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WARNING: SON TORNATI I CATTOCOMUNISTI
Di Redazione (del 13/03/2009 @ 13:00:23, in Interventi, linkato 1061 volte)
di David Arboit
«Un leader catto-comunista, imprevisto. Pensavo che ci fosse una preminenza della sinistra. Non è chiaro a quali principi voglia arrivare con questo catto-comunismo. Al Pd auguro di mettere radici solide e di diventare la controparte del Pdl: diventi un partito socialdemocratico». È così che Silvio Berlusconi commenta la proposta di tassare i ricchi avanzata da Franceschini. E lo si può anche capire: a lui l’idea di tassare i ricchi deve proprio apparire come una cosa repellente e direi contro natura (la sua di natura, naturalmente).
Bossi invece, che viene dal popolo, dice un’altra cosa: «In un momento di crisi chi ha di più è giusto che contribuisca».
Si potrebbe commentare questi due differenti punti di vista riesumando quella una vecchia teoria che diceva che è l’essere sociale a determinare la coscienza e non viceversa, ma più banalmente direi che la proposta di Dario è semplice, ragionevole e certamente efficace.
E direi anche socialdemocratica perché i soldi raggranellati, circa 500 milioni, andrebbero gestiti dai Comuni (Caspita! Socialdemocratica e federalista!) e da associazioni di volontariato con l’obiettivo di far fronte alle crisi economiche familiari più brutte.
Ma se si parla di famiglia allora l’UDC non può mancare: «È giusto che i redditi dei ricchi - dice il leaderdell'Udc Casini - diano un contributo di solidarietà nei confronti di chi ha più bisogno perchè vengano garantiti i servizi sociali del Paese». Pierferdinando aggiunge poi che «il prelievo sui redditi più ricchi deve essere fatto a partire dai parlamentari». E ci mancherebbe… una bella esenzione per i politici!
A parte il capo, che ha posto l’accento sul grave problema a cui si trova di fronte il popolo italiano (il ritorno cattocomunismo), né Tremonti, né Sacconi, né Fini, né La Russa hanno commentato l’idea della Robin tax. Unico commento, sembra, quello di Brunetta, che si mostra ancora una volta nano di statura ma gigante in arroganza: «Il Pd chi? Non conosco nessun Pd».
Il fatto è che la proposta, nella sua geometrica semplicità, ha colpito nel segno e a generato nel Pdl grave imbarazzo. Togliere qualche centinaio di euro a chi ne incassa più di 120.000 è una ingiustizia sociale? Toglierli prima di tutto ai parlamentari, come ha detto Franceschini, è un’appropriazione indebita da parte di uno Stato statalista che taglieggia il popolo? Potrà zio Silvio dire ancora una volta NO dopo avere rifiutato l’assegno di disoccupazione e l’inserimento del referendum nell’election day (perdita secca 400 milioni di €)?
Una via d’uscita può essere agitare lo spauracchio del comunismo, anzi del cattocomunismo, che come tutti sapete è assai peggio del comunismo.
Ma in verità la gente non ce la fa ad arrivare alla fine del mese e non è detto che non stia cominciando a pensare che un po’ più di comunismo, una distribuzione dei redditi un po’ più giusta, potrebbe essere cosa buona e giusta, dovere e fonte di salvezza.
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