvocato LAMPUGNANI Luciano, coinvolto nell’attività di prestito ad usura del clan, che ha messo in evidenza anche il rapporto di conoscenza tra il VALIA e l’Avvocato LAMPUGNANI.

E sempre con riguardo a Valia, Bettinelli, una delle vittime dell’usura, ha dichiarato:
...(omissis)... il VALIA mi fu presentato, in qualità di assicuratore del gruppo. Se non ricordo male, tutti i veicoli in uso ai componenti della famiglia VALLE erano stati assicurati tramite lui, così come sue erano tutte le assicurazioni della EURO PLAY s.r.l.. Il suo studio assicurativo, denominato ASSICURAZIONI VALIA, era a Pero (MI). Il recapito telefonico dello studio era 02/3533777 mentre il suo personale era 336/395628. So anche che aveva la carica di assessore comunale con LA CORRENTE SOCIALISTA, sebbene non ricordi di quale Ente e Comune…(omissis)… egli era di casa al ristorante LA MASSERIA ed anch’egli era presente alle nozze della VALLE Maria…(omissis)…. .

Ovviamente, quello che importa non è che Valia abbia commesso specifici reati di corruzione o di qualsiasi altra natura, ovvero che Mandelli abbia agito lecitamente o meno nel procurare contatti imprenditoriali a Valle. Quello che importa, quello che dà potere all’associazione è la circolarità dei rapporti: Valle conosce Valia, che conosce anche Mandelli, che conosce Lampugnani, che a sua volta conosce Valia eccetera eccetera eccetera… quello che importa è la capacità dei Valle di fare sistema, di entrare in rapporti di scambio con una serie di personaggi – comunque, a volera leggere bene, quantomeno assolutamente privi di scrupoli – che permettono alla famiglia di trarre vantaggi sempre nuovi e possibilità di guadagno sempre ulteriori. D’altronde, oggi, l’associazione mafiosa non è più (solo) quella che traffica in stupefacenti e uccide, ma anche quella che riesce a presentrarsi con volto apparentemente pulito, entrando nei gangli della vita economica.
Di  Redazione  (inviato il 03/07/2010 @ 09:37:50)
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