\\ Home Page : Articolo
VELTRONI: CONTRO BERLUSCONI MANIFESTAZIONE IN AUTUNNO
Di Redazione (del 20/06/2008 @ 14:25:16, in Politica nazionale, linkato 2396 volte)
L’Unità 20 giugno 2008 In fondo alla pagina la relazione integrale del segretario Walter Veltroni
Walter Veltroni chiede a Romano Prodi di rimanere alla presidenza del partito nel suo discorso all´Assemblea Costituente del Pd, cui però partecipano soltanto 600 dei 2500 delegati attesi. Si guarda avanti, «con attenzione» a Sinistra, con «interesse» al dialogo con Udc e Socialisti. E soprattutto, in autunno una ci sarà grande manifestazione di protesta contro il governo Berlusconi. È questo in sintesi il discorso che il segretario fa ai 2800 delegati presenti alla nuova Fiera di Roma, cui si aggiungono gli addetti all'organizzazione, la "security", i giornalisti.
Strizzando l´occhio a ulivisti e prodiani, dopo che in serata Rosy Bindi aveva annunciato che non avrebbe più presentato una mozione pro-Ulivo, Veltroni si richiama alle radici del Pd, che nell´Ulivo ha iniziato il suo percorso. Per questo il segretario chiede a Romano Prodi di rimanere alla presidenza del partito, nonostante i reiterati "no grazie" dell'ex premier: «E proprio perché è dalla straordinaria esperienza dell'Ulivo che il Pd deriva la sua radice più profonda e più importante, torno a chiedere a Romano Prodi, davanti e insieme a tutti voi, di restare presidente di questa grande assemblea del popolo dei democratici».
Ma se le radici sono nell´Ulivo, non si possono né si vogliono ripetere gli errori dell´Unione. Nel 2006 «l´Unione rischiò di perdere un´elezione che, comunque, non vinse. Fu il connubio tra antiberlusconismo e massimalismo a non rendere credibile la nostra alternativa», spiega Veltroni in un passaggio della sua relazione. L´alternativa lanciata dall'Unione era «fondata, plausibile, convincente nella denuncia, ma inadeguata nella proposta, incapace di porsi, sia sul piano programmatico che su quello politico». Ebbene, garantisce Veltroni, «noi non ripeteremo gli errori di quella stagione. Per la semplice ragione che oggi, finalmente, abbiamo il Pd, la casa comune dei riformisti, il grande partito che mancava al centrosinistra italiano e per il quale abbiamo lottato, sperato dalla nascita dell'Ulivo ad oggi».
La politica delle alleanza
Veltroni risponde anche ai molti esponenti del partito che chiedono di tornare a guardare a Sinistra, agli alleati "naturali" dei partiti della Sinistra Arcobaleno. «Abbiamo bisogno di una politica delle alleanze», dice Veltroni, «che tuttavia non potrà più essere coniugata nei modi tradizionali. Non solo perché le alleanze possono risultare solide solo se si costruiscono sulla base del programma di governo e non viceversa». «È in questa prospettiva che guardiamo con attenzione e rispetto a ciò che avviene alla nostra sinistra - aggiunge Veltroni -, così come siamo interessati al dialogo con l'Udc e con i Socialisti».
«Le forze che avevano dato vita alla Sinistra Arcobaleno sono ora alle prese con una riflessione e un dibattito interno che rispettiamo e al quale guardiamo con attenzione e interesse. Ci auguriamo, lo dico con la franchezza che credo possiamo permetterci, in ragione di una lunga amicizia con molti tra i loro dirigenti e militanti, che queste forze lascino alle loro spalle l'idea di altri tempi del "partito di lotta e di governo"». dice il segretario del Pd. Per Veltroni, «quando si sta al governo si governa. E l'unica lotta che è ammissibile, e anzi augurabile, è quella contro i problemi del Paese. In ogni caso, non si lotta contro il governo del quale si fa parte».
Lo sguardo di Veltroni si posa anche sui recenti dissidi interni, con una sferzata alle correnti. «In questi due mesi io mi sono rafforzato nel convincimento che la linea che abbiamo scelto tutti insieme è quella giusta, ma che ha bisogno di ulteriori innovazioni e soprattutto di un partito che la esprima in modo efficace», dice il leader del Pd. «La strada è quella giusta - chiede Veltroni - quella che ci può portare non solo al governo ma ad aprire un ciclo politico nuovo nella storia d'Italia o invece la sconfitta ci dice che dobbiamo tornare indietro? Risponde a questa domanda è necessario e urgente se vogliamo evitare il logoramento di un lungo, estenuante dibattito interno, opaco e inconcludente». «L'articolazione interna è una ricchezza» da valorizzare «mescolando le appartenenze. Ma quello che non può accadere è che proliferino le correnti personali, mentre il partito deperisce fino al punto di trasformarsi in una confederazione di potentati con le loro estese ramificazioni locali, che finirebbero col demotivare chi avesse semplicemente l'obiettivo di non partecipare ad altro se non al Pd».
«Proprio ora che i nostri avversari hanno messo in mostra i loro limiti, noi non dobbiamo ripetere i vecchi errori e divisioni», afferma il segretario del Pd. Nonostante Berlusconi abbia «consumato lo strappo» del dialogo, «noi non torneremo con loro nel passato. Noi - garantisce Veltroni - continueremo a lavorare per la nuova stagione della democrazia italiana». Anzi, «proprio l'inadeguatezza del centrodestra apre davanti a noi una grande opportunità, che dobbiamo far maturare con pazienza, coerenza, tenacia». Il leader del Pd, dunque, invita il partito a non avere fretta di ottenere risultati, e il concetto che Veltroni ha ribadito più volte negli ultimi giorni, cioè quello di "non avere l'ansia del centometrista". E anche ora, nella relazione, Veltroni insiste: «È proprio adesso che i nostri avversari hanno messo in mostra, ancora una volta, i loro limiti radicali, che noi non dobbiamo ricadere in vizi antichi e ripetere i vecchi errori: se lo facessimo - avverte - ci giocheremmo la possibilità di diventare maggioranza nel Paese».
Walter Veltroni parla anche collocazione internazionale del Pd rivolgendosi alla famiglia socialista e ribadisce di voler creare «un vasto campo che comprenda democratici, socialisti e liberali europei». «Sarà un fatto nuovo e da auspicare se al Parlamento di Strasburgo i socialisti favoriranno la nascita di un nuovo gruppo aperto a forze che non facciano parte del Pse». Il segretario del Pd spiega che lavora per «costruire relazioni strette con il Pse, i liberaldemocratici europei e i democratici americani per favorire il formarsi di un grande campo dei riformisti, dei democratici e dei progressisti, sia in Europa che nel mondo».
L´opposizione a Berlusconi
Guardando al governo Berlusconi, Veltroni boccia senza appello i provvedimenti economici annunciati e contenuti sia nel decreto fiscale che nella manovra triennale. Il leader del Pd annuncia: «Oggi siamo noi a dirlo, in autunno sarà una larga parte degli italiani, quella che noi chiameremo a raccolta, per una azione di protesta e di proposta in tutto il paese, che culminerà con una grande manifestazione nazionale».
Anche perché si è tornati alla logica delle leggi ad personam. «La lettera che Berlusconi ha inviato lunedì al Presidente del Senato è uno spartiacque che rischia di segnare negativamente l'intera legislatura». «Con quella missiva, - spiega il segretario del Pd - Berlusconi ha assunto la paternità politica di un emendamento al decreto sicurezza, che stravolge il senso del provvedimento e colpisce il ruolo di garanzia del Capo dello Stato e strappa la delicatissima tela del dialogo istituzionale con l'opposizione».
La relazione del Segretario del Partito Democratico Walter Veltroni
TrackBack Url: (I TrackBack sono moderati)
http://www.pdbuccinasco.it/dblog/tb.asp?id=365
http://www.pdbuccinasco.it/dblog/tb.asp?id=365
Nessun commento trovato.
Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.
Articolo
Storico
Stampa












Feed RSS 0.91
Feed Atom 0.3